La situazione dell’Inter, tra Suning, blocchi cinesi e Fair Play Finanzario

during the Serie A match between FC Internazionale and AS Roma at Stadio Giuseppe Meazza on February 26, 2017 in Milan, Italy.

Le recenti vicende societarie dell’Inter hanno fatto discutere anche noi di ProgettoInter.  Visto che non tutti in redazione la pensiamo alla stessa maniera su diverse questioni, abbiamo pensato di intervistare Ermes – Messaggero Nerazzurro, uno degli youtuber interisti più preparati, sia sugli aspetti societari che di campo. Pur essendo interista, Ermes si occupa anche del Vicenza Calcio, viene spesso invitato in televisione a parlarne, sia in termini tattici che economici. Ne è nata una bella chiacchierata, che abbiamo diviso in due puntate. Questa è la prima, legata al Fair Play Finanziario, a Suning, ai blocchi del governo cinese e ovviamente al bilancio dell’Inter. Buona lettura!

Alessandro: Reputi attendibile la storia del blocco del Governo cinese, o imputi i mancati investimenti alle regole del FPF?

Ermes: Il nostro problema si chiama FPF, il blocco cinese è una questione minore. Il governo cinese vuole che si ridimensionino gli investimenti ad alto tasso di rischio, ma con l’Inter c’entra poco, visto che il FPF ci impone di essere in grado di autofinanziarci. Considerando che dovremo comunque essere in grado di finanziarci da soli, non ha senso preoccuparsi di un blocco di investimenti dai quali non si potrebbe attingere in ogni caso.

Paolo: Perché l’Inter ha difficoltà a vendere i giocatori, e riesce solo a cederli in prestito con la consapevolezza che in estate li riavrà sul groppone?

Ermes: L’Inter fa fatica a vendere, perché i giocatori che vuole vendere non sono più adatti al progetto. O per scarsa qualità, che quindi sono poco appetibili per il mercato, o di qualità, come Joao Mario, ma che hanno un peso importante in bilancio, e l’Inter non può svenderli. Le altre società lo sanno, e quindi utilizzano formule cautelative, come i prestiti con diritto di riscatto.

Paolo: Quando i cinesi potranno/vorranno investire pesantemente nell’Inter? Ad esempio, perché rinnovare il contratto con Pirelli invece che piazzare Suning sulle maglie da gara (e non solo su quelle da allenamento) e poter ricevere legalmente (vedi PSG e Manchester City) bei milioni dalla proprietà?

Ermes: Sicuramente se dovessimo raggiungere l’accesso in Champions League. Bisogna tenere presente che il Fair Play Finanziario ci sarà sempre. Uscendo dalla situazione attuale del settlement agreement, che è molto rigida, avremo maggior libertà, ma sempre in base al nostro fatturato.

Per quanto riguarda le sponsorizzazioni, non si pensi che siano illimitate. Anche PSG e Manchester City devono fare i conti con questi limiti, e il club parigino ha dovuto rimuovere dal bilancio delle auto-sponsorizzazioni. Quindi, anche volendo, Suning non può sponsorizzare l’Inter all’infinito. Con l’eventuale accesso in Champions League, le quote delle sponsorizzazioni possono aumentare. Normale che un aumento, anche ingente, delle sponsorizzazioni per squadra entra in Champions League ha più possibilità di essere ritenuta congrua dalla UEFA (concetto di Fair Value). Al contrario, è poco credibile che una squadra che non gioca le Coppe aumenti molto le entrate pubblicitarie.

Matteo: Come giudichi l’operato di Ausilio in questi anni?

Ermes: So di dire una cosa controcorrente ma, premesso che non è un genio, provo a salvarne l’operato, con un 6 politico. Ha lavorato con le impostazioni più rigide del Fair Play Finanziario, e spesso ha dovuto accontentare gli allenatori (in particolare con Mancini). Quindi lui ha scelto poco.  Ad esempio, Gabigol e Joao Mario sono poco acquisti di Ausilio, e Kondogbia è una scelta di Mancini. A volte ha fatto il mercato Ausilio, ma altre volte non lo ha fatto lui.

Questo non vuol dire che lo assolvo, ma solo che non ci sono sufficienti elementi per giudicare bene. Le operazioni in uscita sono tutte riuscite, come Miangue e Dimarco, di cui abbiamo la recompera, e l’operazione Caprari-Skriniar è una genialata. Anche l’operazione Kondogbia è stata molto intelligente. Per quanto riguarda il francese, bisogna ricordare che se il Valencia lo riscatterà e, un domani, decidesse di cederlo, c’è una clausola per cui l’Inter intascherebbe ben il 25% della cifra. E non dimentichiamo che dall’affare Kondogbia è arrivato Cancelo, che sta facendo abbastanza bene. C’è stato anche l’acquisto di Borja Valero, che a 5 milioni è una buona mossa. Non sempre tutto riesce, per esempio Dalbert è costato tanto e sta trovando grandi difficoltà, ma è un po’ presto per definirlo un vero flop. Bisogna aspettare e valutare bene.

Redazione Progetto Inter

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Articolo multiautore scritto dalla redazione di Progetto Inter.
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