Javier Zanetti, l’eterno Capitano

Javier Zanetti

42 anni e non sentirli. È la prima cosa che viene in mente quando si guarda in faccia Javier Zanetti, fresco come una rosa nel suo taglio di capelli ordinato e nel suo sguardo sereno. È passato più di un anno da quel 18 maggio 2014, quando ufficialmente Pupi ha deciso di appendere le scarpe al chiodo dopo quel Chievo vs Inter 2-1 al termine del quale i tifosi nerazzurri e il mondo del calcio hanno salutato una bandiera e un Campione, la cui maglia numero 4 – faro della storia nerazzurra come la numero 3 di Giacinto Facchetti – non poteva che essere ritirata. 42 candeline spente ieri, in una giornata di agosto che vede la sua Inter all’opera per tornare grande e vincente, sotto la guida di un ritrovato Roberto Mancini e di tanti volti nuovi desiderosi di far parte della grande famiglia nerazzurra.

 

E proprio di questo ha parlato ai microfoni di Sky Sport“L’Inter di oggi sta nascendo piano piano, con un gruppo che insieme al nostro mister sta facendo un grande lavoro. C’è la volontà di essere di nuovo protagonisti e ci sono tutti i presupposti per tornare ai vertici. Il campionato italiano è sempre molto difficile, ma il nostro obiettivo è tornare in Europa. Ci teniamo tantissimo, anche per i nostri tifosi. I ragazzi l’hanno capito e stanno facendo di tutto perché la prossima sia una stagione positiva”.

Non più in campo ma sempre una figura di riferimento all’interno del mondo interista, Zanetti è passato dal ruolo di Capitano a quello di vicepresidente, scrivendo una nuova pagina della sua carriera e del suo amore per l’Inter. Un amore indissolubile, che l’ha portato a perseverare nei momenti di difficoltà per poi gioire assieme al popolo interista in una serie di vittorie il cui culmine è stato quello storico 22 maggio 2010, nel quale ha alzato la Champions League nel cielo di Madrid.

 

E proprio Madrid sarebbe potuta diventare più di una volta la sua nuova casa, per una tentazione che si chiamava Real ma che l’amore per l’Inter ha sempre scacciato via“Ogni volta che ci incontriamo, Perez me ne parla. Lo ha fatto anche quando ci siamo visti in Cina. Sono stato cercato più volte dal club spagnolo ma la mia scelta è stata professionale e di cuore. Come ho sempre detto, amo questa maglia e questa società”. 

Murales di Zanetti in zona San Siro

Con la maglia dell’Inter – la sua seconda pelle – Zanetti ha giocato 19 stagioni – dal 1995 al 2014 – segnando 21 gol: 12 in Serie A, 3 in Coppa Italia, 3 in Coppa Uefa, 2 in Champions League e 1 nel Mondiale per Club. E in questi anni tanti sono stati i record raggiunti:

  • Giocatore con più presenze, 858.
  • Giocatore con più minuti giocati, 73.284.
  • Giocatore con più presenze in Serie A, 615, più 3 spareggi.
  • Giocatore con più presenze in Supercoppa Italiana, 7.
  • Giocatore con più presenze nelle Competizioni per club UEFA, 160.
  • Giocatore con più presenze in UEFA Champions League, 97 più 8 nei preliminari.
  • Giocatore di movimento e secondo in assoluto con più presenze consecutive in Serie A, 137 gare da Milan-Inter 3-4 del 28 ottobre 2006 a Roma-Inter 2-1 del 28 marzo 2010, secondo solo a Gianluca Pagliuzza che ne collezionò 162 tra il 1994 e il 1999.
  • Giocatore con più presenze consecutive tra Serie A e Champions League,167 gare da Milan-Inter 3-4 del 28 ottobre 2006 ad Inter-Cska Mosca del 31 marzo 2010.
  • Giocatore con più presenze nei derby di Milano, 47.
  • Marcatore più anziano della UEFA Champions League, in Inter-Tottenham 4-3, a 37 anni e 71 giorni.
  • Marcatore più anziano della Coppa del Mondo per club FIFA, in Seongnam-Inter 0-3, a 37 anni e 127 giorni.
  • Giocatore con più stagioni da capitano, 15.
  • Giocatore più vincente della storia dell’Inter, con 16 trofei conquistati: 5 Campionati italiani, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane, 1 Champions League, 1 Coppa UEFA e 1 Coppa del mondo per club.
  • Capitano più vincente della storia dell’Inter, con 15 trofei conquistati: 5 Campionati italiani, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane, 1 Champions League e 1 Coppa del mondo per club.

Una carriera nerazzurra segnata anche da momenti come le lacrime per il 5 maggio e quelle per la semifinale di Champions persa nell’euroderby del 2003, per la rabbia contro Roy Hodgson per la sostituzione nella finale di Coppa Uefa del 1996 e per il primo infortunio serio della sua carriera, arrivato il 28 aprile 2013 con la rottura del tendine d’Achille alla veneranda età di quasi 40 anni. Momenti duri che però hanno temprato El Tractor, come veniva chiamato da ragazzino in Argentina, e che hanno fatto di Zanetti non solo un Campione ma anche un Uomo. E proprio “Giocare da uomo” (Mondadori, Milano 2013) è il titolo della sua autobiografia, scritta insieme al giornalista Gianni Riotta, noto tifoso interista: una vita piena di aneddoti sull’Inter – dal gol contro la Lazio nella finale di Coppa Uefa vinta nel 1998 al rapporto con Moratti, Facchetti e i  compagni e allenatori passati in nerazzurro – ma anche il racconto della povertà in Argentina e la conseguente decisione di fondare la Fondazione PUPI in aiuto dei bambini in difficoltà, che hanno fatto di Zanetti un Campione dentro e fuori dal campo.

La maglia numero 4 di Zanetti

Tanti auguri, eterno Capitano!

giulma
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giulma
Interista a otto anni grazie a un doppio passo del Fenomeno, visto per caso in televisione. Le lacrime di amarezza del 5 maggio hanno scavato solchi, colmati dalle lacrime di gioia per un Triplete festeggiato il giorno di uno straordinario ventesimo compleanno. Innamorato dei colori nerazzurri e di Javier Zanetti.

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