Perchè cedere Kovacic è un affare e perchè no

“Cedere Kovacic è un affare per l’Inter?” Questa domanda sta agitando un dibattito tra i tifosi nerazzurri, che ormai non pensavano più che Mateo Kovacic venisse ceduto. Ci sono varie ragioni a sostegno dell’una o dell’altra tesi, e la domanda ha diviso anche Progetto Inter.

Perchè no

Opinione di Giulma
Partiamo da un presupposto: 30 e più milioni fanno gola e sono una plusvalenza non da poco. Secondo presupposto: che Kovacic potesse essere un possibile partente lo si sapeva già a giugno, quando il Liverpool si era fatto avanti con un’offerta non ritenuta congrua dalla dirigenza interista. Bene, allora perché adesso Kovacic non andrebbe venduto? Ecco alcune motivazioni.

1) L’Inter si è già privata di Shaqiri, anche lui in odore di cessione già da tempo. Che un elemento top della rosa potesse essere ceduto lo si sapeva, cederne due sembra obiettivamente troppo. Se una squadra vuole fare il salto di qualità deve tenere i giocatori buoni che ha e aggiungere elementi forti alla rosa: cedere un big per prendere un big è un cane che si morde la coda.

2) La conseguenza inevitabilmente è: come si sostituisce Kovacic? Sul mercato non sembrano esserci grandi nomi per il centrocampo e in quel reparto l’Inter ha sicuramente bisogno di rinforzi: Hernanes e Guarin non hanno mai garantito continuità, Gnoukiri è un giovane promettente ma non può essere caricato di troppe responsabilità, Brozovic non può trascinare da solo il centrocampo, Kondogbia deve ancora trovare la forma e Medel non può garantire gioco e qualità. Indubbiamente Kovacic non ha mai dato continuità fino in fondo, ma è sempre stato l’unico elemento di qualità e di prospetto per il futuro sul quale lavorare.

3) Anche con Kovacic, l’Inter era una squadra incompleta ad una settimana dall’inizio del campionato. Privarsene in questo momento di Kovacic aggrava solo la situazione, costringendo poi ad operare frettolosamente sul mercato rischiando di accontentarsi di giocatori di medio/scarso livello (come successo molte volte in passato).

4) L’Inter è stata brava a rinforzare la difesa con Montoya, Miranda e Murillo. Ma la fase difensiva necessita inevitabilmente di un grande centrocampo: se pensiamo al ciclo vincente della Juve, esso è nato da un centrocampo forte basato sulla qualità di Pirlo e la grinta di Vidal, due giocatori che hanno fatto tornare vincente la Juve. Kovacic e Kondogbia potevano ripercorrere le stesse orme. La speranza è che la vendita di Kovacic apra ad altri acquisti di livello e acceleri la trattativa Perisic. Magari però la prossima volta i big vendiamoli subito e non alla fine del mercato, in modo da iniziare il campionato con una squadra quasi rodata.

Opinione di JuanPablo91
Dopo Shaqiri, è il turno di Mateo Kovacic. Talento cristallino quello del croato, certo poco avvezzo al sacrificio e scarsamente dotato di personalità ma, dati alla mano, l’unico in grado di accendere la luce (a sprazzi, ve lo concedo) in un centrocampo che fra autentici fabbri del calibro di Medel e Guarin, interpreti discontinui quali Brozovic ed Hernanes, è sempre più povero di qualità. Dal suo approdo in nerazzurro non ha mai effettivamente trovato la collocazione giusta in campo, ma ciò non giustifica la mancanza di voglia da parte dei vari allenatori di lavorare per cogliere finalmente la migliore e definitiva posizione in cui farlo esprimere.

C’è amarezza in chi scrive, non è bastato l’esempio di Coutinho? Vedere esplodere altrove un talento che si ha già in casa, e statene certi che accadrà, non fa altro che alimentare il disgustoso sentimento di amarezza che ci attanaglia. C’è chi dice che 30 milioni, più eventuali bonus, non possano essere rifiutati in tempi di FPF, ma investendo su giocatori di valore (come ad onor del vero fatto con Kondogbia e Jovetic) e privandosi dei migliori, si potranno mai raggiungere nuovamente i traguardi che competono all’Inter? Difficilmente. Ma evidentemente ci si preoccupa più di una multa che di allestire una squadra competitiva.

