Davvero Suning vende l’Inter?

Da qualche giorno circolano voci su una cessione dell’Inter da parte di Suning. L’Inter ha smentito categoricamente questa notizia, tramite il comunicato ufficiale pubblicato stamattina, ma so bene che non basta una smentita per tranquillizzare gli animi.

Partiamo con ordine, il governo cinese da tempo sta frenando gli investimenti nel calcio. Poche settimane fa è arrivata la notizia del limite di 3 milioni di euro lordi per ingaggio ai calciatori, che dovrebbe far fuggire molti (presunti) big occidentali dal campionato cinese.

Ora si è aggiunto il divieto di sponsorizzazione nel nome, senza cade anche una parte grossa delle motivazioni di investimento. E riguarda anche Suning, infatti lo Jiangsu Suning, da poco campione di Cina, dovrà cambiare denominazione. Qualcuno ottimista pensa che venga rinominato in Jiangsu Inter. Questo non significa che alla Cina non interessi più il calcio, anzi il governo cinese sta avanzando con l’obbligo nel calcio delle scuole: il sogno è di renderlo un prodotto locale.

Tornando a noi, Repubblica e Corriere dello Sport hanno scritto che Suning sia intenzionata a cedere l’Inter, sulla scia degli ordini imposti dal partito comunista cinese.

La realtà è più semplice: Suning sta cercando soci e sponsor per rendere la società Inter finanziariamente più stabile, cosa nota da tempo, come riportato dal Sole 24 Ore. Suning ha già investito oltre 650 milioni di euro fin qui, e con la pandemia non è così assurdo pensare che si cerchi qualcuno con cui condividere queste spese. Bisogna ricordare che l’Inter ha registrato un rosso di bilancio di oltre 100 milioni. Proprio durante la presentazione del bilancio, a fine novembre, il presidente dell’Inter Zhang ha rilanciato le ambizioni di Suning:

“Il nostro impegno per il futuro è sempre rivolto a garantire sostenibilità aziendale e crescita della performance sportiva”

Personalmente non mi sembrano frasi di circostanza, e dubito che in mese sia potuto cambiare qualcosa di significativo. Anche in questo senso, la ricerca di nuovi soci la interpreto come crescita della sostenibilità aziendale. La coerenza di Suning mi sembra evidente, e non credo che nel futuro immediato ci saranno stravolgimenti.

I soldi sono di meno? Certo, ma vale per tutti, anche per il Real Madrid, che stima pesanti perdite nel 2021. Mi aspetto pochi investimenti nell’Inter, mirati e al risparmio, ma non in senso di ridimensionamento. Una società che vuole restare competitiva, evitando di fare il passo più lungo della gamba. Cosa che Suning ha fatto sempre, nel bene e nel male.

Un indizio sulle reali intenzioni di Suning potrebbe essere dato dal main sponsor che sostiuirà Pirelli sulle nostre maglie, a partire dalla prossima stagione. Se avrà a che fare con loro, rafforzarebbe ulteriormente il loro legame (ed interessi) con l’Inter. Come lo sarebbe il cambio di nome dello Jiangsu), in caso contrario dovremo attendere ancora e valutare.

Di una cosa sono sicuro: se il governo cinese dovesse davvero ordinare di vendere alle sue società, visto il ruolo che ha Zhang senior all’interno del partito comunista cinese, Suning obbedirebbe e curerebbe la transizione da subito. La mia principale obiezione alla notizia che sta girando è che l’ordine tassativo, al momento, non sembra esistere, e probabilmente se esistesse davvero non lo verrebbero a sapere i giornali.

Queste voci, come altra aria fritta già letta su Suning, le metto assieme a tutta la robaccia scritta al solo scopo di destabilizzare l’ambiente Inter. Sperando che la smentita serva a far perdere la credibilità ad alcuni giornali.

Mikhail

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Mikhail
Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.