Vincere un derby ed avere rimpianti

L’euforia per il derby vinto dall’Inter mi è durata meno del solito, e già dal pomeriggio di lunedì ho avvertito un senso di insoddisfazione. Forse tristezza è una parola forte, ma era qualcosa di simile.

Non ci è voluto molto a rendermene conto, ma i motivi sono gli stessi del mio duro post dopo Inter-Eintracht. L’Inter ha buone probabilità di raggiungere l’obiettivo minimo richiesto, che anche quest’anno è il posto Champions, ma non ce la faccio proprio a digerire questa stagione.

L’eliminazione da una Coppa Italia a dir poco vincibile, e quella dall’Europa League (dove potevamo sicuramente dire di più), mi hanno deluso troppo. Questo era l’anno buono per togliere quel maledetto zero dalla casella dei trofei portati in bacheca. La squadra c’era, il gruppo aveva la maturità e l’età giusta, e l’allenatore l’esperienza. Ma tutte queste cose sono rimaste solo sulla carta.

Si, è vero, l’ammutinamento di Icardi, Nainggolan sempre rotto ecc. sono d’accordo, e anzi è proprio questo il punto. L’Inter così in emergenza, tra assenti e mezzi infortunati, ha battuto con nettezza il tanto esaltato Milan (che non perdeva da prima di Natale), ma nonostante tutto non ha nessun trofeo per cui lottare fino a fine stagione. Mentre il Milan, buona squadra ma non eccezionale, è lì a giocarsi una semifinale di Coppa Italia contro la Lazio per colpa nostra. E siamo finiti fuori dall’Europa League perchè siamo riusciti a giocare una partita intera senza attaccanti maggiorenni, e lì la colpa è anche della sfortuna (infortuni, rigore sbagliato all’andata) oltre che dell’incoscienza (esuberanza di Lautaro Martinez all’andata).

Sarebbe bastato così poco per poter ancora dire la nostra, forse anche solo tirare meglio qualche rigore. Già, qualche penalty meglio assestato poteva cambiare il senso della stagione, ma ormai è andata ed è inutile piangerci troppo sopra. Eppure è una cosa che non riesco a sopportare, perchè nonostante i mille problemi, che avrebbero abbattuto chiunque, noi saremmo potuti tranquillamente essere ancora in gioco in quelle due competizioni.

Ora non resta che portare a casa la qualificazione alla Champions, cosa comunque non scontata ma nelle nostre mani, e aspettare l’inetivitabile rivoluzione di giugno. Rivoluzione nella quale ho poca fiducia, come già scritto pochi giorni fa, ma almeno mi distrarrà dai rimpianti di quest’anno.



Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
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Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.