Solito Sassuolo, solita Inter

Non ci meritavamo un inizio così balordo, e questo Sassuolo-Inter è riuscito a rovinare tutta la bella atmosfera che si era creata.

Squadra nuova e problemi vecchi, già. L’Inter ha una rosa rinforzata in ogni reparto, ma con la preparazione non omogenea (colpa soprattutto dei mondiali), e la formazione mandata in campo ieri lo dimostra. Suicida affidarsi a Dalbert, dopo le prove poco entusiasmanti in estate, e perdere Asamoah nel suo ruolo (migliore in campo). In generale la mancanza di qualità palla al piede si è fatta sentire eccome. Nemmeno Brozovic, appannato per le nemmeno due settimane di allenamento, è riuscito a raddrizzare un centrocampo in continua apnea. Quindi figurarsi Vecino. Il Sassuolo costruisce contropiedi continui, possesso palla prossimo allo zero, e disorganizzazione a manetta.

Una partita giocata in un campo che sarebbe indecente per la prima categoria, ma finchè ospiteranno la Juventus avranno tutto il tempo di metterlo a posto. Perchè è vero che il nostro fraseggio ha fatto schifo, ma in un campo dove non si sta in piedi è dura per chiunque. Miranda, poco lucido, regala il rigore al Sassuolo, trasformato da Berardi, con Handanovic che intuisce ma non riesce a respingere.

Poi un po’ di sfiga arbitrale si deve sempre mettere in conto. Prima Icardi viene aggangiato da un neroverde, ma l’arbitro non vede (e molti non ne se ne sono accorti causa DAZN). Pochi minuti dopo Asamoah abbattuto con fallo identico (e forse più facile da vedere) ignorato da arbitro e VAR. Due rigori nettissimi negati, ma non cambia la schifezza della nostra partita, ma intanto se c’è si deve dare, ed è un danno all’Inter. Arbitraggio insufficiente anche sotto altri aspetti, ma è andata. Se volete vedere i rigori, nella sintesi della Serie A sono presenti anche i replay.

Nel secondo tempo fuori la sciagura Dalbert, dentro Perisic, con meno allenamento di Brozovic. L’Inter cerca di cambiare piglio, ma è più disperazione che un assalto ragionato. Il numero 44 dimostra una gran voglia, ma la condizione lo supporta poco, anche se la miglior palla gol la crea lui. Lo stesso discorso vale per Keita Balde, inserito alla disperata negli ultimi 25 minuti. Il senegalese ha due spunti interessanti ma non riesce a servire nessuno. Icardi si mangia un gol che poteva riaprire tutto, a dire il vero non facilissimo, ma da lui ci si aspetta qualcosa di più del tapin sotto porta. Deludente debutto di Lautaro Martinez, dopo l’incoraggiante precampionato. Paradossalmente il Sassuolo ha le occasioni migliori in contropiede, e la dice lunga.

L’Inter ha avuto poche idee (spesso sbagliate) e con un passo da metà luglio. Nel secondo tempo si è vista un po’ più grinta, ma non basta. Spalletti deve inquadrare al più presto i nuovi, sperando che entrino in condizione prima di Natale, e tagliare i rami secchi che non sono stati ceduti. Insistere su Dalbert non conviene a nessuno, e noi non ci vogliamo accanire, ma è uno spettacolo tetro che non vogliamo mai più vedere. Qualcosa di buono c’è stato? Politano ha avuto un approccio interessante, e per me de Vrij non è andato affatto male, e come detto Asamoah e per il piglio Perisic. Ma è davvero troppo poco.

Dobbiamo evitare di fare drammi per una sola partita. L’anno scorso abbiamo perse sei partite di campionato, pareggiate ben dodici, e abbiamo passato quasi tre mesi senza vincerne una, e abbiamo centrato l’obiettivo a pochi minuti dalla fine della stagione. Dobbiamo evitare una stagione così, e non sarà certo perdere ieri che ci impedirà di raggiungere il traguardo a fine anno. Critiche costruttive e vicinanze alla squadra, senza suicidi di massa frettolosi e ridicoli.

L’unico davvero sotto pressione ora è Spalletti, visto che la società lo ha accontentato in ogni modo (sembra che lui non abbia voluto il centrocampista di qualità a fine mercato) e tutti si aspettano che l’Inter inizi a girare come si deve prima di subito. E lo pretendiamo tutti. E domenica prossima ci sarà uno stadio quasi pieno, che fino a ieri sera era di buon umore ma ora non tollererà un altro passo falso.

Mikhail
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Cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Orfano di Christian Eriksen, ma sicuro che Inzaghi non possa mai essere più indisponente di Antonio Conte.