È inutile nascondere che ad una settimana dall’esordio ufficiale in campionato, il morale non sia proprio altissimo. Il deludente precampionato, in cui l’unica nota positiva potrebbe essere la fase difensiva, ha messo a nudo tutti i difetti nella manovra che dovrebbe essere orchestrata dagli uomini di Mancini. Senza Kovacic quanto sarà complicato verticalizzare, trovare il pertugio giusto, ripartire velocemente? Cose in cui il nativo di Linz, magari non sempre eccelleva. Restiamo in attesa di scoprire come verranno riutilizzati i soldi gentilmente offerti dal Real Madrid, ma a questo punto Perisic ed altri due colpi diventano quantomeno obbligatori.

 

Perchè sì

Opinione de Il Fed
Il turbinare dei sentimenti che al momento provo sono svariati, ma alla fine credo sia stato giusto cedere Kovacic. Al primo posto metto sicuramente la “ragion di stato” del bilancio. In un mercato che ha visto, nella sua parte iniziale, diversi colpi portati a segno in barba alle regole del Fair Play Finanziario, e con la difficoltà oggettiva di convincere gli esuberi a cambiare aria, era quantomeno logico aspettarsi una cessione illustre. Il fatto di aver ceduto Kovacic al Real Madrid per quella cifra, rappresenta una bella boccata d’ossigeno per le casse del club, che ha messo a segno una notevole plusvalenza, nonché una dimostrazione di come la società riesca anche a valutare e valorizzare i propri calciatori. Perché, diciamocelo francamente, il talentino di Linz non è mai riuscito a imporsi e a essere fondamentale per la prima squadra di Milano, non riuscendo quasi mai a trovare uno spazio – o meglio, un ruolo – adatto a lui. Il suo peregrinare nelle posizioni del centrocampo dell’Inter erano un chiaro segnale di come il suo estro, e la sua fantasia, non fossero indicate per un campionato tattico come quello italiano. Il passaggio alla Liga spagnola, un campionato decisamente diverso dalla Serie A italiana, probabilmente lo aiuterà a trovare una sua identità, una sua dimensione, facendolo esplodere definitivamente e consacrandolo nell’Olimpo dei grandi campioni. Immagino che se fosse rimasto in Italia, avrebbe sicuramente fatto ancora fatica, con il rischio concreto di vederlo annaspare nel limbo dei talenti inespressi.Quindi – al diavolo i sentimentalismi – la società ha fatto bene a cedere Kovacic, però… C’è un però! La cessione di Kovacic, porta a un grosso impoverimento nella qualità del centrocampo dell’Inter. A una settimana dall’inizio del campionato ci danneggia oltremodo, soprattutto se non riuscissimo a raggiungere degli obiettivi di mercato che ci permettano di  verticalizzare l’azione velocemente, e “di mettere i compagni davanti alla porta”. I vari Medel, Guarin, Brozovic, Hernanes, Gnoukouri e Kondogbia saranno sicuramente più fisico del talento croato, ma sono anche meno fantasisti. Sì, anche Hernanes, che oramai si avvicina alla trentina e spesso si incaponisce nel cercare l’azione personale a tutti i costi. Anche Brozovic, che dopo una buona prestazione nel Trofeo Tim come trequartista, nella partita contro l’AEK è sparito. Le voci che circolano in questi giorni parlano di Felipe Melo – che ha appena rinnovato col Gala – e Lucas Leiva, entrambi candidati al ruolo di regista, ma è chiaro che non porteranno certo la qualità che avrebbe garantito Kovacic con le sue giocate. Detto questo, dispiace che la società abbia avuto – nuovamente – poca pazienza nei confronti di Kovacic. Parliamo di un giocatore che solo fino a qualche settimana fa rappresentava il perno del nuovo corso, del nuovo progetto Inter. Insomma, così come Coutinho, che ha trovato la sua consacrazione nel campionato inglese, o lo stesso Pirlo, divenuto poi l’emblema dell’impazienza della società Inter, sono sicuro al cento per cento che tra qualche mese ci ritroveremo a guardare le giocate spettacolari del giovane croato e penseremo: “Ma perché diavolo lo abbiamo venduto?!”. Non mi resta che augurare comunque buona fortuna a Mateo, con la speranza che possa definitivamente affermarsi in un campionato meno tattico e più incline all’estro e alla spettacolarità rispetto a quello in cui ha giocato in questi anni di Inter.Opinione de Johnny42
Ho molto rispetto per il giocatore, ha molte qualità, sul fatto che sia forte e che possa crescere ancora non ci sono dubbi. Però il croato in questi 3 anni, non ha dimostrato di essere il crack che tutti ci aspettavamo anzi è stato molto discontinuo. Credo che l’Inter abbia fatto bene a vederlo, l’offerta del Real Madrid è troppo importate e non si può che accettare, soprattuto per un giocatore che non era un titolare inamovibile. Ma sarebbe fuorviante limitare l’analisi al mero aspetto economico, anche se i 20 milioni di euro di plusvalenza non sono certo un dettaglio. Possiamo solo sperare che i giocatori che arriveranno a sostituire Kovacic non lo facciano rimpiangere.

