#SuningOut: i primi 18 strani mesi Suning all’Inter

<> at Appiano Gentile on November 28, 2016 in Como, Italy.

La rabbia dei tifosi dell’Inter è esplosa, più del solito, alla notizia dell’immobilismo cinese anche nel mercato invernale. Soprattutto a causa dell’ennesimo no di Mr. Zhang per per l’acquisto di Pastore, che società, allenatore e tifosi reputavano fondamentale. Nelle ultime ore il profilo Instagram del figlio, Steven Zhang, è stato completamente invaso da commenti e insulti, mentre su Twitter l’hashtag #SuningOut è ovunque.

Proviamo a capire come mai Suninge, che fino a poco tempo fa godeva di tanta stima, in pochi mesi è passata ad una reputazione simile a quella di Andrea Ranocchia.

Nel giugno del 2016, attraverso la Suning Holdings Group, Zhang Jindong, uno degli uomini più ricchi di Cina decide di acquistare da Erik Thohir il 68,55% dell’Inter. Tutto avviene in pochi giorni, in un importantissimo hotel di Nanchino, alla presenza di tutta la dirigenza nerazzurra, ma a migliaia di km da Milano. Pochi giorni dopo Mr. Zhang, assieme al figlio Steven e a uomini di fiducia, giunge per la seconda volta a Milan. La prima fu un Inter-Udinese, e si pensava a Suning solo come un partner strategico. La seconda visita della nuova proprietà a Milano è stata accompagnata da slogan accattivanti come “porteremo l’Inter di nuovo tra le top al mondo”, e Zhang è stato accolto dalla maggiori figure politiche e non del capoluogo meneghino.

Ma quella stessa estate i pieni poteri li continua a mantenere Erik Thohir, che riesce a vincere la sua battaglia personale contro l’allenatore Roberto Mancini. Il mister non condivide le strategie di mercato del presidente indonesiano, al suo posto viene ingaggiato, a dieci giorni dall’inizio del campionato, Frank De Boer, alla prima esperienza in una panchina di Serie A. Col nuovo allenatore, la proprietà cinese decide di intervenire pesantemente su mercato con gli acquisti di Joao Mario, e della stellina brasiliana Gabriel Barbosa, entrambi freschi vincitori con le proprie nazionali. Per una cifra complessiva di quasi 80 milioni. Anche se le scelte e le cifre sono dubbiose, i tifosi nerazzurri possono festeggiare e iniziare  a sognare un futuro roseo con una proprietà ambiziosa e ricchissima.

Ma la realtà è diversa dai sogni. L’UEFA boccia la spesa e impedisce all’Inter di schierare i due nuovi giocatori, più altri tre comprati nella stagione precedente, in Europa League. Se il mercato sembra sorridere, in campo si piange. La poca esperienza del nuovo allenatore, e una squadra senza equilibri con svariati doppioni, precipita in campionato e nel mese di dicembre si sceglie di punire il solito colpevole: il mister. Inizia quindi uno strano casting per trovare chi sarà il successore di De Boer, e viene scelto Stefano Pioli.

In Europa si esce in maniera vergognosa, ma in campionato con la nuova guida tecnica, l’Inter mette di fila una lunga striscia di vittorie. Suning intanto decide di stabilirsi con più concretezza a Milano, con il giovane Steven Zhang e col nuovo A.D. ad interim, Liu Jun. Sul mercato il nuovo dictat della società riguarda l’ingaggio di giovani italiani, e a gennaio l’Inter acquista dall’Atalanta il giovane Roberto Gagliardini. La striscia vincente ottenuta però dura poco, la squadra come al solito crolla e Pioli viene esonerato. Si termina il campionato con un umiliante settimo posto.

