Simone Inzaghi è il nuovo allenatore dell’Inter, e ora?

Simone Inzaghi è il nuovo allenatore dell’Inter, ed è una notizia che ci ha scosso. Ill burrascoso biennio di Antonio Conte, che alla fine ha portato al diciannovesimo scudetto, finisce bruscamente in archivio proprio quando le cose sembravano stabilizzarsi. Si sperava in una continuazione per il sogno della seconda stella, ma era tutta apparenza: troppo silenzio per non pensare che stesse tutto per finire. E Conte, come da sua solita tradizione, ha chiuso tutto con una scenata delle sue. Non ha sorpreso la prima volta, figurarsi ora.

L’effetto dell’addio di Conte è che la festa scudetto è finita. Già si pensa ad un nuovo percorso, con un nome assolutamente inimmaginabile pochi giorni fa. Simone Inzaghi è il nome giusto per l’Inter? La squadra sarà smantellata sotto la scure dei problemi finanziari di Suning?

Di tutti i nomi per la panchina, Simone Inzaghi era uno dei meno entusiasmanti, tuttavia è uno dei più sensati. Non ne sono un grande ammiratore, tuttavia i suoi risultati in questi anni di Lazio sono sotto gli occhi di tutti. La scelta di Inzaghi è soprattutto una continuità con lo schema di Antonio Conte. Del resto Inzaghi è uno dei tecnici più bravi tra i giovani, e soprattutto sa come si gioca con il 3-5-2. Anche Allegri lo conosce, e ha un’esperienza decisamente maggiore di Inzaghi, ma ha preferito la Juventus (ammesso che l’Inter ci abbia davvero provato). Inzaghi rappresenta una scelta di continuità con un occhio al budget (prenderà 1/3 di Conte) e, se la rosa dovesse restare più o meno questa, non ci sarebbero grossi motivi per non credere che l’Inter sia in lotta per vincere lo scudetto anche l’anno prossimo.

Alla fine della fiera, che Conte abbia abbandonato l’Inter è una liberazione. Parlo a titolo personale, naturalmente. Sono stato l’ultimo ad accoglierlo, e il primo a salutarlo. Di questi due anni, fatti di tante richieste, nervosismo e vergognose uscite pubbliche da prima donna, cercherò di ricordarmi dello scudetto vinto. Che non è poco, ma ricordo a tutti che è molto meno di quanto si poteva raccogliere, anche per colpa sua. La squadra era attrezzata anche per vincere l’anno prima, in Italia ed in Europa, ma per svariati motivi ci siamo andati solo vicini. I dettagli fanno la differenza, ed è quello per cui certi allenatori vengono pagati così schifosamente tanto. Pazienza, almeno uno scudetto è arrivato a casa, ma con questo squadrone era l’obiettivo minimo per evitare il linciaggio.

Gli sono grato per aver gestito uno spogliatoio che poteva diventare una polveriera ad inizio anno. Gli va riconosciuto, ma non dimentico i mesi precedenti. L’importante è che almeno se ne vada dopo averci portato qualcosa. Non mi mancherà, e se dovesse andare al Tottenham troverà un altro club che spenderà tanto, e potrà pretendere stipendio altissimo e campagna d’acquisti faraonica, senza però dover assicurare nulla. Ho accolto il comunicato dell’Inter come l’atto digestivo finale di una cena sregolata e disordinata. Una liberazione, appunto.

La realtà è che ad oggi si sa ancora poco di quello che sarà il prossimo anno e la prossima Inter. Non si sa ancora nemmeno lo sponsor che sostituirà Pirelli sulle maglie (che si preannunciano anche più brutte del solito), come farsi un’idea del tipo di squadra che vedremo. Figurarsi anche quanto si può tenere il lutto per Conte, o quanto ci si possa preoccupare dell’adeguatezza di Simone Inzaghi. I problemi finanziari sono seri, come si era già capito ad inizio anno. Spero che non si venda nessuno, ma la cessione di un big e lo sfoltimento dei rincalzi è la strada più probabile.

Hakimi è sul piede di partenza da una settimana, e sembra che possa essere l’uomo da sacrificare per non smantellare la squadra. L’orizzonte è tutto tranne che limpido per l’Inter con Suning al timone, tuttavia continuano ad esserci pochi alternative. E il prestito ponte con il fondo Oaktree Capital, che meriterebbe una discussione a parte, dà sempre più l’idea di un club concesso in pegno. Per Suning ormai l’Inter è un impiccio da cui liberarsi, ma non intende farlo rimettendoci nemmeno un soldo.

Difficile immaginare un mercato in entrata, perfino Handanovic sembra sicuro di essere tra i pali. Tutta la squadra è teoricamente in vendita, e pare che la proprietà si aspetta di fare circa 80 milioni (qualcuno dice addirittura 100) entro il 30 giugno. Chi vivrà vedrà, per adesso regna l’incertezza. Non credo comunque che l’Inter venga smantellata, e anche con un paio di cessioni potremmo ancora dire la nostra per il campionato. Almeno per un posto tra le prime quattro, anche se intimamente confido che resteremo competitivi per qualcosa in più. Diverso il discorso Champions League, e fa tenerezza anche solo parlarne.

Attendiamo con pazienza, non senza qualche preoccupazione, sperando di avere le idee un po’ più chiare entro la fine degli Europei.

Mikhail
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Mikhail
Cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Orfano di Christian Eriksen, ma sicuro che Inzaghi non possa mai essere più indisponente di Antonio Conte.