I fantasmi lasciano San Siro, almeno per un po’

Fino al minuto 84′, l’Inter e San Siro erano infestati da tanti fantasmi. Una squadra in balia di non si sa quale forza oscura, che correva senza costrutto, senza meta o guida, e uno stadio arrabbiato come non mai, che fischiava e derideva (in parte anche giustamente) la propria squadra.  Il fantasma più spaventoso è quello innominabile, quello che ora irridiamo, ma che se avessimo perso con il Crotone sicuramente avrebbero sventolato tutti, compresi i giornali. E si sa, l’aspetto psicologico per certi fantasmi è fondamentale, perchè infilarsi in una serie si sconfitte senza fine è un attimo, e quando non ti esce nulla e tutto ti va contro, tutto può capitare. Chiedete al River Plate, o al Monaco, o al West Ham, al Leeds United, al Deportivo La Coruna, o al Borussia Dortmund (che però alla fine ne è uscito), parliamo di cose già successe. Ah già, che sbadato, un paio di volte è successo anche ai cugini, se volete possiamo chiedere a loro.

So che sembrano sciocchezze del giorno dopo, ma fino a ieri la classifica dell’Inter, mantenendo in proiezione questo andamento, non andava oltre i 40-45 punti di fine campionato. La partita con il Crotone certamente non cambierà il destino della stagione, ma almeno non l’ha peggiorato. Potranno sembrare sciocchezze, ma il gol di Perisic è stata una vera e propria liberazione.

Scacciati via i fantasmi, per l’appunto, l’Inter si è scrollata e ha trovato in rapida successione altre due reti, passando dallo 0-0 all’83, a 3-0 al 93′, tre gol in dieci minuti. In altri tempi avremmo detto “Cose da Pazza Inter”, ora l’umore è appena appena sufficiente per un tiepido sorriso. La doppietta di Icardi è una delle buone notizie. Il numero 9 è sempre più leader e elemento rappresentativo interista, mentre altri giocatori si stanno facendo attendere fin troppo, soprattutto Banega e Candreva, il primo ancora troppo lento e confuso, il secondo disastroso, irriconoscibile e inutile in ogni fase del gioco.

Vecchi chiude la sua settimana da allenatore della prima squadra in modo positivo, scegliendo di schierare l’Inter in modo accorto e bilanciato. I tifosi ormai aspettano l’arrivo di Pioli, ormai dato per certo, e al massimo si lamentano del mancato utilizzo di Gabigol, ormai sempre più un mistero calcistico. Ora ci aspettano due settimane di tregua, per recuperare le energie (soprattutto noi tifosi), in vista di un derby quantomai delicato.

Mikhail
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Cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Orfano di Christian Eriksen, ma sicuro che Inzaghi non possa mai essere più indisponente di Antonio Conte.

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