In attesa del Progetto, le gioie della Primavera Inter

Per chi già ci legge da quasi tre anni a questa parte, la parola “progetto” è qualcosa di familiare e conosciuto. Per chi ci legge da poco potrà invece suonare strana, quasi un ossimoro accostata alla parola “Inter”. Con la consueta ironia che ci contraddistingue, l’accostamento di queste due parole evidenzia il calvario che la nostra Beneamata sta vivendo da sei anni. Un calvario fatto da continui cambi di proprietà e allenatori, parametri del FFP e annessi via vai di giocatori presi ai saldi o per sventura divina. E in questo senso, l’editoriale di lancio del sito scritto da Alessandro, nel lontano 2 luglio 2015 sembra quasi profetico. Di sicuro esplicativo, col senno di poi, di tutto il nostro pagellare di questi anni dopo le numerose partite che hanno messo in evidenza la coperta corta di questa società.

“Progetto è quella parola che viene usata per giustificare una cronica mancanza di risultati”

È questa la massima che ci ha guidato fino ad ora nel raccontare la nostra Inter, quella squadra i cui colori ci accomunano facendoci soffrire. Ma, come recita il nostro inno, proprio per questo continuiamo ad amarla, nella speranza di ritrovare anche i motivi per gioire. In realtà un motivo di gioia ci sarebbe già ed è la nostra Primavera Inter, che ha battuto a San Siro la Roma nella finale di Supercoppa Italiana. Una vittoria arrivata ai supplementari grazie al gol decisivo nel finale di Colidio, autore di una doppietta:

A scanso di equivoci: il tifoso non scende di certo in piazza a festeggiare i trofei vinti della Primavera. De resto, la fama e la storia di una società di calcio si basano sui risultati ottenuti dalla prima squadra. Ma sarebbe ingiusto girarsi dall’altra parte di fronte al lavoro svolto da mister Vecchi nelle ultime quattro stagioni, nelle quali la primavera ha vinto un Torneo Viareggio, una Coppa Italia, uno Scudetto e in ultima la Supercoppa Italiana.

Da ricordare lo Scudetto conquistato nel 2011-2012 da Andrea Stramaccioni (e da Daniele Bernazzani). Quell’anno i nerazzurri vinsero la prima edizione della Next Generation Series, la Champions League Primavera, poi trasformatasi due anni dopo nell’attuale (e ufficiale) UEFA Youth League.

Già, quell’Andrea Stramaccioni che proprio grazie a quella vittoria fu chiamato da Moratti a guidare la prima squadra, sostituendo Claudio Ranieri nel finale di stagione 2012. Ricordiamo il derby vinto sul Milan 4 a 2, e la riconferma per la stagione successiva, quella della vittoria allo Juventus Stadium. Illusioni di gloria, scioltesi poi fra infortuni e inconcludenze varie. Sì insomma, quell’Andrea Stramaccioni finito nel tritacarne del progetto ma a noi comunque rimasto nel cuore per l’attaccamento e la passione per i nostri colori.

Tutto questo per dire che mentre la prima squadra non alza un trofeo dalla Coppa Italia 2011, con Leonardo, la Primavera ne ha vinti ben sei. In più ha lanciando giovani che oggi giocano in Serie A come Duncan, Bessa, Mbaye, Benassi, Biraghi e Crisetig. E qualcuno è anche andato a giocare all’estero, come Caldirola, Longo e Donati, finiti in Bundesliga e in Liga.

Qualcuno è transitato per la prima squadra senza lasciare segno, di certo non campioni, ma il dubbio che le intricate fila che tessono il progetto Inter abbiano contribuito a soffocarne il futuro di certo rimane. Soprattutto alla luce dei soldi spesi per giocatori come Dalbert, Joao Mario, Gabigol e Kondogbia.

Giocatori che la differenza non sembrano averla fatta. E arriva la solita domanda: non è che certi soldi si potrebbero investestire in giocatori più sicuri e cercare di capire se qualche giovane possa rendere anche in prima squadra? Non tutti eh, non vogliamo certo cadere nella miope e ingenua trappola del “ogni giovane è per forza una promessa”. Ma in questo progetto magari ci potrebbe essere qualche piacevole sorpresa. In fondo, se la Primavera nerazzurra è fra le migliori degli ultimi anni in termini di risultati, un motivo ci sarà.

Nella speranza che qualche promessa diventi certezza, facciamo i complimenti ai nerazzurri di mister Vecchi (ah, anche lui si è seduto sulla panchina della prima squadra nel vortice di allenatori del progetto), da qualche tempo gli unici a regalarci l’immagine di coriandoli neri e azzurri che contornano trofei alzati al cielo.

 

Pubblicato da Inter su Domenica 7 gennaio 2018

 

p.s.: A proposito di giovani promesse incompiute, ricordo che Coutinho è passato al Barcellona per 160 mln €. Sì, sapevatelo. Ma questa è un’altra storia.

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Interista a otto anni grazie a un doppio passo del Fenomeno, visto per caso in televisione. Le lacrime di amarezza del 5 maggio hanno scavato solchi, colmati dalle lacrime di gioia per un Triplete festeggiato il giorno di uno straordinario ventesimo compleanno. Innamorato dei colori nerazzurri e di Javier Zanetti.