Titoli di coda, tra addii e fischi

L’Inter peggiore degli ultimi vent’anni chiude battendo l’Udinese 5-2 in casa, in uno scenario surreale. I giocatori fischiati ai gol, squadra contestata sul 3-0, e persino Pazza Inter fischiato a fine partita. Dobbiamo davvero ricordare come siamo arrivati a questo delirio? No, meglio evitare.

Il calcio giocato vale meno di niente in Inter-Udinese, vale di più l’addio del trenza Rodrigo Palacio, 58 gol in nerazzurro, in punta di piedi e trascinando la carretta fin quando le forze glielo hanno permesso. Uno degli ultimi uomini ad aver indossato la maglia dell’Inter, ma l’età non fa sconti per nessuno. Peccato per il palo colpito, che sembrava gol, che avrebbe reso un po’ più felice questo amaro finale di stagione. Saluta anche Carrizo, che mancherà solo agli amanti dei portieri suicidi, e il buon Trent Sainsbury, che finalmente ha potuto fare il suo esordio in nerazzurro. Il primo australiano dell’Inter gioca i primi e ultimi venti minuti con la maglia nerazzurra, prende un cartellino giallo, e non nasconde una certa emozione, per un onore che fino a sei mesi fa non avrebbe mai sognato. Speriamo la carriera gli riservi altre belle occasioni.

Poi ci sono altri addii, come quello di Perisic (ieri un gol e due assist) che sembra molto probabile. Una volta sostituito, Vecchi sembra avergli detto qualcosa del tipo “In bocca al lupo, ovunque andrai”, aneddoto poi smentito in conferenza stampa. C’è poi Brozovic, amato dalla curva come Pacciani a Firenze, unico a segnare ed essere fischiato dallo stadio intero, e ormai tutto tranne che adatto a restare all’Inter. Ci sarebbe anche Eder, il signore indiscusso delle partite che non contano niente, che ha messo a segno addirittura due gol, ma difficile trovare qualcuno interessato a lui.

In realtà tutti quelli che sono scesi in campo ieri, sono potenzialmente degli addii. Da molto tempo che non si assisteva a una partita di fine stagione, dove non si sa davvero chi potrebbe giocare l’anno prossimo. E questo la dice lunga sui problemi che affliggono quest’Inter. Le parole a fine partita di Palacio confermano i malumori tra giocatori, area tecnica e dirigenza, confermando che “non ha funzionato nulla”. Eppure Ausilio continua a vedere una rosa di qualità (“Per me l’Inter non è inferiore a squadre che ci sono arrivate davanti, e lo dico anche oggi. Non c’è bisogno di tantissime cose”).

Non ci resta che attendere l’annuncio del nuovo mister, che stavolta speriamo non avvenga ad agosto ma a giugno. Come abbiamo scritto anche settimane fa, tutto lascia supporre che si tratti di Spalletti, salvo clamorosi e imprevedibili eventi. E lasciatecelo dire, piaccia o meno, Spalletti sarebbe il primo vero rinforzo per l’Inter dopo tanti anni.

Mikhail

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Mikhail
Cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Orfano di Christian Eriksen, ma sicuro che Inzaghi non possa mai essere più indisponente di Antonio Conte.