Kondogbia, il risveglio di Mister 40 milioni

Kondogbia
Kondogbia in azione (foto: inter.it)

L’Inter batte il Torino nell’anticipo domenicale dell’ora di pranzo e mantiene la testa della classifica insieme alla Fiorentina, vittoriosa a Genova contro la Samp nel posticipo serale. Il risultato dei nerazzurri è ancora quello di una rete a zero ma nel tabellino il match winner è ancora una volta diverso: dopo Jovetić, Icardi, Guarin, Felipe Melo e Medel, a segnare il gol decisivo per la vittoria è Geoffrey Kondogbia con un sinistro in semirovesciata.

https://www.youtube.com/watch?v=_hCGXa8L9VE

Un gol tanto atteso quello di Mister 40 milioni, come è stato ribattezzato dopo l’accesissimo derby di mercato col Milan di questa estate. E proprio il prezzo del cartellino del francese aveva creato un’aspettativa misurata, mettendo inevitabilmente pressione al centrocampista classe 1993, ancora non decisivo nelle prime undici uscite stagionali dei nerazzurri, e andato a segno solo nel derby amichevole (vinto per 1 a 0, tanto per cambiare) valevole per il Trofeo Berlusconi.

https://www.youtube.com/watch?v=jwpP7qPDZ0o

“Siamo sicuri che Kondogbia li valga davvero tutti questi soldi?”. Questo il tormentone di inizio stagione, che ha martellato il mondo nerazzurro, dai giornalisti ai tifosi, ansiosi di poter godere delle giocate di classe di un giocatore dalla tecnica indiscutibile. “Bisogna dargli tempo”, ha sempre risposto Mancini, uno che da calciatore di tecnica ne aveva da vendere e che sicuramente sa fiutare le potenzialità dei suoi giocatori. E il gol contro il Torino, espressione di una bella prestazione del francese contro i granata, è la prima risposta che Kondogbia ha dato nel suo percorso di conoscimento del calcio italiano.

L’esultanza dopo il gol racconta il suo volersi lasciare scivolare addosso le critiche, pensando ad allenarsi e migliorare per diventare il leader del centrocampo nerazzurro, incarnandone perfettamente le due caratteristiche fondamentali per il Mancio: tecnica e forza fisica. Sì, mi sono tolto un peso… Questo gol mi aiuta a crescere ed è una grossa soddisfazione e fa sempre piacere per la fiducia della squadra e anche a livello personale. Lo dedico ai miei compagni. Non era semplice segnare, il pallone mi è arrivato grazie all’ottimo lavoro di Palacio e io sono arrivato nel momento giusto. Mi sto adattando alla Serie A, sto crescendo. Con Mancini non abbiamo ancora parlato della mia prestazione, ma ci sarà il modo”.  

Il tempo è dalla parte del francese e la pazienza è necessaria per vederne all’opera tutte le qualità. D’altronde per ambientarsi nel calcio italiano, anche dei mostri come Platini e Zidane hanno dovuto carburare un pò, e magari questa volta a poterne godere saremo noi interisti.

giulma
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Interista a otto anni grazie a un doppio passo del Fenomeno, visto per caso in televisione. Le lacrime di amarezza del 5 maggio hanno scavato solchi, colmati dalle lacrime di gioia per un Triplete festeggiato il giorno di uno straordinario ventesimo compleanno. Innamorato dei colori nerazzurri e di Javier Zanetti.

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