Esonerare Spalletti non è la soluzione per l’Inter

genoa inter spalletti

Ci siamo tutti illusi anche quest’anno, chi più chi meno, eppure l’Inter è sempre la stessa. E come ogni anno, si inizia già a chiedere l’esonero dell’allenatore, adesso è il turno di Spalletti.

Siamo a una manciata di punti dalla zona Champions League, mancano un sacco di partite, eppure anche questa stagione sembra già finita.Ho deciso di aprire questo sito come sfogatoio, per arrabiarsi e scherzare sui tanti progetti e sui troppi anni zero, dopo un Genoa-Inter perso in modo ridicolo. Da allora abbiamo perso tutti gli altri Genoa-Inter, ben tre. Ci sono e in questi due anni e mezzo non è cambiato davvero nulla. E siamo a cinque sconfitte consecutive contro il Genoa a Genova, nemmeno fosse il Barcelona o il Real Madrid.

L’autogol di Ranocchia, per quanto sembri causale, è la matematica conseguenza di troppe cose che non vanno da troppo tempo.

Ranocchia ha un dono, comunque la pensiate, ed è quello di essere sempre nel posto sbagliato nel momento sbagliato. L’ultima volta era capitato a dicembre nel derby di Coppa Italia, quando involontariamente ha fatto annullare il gol dell’1-0. Chiaro che non sia esattamente colpa sua, ma è un dono. Non è questione del peso della fascia da capitano, dei fischi o altre cose, che probabilmente in parte influiscono. Non ce la stiamo prendendo con Ranocchia, ovviamente, ma questo episodio dimostra quanta mediocrità ci sia in questa Inter.

L’Inter è più forte di quella di due anni fa? Si, ma non così tanto.

Ci sono scarti di stagioni ben più vecchie e ignobili, che fanno parte del patrimonio invendibile. Premettendo che Spalletti ha più di una cosa da dover spiegare, in particolare l’insistenza sugli imprensentabili Candreva e Borja Valero, ci sono cose da considerare. Per capire in che guai siamo, basta guardare la panchina a disposizione di Spalletti. C’erano Pinamonti, Lombardoni, Pissardo ed Emmers, ragazzini di belle speranze della primavera. Questi quattro magari diventeranno fenomeni, seppur molto molto difficile, ma ad oggi faticherebbero a giocare qualche minuto in Lega Pro. Poi c’era Rafinha, che pare non abbia più di trenta minuti nelle gambe, Brozovic, che appena tocca il pallone viene fischiato, e Lisandro Lopez, che nei 45 minuti giocatori in nerazzurro non ha fatto meglio di un Ranocchia qualsiasi. Completavano il quadro Dalbert, Santon e Padelli, insomma non proprio i cambi in grado di ribaltare una partita.

Dopo aver elencato tutta questa abbondanza di qualità, e ricordando che in avanti i titolari erano Karamoh e Eder, non viene in mente che forse le colpe non sono solo del mister? Dubito che Herrera o Mourinho avrebbero potuto fare molto meglio con questo materiale umano. Quando ho scritto questo articolo, imputando a Spalletti alcuni errori, me ne sono beccato di insulti. Adesso, in moltissimi chiedono la testa del mister, e addirittura sembra che la società stia valutando l’esonero.

Due cose fanno ridere. La prima, è che da Stramaccioni, esonerato nel 2013, si sono alternati cinque allenatori e ora Spalletti. La seconda, è che dal 2013 si sono alternate tre proprietà e società diverse. E poi c’è una cosa che fa piangere, è che dal 2013 il Direttore Sportivo è uno solo, si chiama Piero Ausilio, ed è sempre l’unico ad essere sereno e al suo posto. Non si riesce a capire cosa debba fare perchè qualche volta sia anche colpa sua. Vorrei ricordare a tutti che nel pre-partita di Genoa-Inter, Spalletti ha fatto capire che in dirigenza c’è una talpa, qualcuno spiffera alla stampa (e non solo) i nomi dei giocatori che l’Inter tratta.

Mi raccomando, continuiamo a chiedere la testa degli allenatori. Del resto è la cosa più semplice. Però poi se Icardi e Miranda hanno un raffreddore, e giocano Eder e Ranocchia, stiamoci zitti.

Mikhail
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Cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Orfano di Christian Eriksen, ma sicuro che Inzaghi non possa mai essere più indisponente di Antonio Conte.