Candreva è un problema?

L’Inter ha segnato cinquanta gol, finora. Ventiquattro ne ha fatti Icardi, nove Perisic. Gli altri attaccanti che hanno segnato sono Eder (3) e il giovane Karamoh con una sola marcatura. E Candreva?

Zeru Reti – Già, pur avendo giocato ben 30 partite delle 31 di campionato, di cui 29 da titolare, Antonio Candreva mantiene un preoccupante zero alla voce gol segnati. Si dirà che non è solo da questo che si giudica un giocatore, anche se attaccante, infatti l’esterno offensivo della nazionale ha delle indubbie qualità. Giocatore duttile, autentico pendolino sulla fascia malgrado la non più giovanissima età, per uno che si trova a dover fare avanti e indietro sulla corsia laterale. Un faticatore, dotato di una discreta corsa di cui Spalletti non riesce fare a meno, e ha anche dei numeri dalla sua, come ad esempio i sette assist che ha elargito in campionato. Però, quello zero è ben più pesante di quanto si possa pensare, e no, non solo perché Candreva gioca in attacco, ma perché già di suo si ritrova a essere parte di una squadra che ha un’enorme difficoltà a mandare in rete giocatori diversi.

Eppure tira – Alla voce zero reti, non corrisponde altrettanto nel conteggio dei tiri. Candreva è il terzo giocatore dell’Inter ad aver tirato di più verso nello specchio (i primi due sono Icardi e Perisic). Anche la gara persa domenica non ha fatto eccezione, il nostro Antonio ha provato in più occasioni la conclusione da fuori area, ma non è riuscito a scrollarsi di dosso la maledizione del gol. Neanche il collega di reparto Perisic sta attraversando un buon periodo. Anzi, non si farebbe un torto a nessuno nel sostenere che il croato nella gara di Torino ha giocato peggio del suo compagno di reparto, ma parlando di numeri stagionali non c’è confronto tra i due, malgrado il minutaggio simile, e la differenza è imbarazzante. E non si può certo dire che Perisic brilli per costanza.

Sistema di gioco – Ovviamente non è una sorpresa che l’Inter dipenda dagli esterni come impianto di gioco, e che Icardi (bravissimo a segnare) in un sistema cucitogli addosso risalti come importanza. Il problema è che quando gli esterni non sono al meglio, si fa fatica a creare superiorità in attacco. Il numero 9 nerazzurro deve fronteggiare intere difese da solo, e arrivare al gol rischia di diventare un’impresa. In quelle classiche giornate in cui l’attacco non riesce a segnare, servirebbero più che mai i gol dei centrocampisti, ed è qui che vengono fuori altri limiti della rosa.

Centrocampo sterile Borja Valero, che ormai gli anni migliori, calcisticamente parlando, li ha alle spalle, non è mai stato un giocatore dalla grande propensione al gol. Gagliardini non ha ancora segnato quest’anno, e Vecino ha fatto più gol di loro due messi assieme, segnandone però solo due. Brozovic sarebbe in teoria l’unico nel reparto ad aver mostrato una certa affinità con i gol, ma è allo stesso tempo uno dei giocatori più incostanti della rosa.

Assenza di alternative – Vero tasto dolente, una rosa che non dà alcuna garanzia di ricambio. Karamoh è una carta valida per spaccare le difese e creare un po’ di scompiglio nelle file nemiche, inoltre ha dimostrato di non avere alcun timore nelle giocate. Va da sé che alla sfrontatezza il giovane francese paghi ancora dazio all’inesperienza e che Spalletti si fidi di più dell’ex laziale, più utile tatticamente, e maggiormente disposto al sacrificio. Ci sarebbe Eder, ma quest’ultimo appare ormai improponibile come esterno d’attacco, anche a causa di una condizione atletica non proprio di prim’ordine. L’Inter è stata costruita per giocare con le ali e con Icardi che è un accentratore di gioco, ma mancano delle alternative valide nel lungo periodo ai due esterni. E nei 3 mesi in cui Perisic e Candreva hanno giocato al di sotto delle loro possibilità, sono emersi tutti i limiti di una rosa costruita pensando più alla formazione titolare, che ad affrontare degli imprevisti che puntualmente si presentano durante la stagione.

Alessandro

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L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.