Ma la stagione nuova inizia con tutte le premesse positive. A Nanchino, a sorpresa di tutti e lontani dalla telecamere italiane, Suning presenta il nuovo responsabile sport del gruppo,Walter Sabatini. Si dovrà occupare sia di Inter che dello Jiangsu, la squadra locale dei cinesi. Tutti sono entusiasti vista l’esperienza e la qualità del nuovo dirigente, ma sono le parole di Steven Zhang che portano in estasi i tifosi nerazzurri. Citando Games of Thrones il giovane cinese lancia l’hashtag #InterIsComing, l’Inter sta tornando. Sta tornando ai livelli conosciuti solo sette anni prima, e ai livelli promessi dalla nuova proprietà. Tutti i giornalisti vicini alla società lanciano nomi di calciatori top come Nainggolan, Vidal, Manolas e di Maria. Nomi che fanno sognare i tifosi, ma per raggiungerli bisogna pazientare fino a luglio quando il FPF non sarà più un problema. Ma luglio passa e si arriva a fine agosto.

La squadra allenata dal nuovo mister, Luciano Spalletti, gira a mille e vince tutte le amichevoli, ma da Suning non arrivano segnali. La proprietà non parla con la stampa, e le voci di un blocco per le uscite di capitali dalla Cina aumentano, come aumenta la frustrazione vedendo che i cinesi del Milan spendono più di 200 milioni sul mercato. L’Inter invece non riesce a trovare le risorse che le permettano di trovare il quarto centrale difensivo, per completare una rosa scarna. E a fine estate avevamo espresso, nemmeno tanto velatamente, le nostre preoccupazioni. Tutte avveratesi.

I nerazzurri però sembra non patire una rosa corta, e continua a vincere fino ad arrivare in vetta al campionato ma, come sempre nelle ultime stagioni, al primo soffio di vento si spegne. I titolari iniziano a far fatica, e le riserve sono poche e nettamente inferiori ai primi. Spalletti intanto, braccato dai giornalisti, chiede alla proprietà di esporsi e di agire, ma da Steven Zhang arriva solo un “andiamo a comandare”. I tifosi innervositi, vogliono continuare a credere ai cinesi, e che a gennaio si colmeranno quelle lacune ormai evidenti e che possono costare lo sperato apporto in Champions League.

A gennaio la situazione non cambia, da Nanchino si sceglie di non investire un euro per l’Inter. Nel frattempo, lo Jiangsu continua a pagare più di 10 milioni all’anno Fabio Capello. Si continua a non aiutare, negando il prestito di Ramires che sarebbe venuto a Milano di corsa, per non indebolire la squadra di casa. Dopo due acquisti in prestito con diritto di riscatto (Rafinha e Lisando Lopez), Sabatini e Ausilio cercano inutilmente di convincere la proprietà a fare uno sforzo. Ma è tutto inutile, il trequartista fortemente chiesto da Luciano Spalletti riceve un fermo No. E a quel punto scoppia la rabbia dei tifosi nerazzurri, stufi delle scelte della società e spaventati dal fatto che questo atteggiamento possa durare per molto tempo.

Chissà quanti, anche senza ammetterlo, oggi 1° febbraio 2018, stanno pensando a come sarebbe con Massimo Moratti. Il suo amore per questi colori ha sicuramente portato l’Inter ad una situazione economica disastrosa, ma come noi agiva per una passione irrazionale verso il nero e l’azzurro.

Matteo

Si ammala di interite nel settembre del 1994, anni in cui la scritta Fiorucci e il sinistro di Ruben Sosa dettavano legge. Paul Ince, Simeone, Cambiasso e Stankovic gli hanno provocato le stesse emozioni del primo calendario della Canalis. Setubal è la sua Nazaret.

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Matteo
Si ammala di interite nel settembre del 1994, anni in cui la scritta Fiorucci e il sinistro di Ruben Sosa dettavano legge. Paul Ince, Simeone, Cambiasso e Stankovic gli hanno provocato le stesse emozioni del primo calendario della Canalis. Setubal è la sua Nazaret.