Chi è Stefano Pioli, e come farà giocare l’Inter

Stefano Pioli, nuovo tecnico dell’Inter, non ha bisogno di grosse presentazioni, visto che tutto sommato lo conosciamo tutti. Cresciuto come calciatore del Parma, vince tutto con la Juventus, pur non essendo un titolare, dal 1984 al 1987, per poi avviarsi verso una carriera in tono minore, dove spiccano le sei stagioni giocate con la maglia della Fiorentina, compresa quella in B nel 1993-1994.

Inizia la carriera da allenatore nelle giovanili del Bologna, per due stagioni, vincendo il campionato Allievi, e una nella primavera del Chievo, prima di passare alla prima squadra della Salernitana, in Serie B. L’avventura a Salerno è particolare, perchè Pioli dovevano allenare la squadra in C1, ma per via del Caso Catania, retrocesso in C1, la Salernitana verrà ripescata, e condotta da Pioli alla salvezza. L’anno dopo passa al Modena, sempre in B, sfiorando i play-off promozione, l’anno successivo viene esonerato e richiamato tre partite dopo, raggiungendo a fine campionato i play-off, ma perdendoli in semifinale. Si presenta la grande occasione della massima serie, con il Parma (peraltro città di Pioli), ma viene esonerato alla 22° giornata. Successivamente si presentano altre esperienze in Serie B, un anno da subentrato a Grosseto (13°) e uno a Piacenza (10° posto). Sempre in B, nel 2009-2010 allena il Sassuolo, raggiungendo il 4° posto, e quindi i play-off, mancando però la qualificazione in Serie A.

Però per Pioli la A arriva comunque, infatti la stagione successiva guida il Chievo, conducendolo verso una salvezza tranquilla all’11° posto. Nel 2011-2012 viene chiamato da Zamparini, ma la sua esperienza a Palermo è breve e per nulla soddisfacente, in quanto viene esonerato dopo l’eliminazione nei preliminari di Europa League, senza nemmeno giocare una partita di campionato. Poco male per Pioli, che dopo qualche mese subentrerà sulla panchina del Bologna, ottenendo una salvezza piuttosto difficile. L’anno successivo viene esonerato dal Bologna, e a fine contattato dalla Lazio, per la stagione 2014-2015. Il suo primo anno sulla panchina biancoleste è folgorante, la sua Lazio, non particolarmente attrezzata, raggiunge il 3° posto e si qualifica ai preliminari di Champions League. La Lazio arriva anche in finale di Coppa Italia, per poi soccombere ai supplementari contro la Juventus, contro cui perderà anche la finale di Supercoppa Italiana. La stagione successiva è avara di soddisfazioni, e Pioli viene esonerato dopo aver perso rovinosamente il derby per 1-4, contro la Roma.

Oggi l’Inter lo sceglie per sostituire l’esonerato Frank de Boer, ma come intende il calcio Stefano Pioli? Questa è una parte della sua tesi di master a Coverciano, pubblicata e riportata in un articolo di Rivista Undici, dove Pioli dice di preferire e apprezzare uno stile di gioco equilibrato:

che tenga in considerazione allo stesso modo e allo stesso tempo le due fasi in qualsiasi momento di gioco. Elastico: che si possa facilmente adattare a qualsiasi avversario mantenendo sempre gli equilibri. Razionale: che si adatti alle caratteristiche dei calciatori a disposizione.

Da punto di vista del modulo, non ci discostiamo molto dal 4-3-3 visto con il tecnico olandese, quindi la scelta degli uomini non cambierà certo drasticamente. Sarà però diverso l’atteggiamento, con grande importanza del gioco sugli esterni, anche in fase difensiva, con un movimento di squadra uniforme e simultaneo in tutte le fasi del gioco. Se possibile si tratta di un gioco che richiede un dispendio di energie ancora maggiore, e altro tempo per vedere dei risultati apprezzabili. Per ulteriori dettagli tecnici e di schemi di Pioli, vi invitiamo a leggere l’articolo di Rivista Undici sopra linkato, di impareggiabile chiarezza e profondità.

Non si potranno pretendere risultati in tempi brevi, come detto, e forse Marcelino rappresentava una scelta più suggestiva, ma Pioli ha le capacità per sedersi sulla panchina dell’Inter, ed è giusto che abbia una chance. La società d’altro canto dovrà farlo lavorare serenamente, appoggiandolo e assecondando le sue richieste, invece di assecondare i giocatori, e forse le cose potranno davvero cambiare. Benvenuto mister, e buona fortuna.

Mikhail
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Cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Orfano di Christian Eriksen, ma sicuro che Inzaghi non possa mai essere più indisponente di Antonio Conte.

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