Positività nerazzurra

Non siamo qui a fare bilanci dopo sole tre partite, non siamo qui ad elogiare nessuno per i nove punti in classifica, non siamo qui ad esaltarci perché la Juventus è a otto punti di distanza. Siamo qui perché vedere l’Inter di nuovo protagonista è fottutamente bello.

Nessuno, sfidiamo, si sarebbe aspettato un inizio così positivo da parte della compagine di Roberto Mancini. Il calendario ha senza dubbio aiutato, ma la solidità mostrata da Kondogbia e compagni fa ben sperare: come dimenticare la prima Inter col ciuffo? Centrocampo muscolare, estro dalla trequarti in su e, soprattutto, trofei. Che la storia si possa ripetere? Non lo sappiamo, ma ce lo auguriamo fortemente. Positività.

A prescindere da tutto, nell’ambiente nerazzurro si respira fiduciauna sensazione lontana da troppo tempo dai campi di Appiano Gentile e che a detta di molti, il glaciale Handanovic in primis, in questa stagione è tornata a farsi viva. Vincere senza giocare bene (è un dato oggettivo, ma Mancini è il primo a saperlo e lavora in tal senso) rappresenta un’incommensurabile iniezione di fiducia per il prosieguo del campionato. Positività.

La gara col Chievo è ormai alle porte, i clivensi si sono dimostrati squadra ostica per tutte le big (o presunte tali) finora incontrate: prima la Lazio, poi la Juventus, entrambe fermate dai ragazzi di Maran. Contro le piccole lo scorso anno si faticava, quest’anno i tanti campioni ingaggiati dalla premiata ditta Ausilio-Fassone (quest’ultimo ormai ai saluti) sembrano aver finalmente risolto il problema: si può anche non avere una manovra fluida, ma quando si ha chi può accendere la luce da un momento all’altro, il gol lo si trova. Positività.

Vedere squadre come la Juventus, il Napoli e il Milan arrancare non può che spronare i nerazzurri a dare sempre di più per mantenere le distanze. Al momento, solo la Roma e parzialmente la Lazio sembrano tenere il passo dei nerazzurri. Non bisogna dimenticare comunque che l’obbiettivo dell’Inter per questa stagione è tornare in Champions, direttamente o tramite i preliminari: lo chiede la piazza, lo vuole la società, lo pretende la situazione economica. Ma perché tarparsi le ali e limitarsi a centrare l’obbiettivo minimo, se si hanno le capacità per volare più alto? Positività.

Le premesse per fare bene ci sono tutte. Basta solo rincorrere i propri sogni. Con positività.

Foto: inter.it

Paolo
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Paolo
Ho perso la testa per l’Inter, senza saperne il perché. Uno dei pochi ad aver comprato il libro di Mazzarri, abbagliato dalla bellezza del 3-5-2. Nel tempo libero tento di fare l’ingegnere, ma mi riesce meglio ubriacarmi di sport rigorosamente dal divano. Neuer è un modello.

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