Toloi risponde a Murillo (entrambi nella porta sbagliata), Handanovic para anche le monetine.

In questa settimana si è letto di tutto, una squadra cinese parrebbe interessata alle prestazioni di Guarin (pagando anche cifre esorbitanti sia all’Inter che al giocatore), Ranocchia potrebbe trovare un nuovo club, e già così il materiale per una raccolta di romanzi di fantascienza è più che sufficiente. Anche stavolta il tecnico non ha resistito alla tentazione, e ha nuovamente sorpreso tutti nella scelta degli 11 (dagli addetti ai lavori, alla stampa sportiva, fino all’ambasciata colombiana) schierando Guarin titolare, nonostante le voci sul mercato sul suo conto siano sempre più insistenti. Il colombiano in campo ha saputo ripagare la fiducia del mister dando vita a un duello serratissimo col suo compagno di reparto Brozovic, che consisteva nello sbagliare il maggior numero di appoggi possibile e avventurarsi in giocate inspiegabili. In questo campo Guarin è semplicemente insuperabile, e non è stato un problema per il sudamericano primeggiare anche a Bergamo, nonostante l’agguerrita concorrenza in squadra.

L’Atalanta, dal canto suo, reduce da un bottino di tutto rispetto (0 punti in 4 partite), si trasforma nel Bayern Bergamo e attacca senza timore un’Inter spenta e senza idee, tenuta in vita da un Handanovic in forma straordinaria. Quello dell’estremo difensore però è un mestiere piuttosto ingrato, e in certe situazioni i tuoi alleati possono diventare più pericolosi degli stessi avversari, infatti da un cross teso è Murillo a depositare la palla nella propria porta, beffando l’incolpevole sloveno. Handanovic, scosso dall’episodio, reagisce disinnescando ogni tentativo avversario negando 3-4 gol fatti ai bergamaschi. Toloi resosi conto delle difficoltà interiste nell’arrivare al tiro (almeno da posizione pericolosa), pareggia i conti colpendo con una ricercatissima coordinazione un pallone destinato altrimenti a Ljajic, e realizzando così la migliore autorete della giornata.

Trovare dei lati positivi nella partita di Bergamo è arduo, la compattezza difensiva è venuta meno, l’Inter concede sempre più occasioni alle avversarie, gli unici a guadagnarsi ogni settimana gli applausi sono Handanovic e Miranda, e qualcosa vorrà pur dire su quanto la squadra stia andando in difficoltà. A centrocampo si assiste impotenti al solito fraseggio sterile che termina con un retropassaggio al portiere o al difensore, finché uno di questi non spedisce la palla su Mercurio in preda al panico, e l’impressione che si ha è che le scelte in quel reparto siano quantomai limitate. Kondogbia, il giocatore costato di più questa estate viene lasciato in panchina per far giocare un Guarin che mai come quest’anno ha finalmente messo da parte la discontinuità, cosa che in molti detrattori gli hanno sempre rinfacciato, e fa niente se la costanza trovata da Fredy consiste in una serie di prestazioni ripugnanti, ciò che conta è che quest’anno nessuno gli potrà  dare dell’incostante. Medel a centrocampo è abbandonato a sé stesso, è innegabile che ci provi a fare le due fasi, come è innegabile che non ci riesca, ma francamente incolpare solo lui per l’inesistente manovra offensiva, è un po’ ingiusto.

L’attacco dipende sempre più da Ljajic, l’unico capace di saltare l’uomo con regolarità e creare superiorità in avanti, desta invece sempre più preoccupazione Jovetic: il montenegrino è in un stato di forma a dir poco precario, la prova fornita a Bergamo dà ragione al tecnico che nelle ultime partite l’aveva relegato in panchina. Ma Mancini di aver avuto ragione su questo potrà rallegrarsene ben poco, la squadra fa una fatica immane a segnare, e certe scelte tattiche non hanno pienamente convinto. Restano due settimane al mercato di riparazione, e se c’è un reparto che giustifica un intervento immediato è il centrocampo, autentico punto debole della rosa, formata perlopiù da giocatori monofasi, se non discontinui e poco affidabili. La classifica è abbastanza spietata, e ci ricorda che al momento l’Inter è più vicina al quarto posto (nonostante le due sconfitte consecutive della Fiorentina) che al primo, ma prima di pensare al prossimo impegno casalingo in campionato, c’è da disputare la Coppa Italia martedì, nell’ormai consueto appuntamento al San Paolo contro il Napoli, proprio come l’anno scorso. Speriamo con un epilogo meno nefasto.

Alessandro

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L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.
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L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.

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