Stankovic, il ritorno del Drago in nerazzurro

Dejan Stankovic

La nuova Inter 2015/2016 si sta trasformando sotto diversi aspetti. Dopo il ritorno di Roberto Mancini in panchina a novembre, il ritorno alla maglia con le classiche strisce nere e azzurre – ispirata alla stagione 1990/1991, quando l’Inter vinse la Coppa Uefa con il Trap – e gli arrivi di nuovi giocatori, specialmente nel reparto difensivo, ecco un’altra importante novità: il ritorno in nerazzurro di Dejan Stankovic.

Dopo nove stagioni da giocatore con la maglia dell’Inter dal gennaio 2004 al giugno 2013, il Drago torna nella Beneamata nelle vesti di club manager. Roberto Mancini potrà quindi contare nel suo staff in quella grinta che Deki ha sempre saputo mettere dentro e fuori dal campo, soprattutto nei momenti difficili: Stankovic farà infatti da raccordo fra i giocatori e l’allenatore, “lavorando in stretta collaborazione con la direzione sportiva della prima squadra”, come celebra il comunicato ufficiale apparso sul sito dell’Inter per annunciare il ritorno dell’ex centrocampista serbo.

Queste le parole di Deki: “Tornare all’Inter è un onore. Sono davvero contento ed emozionato perché, come ho sempre detto, i colori nerazzurri saranno per sempre sulla mia pelle. Il giorno in cui ho capito che non avrei più indossato la maglia dell’Inter ho pianto. Adesso torno qui, con orgoglio e determinazione, per difendere il nostro club con un altro ruolo”.

Inutile ribadire come Stankovic sia uno degli eroi del Triplete vinto con Josè Mourinho nella stagione 2009/2010 e per questo entrato nel cuore dei tifosi, così come gli altri protagonisti di una squadra leggendaria in grado di scrivere pagine importanti della storia nerazzurra. Un rapporto coi tifosi che però non è sempre stato idilliaco, specialmente nell’ultimo anno di Mancini quando il calo della squadra che mise a rischio lo scudetto vide in Stankovic uno dei capri espiatori, tanto da vociferare un suo passaggio alla Juventus al termine della stagione. Ma quell’estate arrivò un certo Mourinho che ne volle la permanenza e che fu in grado di fare di Deki un giocatore nuovo riportandolo ad essere “il Drago”. Stankovic occupa tutti i ruoli del centrocampo nel 4-3-3, nel 4-3-1-2 e nel 4-2-3-1, facendo all’occorrenza anche il trequartista. Torna ad essere così una colonna portante del centrocampo interista, grazie anche all’intelligenza tattica di Cambiasso, alla corsa di Zanetti e alla genialità di Sneijder: da titolare o da subentrante Stankovic si fa trovare sempre pronto e decisivo, lottando su ogni pallone.

Con la maglia dell’Inter Deki segna 42 gol in 326 presenze (segnando anche una tripletta in un Inter vs Parma finito 5 a 2), vincendo 5 Scudetti, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe Italiane, 1 Champions League e 1 Mondiale per Club. Un palmares niente male, al quale vanno aggiunte numerose altre vittorie, come il Campionato jugoslavo e 3 Coppe di Jugoslavia con la Stella Rossa e le 2 Supercoppe Italiane, 1 Scudetto, 1 Coppa Italia, 1 Coppa delle Coppe e 1 Supercoppa Europea con la Lazio. 25 trofei (15 con l’Inter) che hanno fatto di Stankovic un campione indiscusso e un vincente.

Inutile dire infine come Deki abbia regalato ai tifosi interisti delle vere e proprie perle, come i due gol da centrocampo contro Genoa e Schalke 04.

Non resta che dire anche noi: “Bentornato, Deki!”

 

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Interista a otto anni grazie a un doppio passo del Fenomeno, visto per caso in televisione. Le lacrime di amarezza del 5 maggio hanno scavato solchi, colmati dalle lacrime di gioia per un Triplete festeggiato il giorno di uno straordinario ventesimo compleanno. Innamorato dei colori nerazzurri e di Javier Zanetti.

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