Perisic e l’Inter fermano la Roma: un pareggio d’oro

In molti di noi, durante la scorsa settimana, in vista di Roma – Inter avrebbero firmato per un pari. Il sottoscritto probabilmente no, ma non perchè non fosse un buon risultato, per carità, ma solo perchè, da tifoso inguaribile e irresponsabile, cerco di non porre mai limiti alla mia Inter. Il pareggio finale è buonissimo, perchè noi eravamo largamente rimaneggiati (Icardi, Palacio, Kondogbia e Jovetic, scusate se è poco), e perchè Roma è un campo assai difficile, e la Roma è la squadra più in in forma della Serie A.

Dopo un primo quarto d’ora piuttosto preoccupante, i nostri prendono le misure e ripropongono più di una buona ripartenza. L’Inter croata in particolare, ha più polmoni e gamba di tutti, come sempre, ma proprio Brozovic sprecherà malamente un’opportunità da posizione ghiottissima. Perisic continua a essere il giocatore in condizione migliore dei nerazzurri, arriva sempre sul fondo e si dimostra sempre molto lucido nell’ultimo tocco, a differenza della maggior parte dei compagni. Anche Biabiany si impegna tantissimo, ma la differenza qualitativa si nota nell’ultimo tocco, infatti il francese vanifica più di un contropiede. La Roma tiene di più la palla, ma costruisce poche palle gol concrete, non più delle nostre, e alla fine della prima frazione il pareggio è il risultato più giusto.

Nella ripresa troviamo subito il gol, buon spunto di Ljajic per Brozovic, che ha grande visione di gioco e innesca Perisic che, grazie alla complicità del buon Szczesny, porta in vantaggio in nerazzurri. È il 53′ minuto di gioco, e fino al sessantesimo circa, l’Inter resta in controllo della gara, mancando però il contropiede del KO in un paio d’occasioni. Poi le gambe dei nostri sono iniziate a venire meno. I giocatori della Roma sono mediamente più veloci dei nostri, così come il loro fraseggio, ed era prevedibile finissimo prima la benzina. I loro tre interni di centrocampo trovano sempre superiorità contro i soli Medel e Brozovic, piuttosto provati, e la Roma aumenta la pressione. L’Inter si abbassa costantemente nel corso dei minuti, senza che Mancini tenti minimamente di apportare alcun correttivo, lasciando i nerazzurri in balia dell’avversario, specialmente nel quarto d’ora finale. Dzeko si rivela un buono alleato, mandando alti palloni molto invitanti, ma sarà proprio lui, con un liscio abbastanza ridicolo, a smarcare involontariamente Nainggolan nel gol del pareggio.

A quel punto, a partita appena compromessa, Mancini come di consueto esegue il cambio che doveva fare quindici minuti prima, ovvero un centrocampista per un attaccante, nello specifico Melo per Ljajic. Peccato che non serva più per alzare la squadra e mantenere la vittoria, ma solo nella speranza di portare a casa un pareggio, che per fortuna arriverà. Per quanto non si possa essere contenti dell’ultima parte di match, fin quando le gambe hanno retto abbiamo visto una delle migliori Inter della stagione. Esclusi Ljajic, un pò evanescente, e il totalmente svanito Eder, fantasma del giocatore della Samp e ahinoi tutt’altro che integrato, tutto il resto della squadra s’è battuta a viso aperto, in trasferta, contro un avversario difficilissimo, che veniva da 8 vittorie di fila. Dal punto di vista mentale e tattico non si può imputare nulla al tecnico, l’Inter ha affrontato l’impegno con la mentalità giusta, peccato sola per la poca freddezza nella gestione dei cambi, sempre tardivi.

Con questo pareggio, l’Inter ha il vantaggio degli scontri diretti con la Roma e, in caso di arrivo a pari punti, i nerazzurri finirebbero davanti ai giallorossi. In termini di classifica, è un punto d’oro.

Ora la pausa pasquale, che dovrebbe consentirci di recuperare qualcuno, sperando che l’approccio della squadra resti lo stesso fino a fine stagione.

Mikhail
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Cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Orfano di Christian Eriksen, ma sicuro che Inzaghi non possa mai essere più indisponente di Antonio Conte.

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