Opinione di Willard
La prima cosa da chiedersi è: un giocatore che ad oggi (21 anni) non è ancora completo, può valere più di 30 milioni? Kovacic all’Inter quante volte ha dato l’impressione di poter essere il faro del centrocampo, o il leader nei momenti più difficoltosi? Si potrebbe obiettare che è in buona compagnia, Guarin ed Hernanes (per dirne due dall’ingaggio ingombrante) non si sono dimostrati all’altezza di una squadra che vorrebbe tornare ai vertici della classifica, ma è abbastanza chiaro che tra i 3 giocatori, solo uno è quello da cui si sarebbe potuto ottenere una cifra così importante. Qual è il ruolo naturale di Kovacic? Mezzala? Regista difensivo? Trequartista? Esterno offensivo? Chiedetelo a 10 persone, difficilmente otterrete da tutte la stessa risposta. Un giocatore non ancora inquadrato tatticamente, in una squadra che negli ultimi 3 anni ha avuto come miglior piazzamento il quinto posto, non può essere dichiarato incedibile, soprattutto a cifre del genere. Inutile aggiungere che se alla partenza del giovane croato non seguiranno almeno un paio di acquisti per completare attacco e centrocampo, allora la cessione sarebbe inutile.

Opinione di Deckard
A costo di espormi a critiche e insulti di ogni tipo, non credo che Kovacic sia un grande giocatore, e dubito possa diventarlo. Questi anni all’Inter hanno fatto sorgere il dubbio che al ragazzo manchi della personalità per imporsi ad alti livelli. In primo luogo, Kovacic è un rebus tattico. Se tre allenatori all’Inter, indipendentemente dai traumi della squadra, non sono riusciti a inquadrarlo in un ruolo ben definito, qualche problemino di fondo ci deve pure essere. A mio umile avviso, non vedo in Kovacic un potenziale fuoriclasse non solo per limiti caratteriali ma anche tecnici, visto che oltre al dribbling non mi risulti abbia sfoderato chissà che altre doti (troppo lento nel giocare la palla, poche verticalizzazioni e poco incisivo al tiro). In ogni caso, anche se fosse Johan Cruijff (e Kovacic certamente non lo è), quest’anno avrebbe trovato poco spazio, con il rischio di svalutare il cartellino. Più che preoccuparci di cosa faremo ora senza Kovacic, sono ben più curioso di sapere cosa il Real Madrid se ne faccia di Kovacic, visto il centrocampo a loro disposizione. Kovacic è un rebus che l’Inter non può permettersi il lusso di provare a risolvere.

 

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