Benvenuto Felipe Melo, per favore non farci incazzare

Ne siamo consapevoli, non è il giocatore che i tifosi sognavano, anzi di quelli accostati all’Inter dai giornali questa estate (circa mezzo miliardo) è uno dei meno graditi da alcuni, per gli altri è il concretizzarsi di un incubo. Felipe Melo è una vecchia conoscenza del calcio italiano, arrivato a Firenze nell’estate del 2008 per la cifra di 8 milioni, e venduto l’anno dopo alla Juventus per la coraggiosa cifra di 25 milioni da parte della società bianconera. Nei due anni trascorsi in uno dei club più importanti di tutto il Piemonte, Felipe Melo verrà ricordato come una sciagura dagli juventini, e quindi un eroe nazionale per tutti gli altri, per il rendimento mediocre e l’esborso irrazionale. I suoi anni alla Juve coincidono con le presenze in nazionale, il CT di allora Dunga (che poi è lo stesso di adesso) lo convoca per disputare i mondiali in Sudafrica. Ai quarti di finale il Brasile si trova davanti l’Olanda, e si porta in vantaggio dopo pochi minuti con gol di Robinho, ed è lo stesso Melo a realizzare un pregevole assist. A quel punto però, la prestazione del mediano assume ben altri connotati, prima realizzando l’autorete che riporta il match in parità, poi non marcando Wesley Sneijder che segnerà di testa, e per finire lasciando la sua squadra in 10 spianando così la strada che porta alla semifinali all’Olanda. Inutile dire che i tifosi verdeoro non attendevano altro che il ritorno in patria del mediano, per celebrarne le coraggiose gesta.

Nell’estate del 2011 comincia l’esodo di Felipe Melo, spedito in prestito al Galatasaray per due stagioni consecutive. Il prezzo del diritto di riscatto diminuirà col passare del tempo, e non verrà mai esercitato dai turchi, che si aggiudicheranno le prestazioni del brasiliano con passaporto spagnolo, karateka e mediano all’occorrenza, nonché Atleta di Cristo (e chissà che altro ancora) per 3,75 milioni di euro, diventando così un giallorosso a tutti gli effetti il 30 giugno 2013. Tra il 2013 e il 2015 il Galatasaray sarà guidato da 4 allenatori diversi, uno di questi sarà proprio Roberto Mancini. Quest’ultimo ribadirà la sua fiducia a Melo lasciandogli il posto da titolare, e lascerà poi la panchina turca al termine della stagione.

Come spesso è capitato al tecnico jesino e ad altri allenatori, a volte viene voglia di circondarsi di giocatori con cui si è già lavorato in passato, anche per avere qualcuno di comprovata fiducia all’interno di uno spogliatoio (e che per via del passaporto spagnolo non occupa la slot riservata agli extracomunitari), e questa potrebbe essere una delle ragioni, se non l’unica, per l’insistenza con cui Mancini ha richiesto il centrocampista brasiliano. Ma è davvero difficile non storcere il naso davanti a tale acquisto, cominciando dal fatto che la sua esperienza in Italia (periodo viola a parte) è stata negativa, e dai 32 anni di un giocatore che mai si è dimostrato adatto a certi livelli. Felipe Melo approda a Milano per la cifra di 3,5 milioni di euro, ha scelto come numero di maglia l’83 e si è autodefinito cattivo aggiungendo che aiuterà l’Inter a tornare a vincere (un programma elettorale che sottoscriverebbero in molti). Ha già avuto modo di esordire in amichevole nell’allegra scampagnata che ha visto l’Inter soccombere contro il Lecco per 2 a 1. È un acquisto che ricorda quello di un altro brasiliano, anche lui precedentemente allenato da Mancini ai tempi della Lazio, e fortemente voluto da quest’ultimo, cioè Cesar Aparecido, approdato all’Inter alla stessa età di Felipe Melo nel 2006 e che non ha lasciato proprio un grande ricordo nel cuore dei tifosi interisti, tutt’altro. Non ci rimane altro da fare, se non augurarsi che l’apporto del mediano-karateka sia il meno nocivo possibile.

Foto: inter.it

Alessandro

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L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.

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