Un’infuocata estate a tinte nerazzurre

Torna la calura e con lei il calciomercato, vero e proprio oppio dei calciofili italici, ogni giorno alla ricerca di quella o questa notizia riguardante la squadra per la quale hanno perso la testa anni addietro, probabilmente vittime di un momento di poca lucidità mentale o illusoriamente abbagliati da un passeggero lampo di gloria dei colori che poi sarebbero diventati parte integrante della propria vita. Non da meno è il supporter nerazzurro, mosso nonostante la fallimentare stagione appena conclusasi da una tafazziana voglia di rivedere quanto prima in campo undici uomini di nero e blu vestiti.

Roberto Mancini, tornato sulla panchina dei nerazzurri senza ombra di dubbio a seguito di una pesante sbronza durante una fredda serata invernale con conseguente momentanea perdita di senno, probabilmente depresso per gli scarsi risultati ottenuti in cinque mesi con quella che avrebbe dovuto essere l’Inter, si lancia in una battuta a campionato concluso: “per la prossima stagione, servono 8-9 acquisti”.

Sfido chiunque a non aver catalogato la frase del tecnico jesino come una burla nei confronti di chi tifa Inter un millesimo di secondo dopo averla udita. Anche perché, negli ultimi anni, il suddetto tifoso interista avrebbe potuto ottenere una laurea honoris causa in materia finanziaria. Ci si è infatti dovuti lanciare in frettolosi studi di economia, analisi su ammortamenti e bilanci, lanci di maledizioni e anatemi al Fair Play Finanziario che in Italia sembrava colpire solo i colori nerazzurri. Praticamente impossibile pensare che quanto dichiarato dal Mancio potesse corrispondere, anche parzialmente, a verità.

Dopo la sbornia per la cessione CON GUADAGNO PECUNIARIO di Ricky Alvarez (incredibile che possa valere dei soldi, vero?), evento salutato con manifestazioni di giubilo dall’intera comunità nerazzurra, la società si è messa alacremente in moto per regalare all’allenatore più pagato della serie A i rinforzi richiesti. Già a gennaio si erano mossi i primi passi verso il rinnovo del roster, con l’acquisto di Jeison Murillo per 8 milioni di euro. Una storia da predestinato quella del difensore classe ’92, che fin da piccolo ha fatto parte della storia nerazzurra grazie ad Inter Campus. Personalità da vendere e grandi doti fisiche per l’ex Granada, confermate ancor di più nella recente esperienza di Coppa America, in cui peraltro è stato l’unico marcatore della sua deludente Colombia.

Geoffrey Kondogbia posa con la maglia dell’Inter in occasione della presentazione ai tifosi (foto: inter.it)

 

Il colpo principale per l’estate interista, almeno ad oggi, non può che assumere le sembianze di uno smilzo francese. Milan, fatta per Kondogbia e Jackson Martinez. Il ritornello l’abbiamo sentito così tante volte e da più parti che per poco ci avremmo potuto anche credere. E invece no. Inscenando un derby sicuramente più interessante degli ultimi visti sul prato di San Siro, la premiata ditta Ausilio-Fassone è riuscita a regalare ai suoi tifosi la prima vittoria sui casciavit: Geoffrey Kondogbia è nerazzurro, strappato alla concorrenza del condor rossonero per la modica cifra di 40 milioni di cucuzze (leggasi €), pagabili in più rate che non dovrebbero pesare in maniera insostenibile sui conti nerazzurri. Troppo caro? Forse, ma i giocatori forti si pagano. Il francese è da molti considerato un astro nascente nel suo ruolo, può essere schierato in diverse posizioni in mezzo al campo, e nella fase di recupero palloni è forse ancor più forte di colui al quale viene spesso, erroneamente, paragonato: Paul Pogba. (per ulteriori approfondimenti sull’ex Monaco, vi invito a leggere il capolavoro di UltimoUomo).

Tralasciando la questione Imbula, sedotto e abbandonato per mancanza immediata di pecunia, la volontà di proseguire nella strada del rinnovamento ha portato anche Joao Miranda in quel di Appiano. Il roccioso difensore brasiliano proveniente dall’Atletico Madrid di Simeone arriva in prestito biennale con obbligo di riscatto, ed è quanto di meglio ci si potesse auspicare per un collettivo che viene da una stagione condita da 48 reti al passivo. Quale miglior soluzione se non l’uomo simbolo della squadra che, attualmente, presenta la migliore fase difensiva al mondo e che solo un anno addietro è riuscita a vincere la Liga mettendo dietro squadre come Barcellona e Real Madrid? A mio parere, forse soltanto Thiago Silva avrebbe potuto superare in affidabilità il compagno di reparto nella nazionale brasiliana.

Negli ultimi giorni il quadro si è ulteriormente arricchito: Martin Montoya, terzino destro in forza al Barcellona, è in procinto di diventare anche lui un bauscia, facendo probabilmente presagire la partenza di un pari-ruolo (Santon?). I rinnovi di Ranocchia e Carrizo (…), uniti alla cessione di Kuzmanovic, chiudono momentaneamente il cerchio di un mercato che neppure il più ottimista fra i tifosi della Beneamata avrebbe potuto presagire.

Il motivo di tutte queste operazioni è presto spiegato: un progetto stabile e, in ambito sportivo, vincente, necessita di solide fondamenta. La società si è impegnata per consegnare nelle mani dell’allenatore la spina dorsale della squadra che dovrà necessariamente tornare a competere per i primi tre posti della classifica in questo campionato italiano di livello alquanto mediocre, mettendo finalmente da parte le insicurezze e la schizofrenia che hanno caratterizzato la prima squadra di Milano negli anni post Triplete.

La ricerca di un ala d’attacco, Salah e Cuadrado due esempi, con Jovetic sullo sfondo, è resa necessaria dalla volontà di Mancini di voler impostare la sua squadra con un assetto tattico prettamente offensivo, un 4-3-3 o un 4-2-3-1 in cui Icardi rappresenterebbe la punta di diamante. Per i nostalgici del 3-5-2 mazzarriano, roba intollerabile. Ci sarà da monitorare il recupero di Shaqiri, oggetto misterioso del mercato di gennaio che ha finora deluso le attese, schierandolo in campo in maniera tale da poter far rendere al meglio l’educato mancino dello svizzero. Nelle ultime ore sembra che il 91 nerazzurro non sia incedibile, ma la sua voglia di riscatto potrebbe convincere il tecnico a puntare ancora su di lui. Resta comunque viva l’ipotesi rombo, soluzione vincente della prima Inter manciniana che però al momento sembra la meno accreditata.

Restiamo in attesa di altri movimenti, anche in uscita, ma nel frattempo c’è una certezza: l’Inter sta tornando dove le compete.

Paolo

Ho perso la testa per l’Inter, senza saperne il perché. Uno dei pochi ad aver comprato il libro di Mazzarri, abbagliato dalla bellezza del 3-5-2. Nel tempo libero tento di fare l’ingegnere, ma mi riesce meglio ubriacarmi di sport rigorosamente dal divano. Neuer è un modello.
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Ho perso la testa per l’Inter, senza saperne il perché. Uno dei pochi ad aver comprato il libro di Mazzarri, abbagliato dalla bellezza del 3-5-2. Nel tempo libero tento di fare l’ingegnere, ma mi riesce meglio ubriacarmi di sport rigorosamente dal divano. Neuer è un modello.

4 Comments on "Un’infuocata estate a tinte nerazzurre"

  1. E non dimentichiamoci di Perisic!

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