Siamo tutti Campioni d’Italia

L’Inter è Campione d’Italia per la diciannovesima volta. E mentre scrivo Campione d’Italia mi corre un brivido, e forse non me ne rendo ancora conto.

Forse perché lo siamo diventati dal divano, come nel 2009, e quindi ti fa strano, o forse perché avevamo da almeno un mese abbandonato ogni forma di scaramanzia. O forse semplicemente siamo storditi perché non c’eravamo più abituati.

La festa in Piazza Duomo ti fa realizzare che è tutto vero. Ok, non è una festa in grande stile come quelle del passato, ma vedere sventolare il nerazzurro scalda il cuore. E per una volta non sono registrazioni di vecchi festeggiamenti.

Undici anni, o meglio dieci anni undici mesi e quattordici giorni come ricorda oggi Beppe Severgnini, sono un lasso di tempo enorme. Per un’intera generazione è praticamente la prima vera gioia, visto che non possono avere ricordi nitidi del triplete, per altri è passato un intero pezzo di vita. Ed è bellissimo esserci per vivere questa emozione, grande almeno quanto meritata.

Non è il momento di pensare al futuro, né del duo Conte-Marotta né della società: è solo il momento di goderselo. Potrebbe ricapitare presto, potrebbe ricapitare molto più in là, quindi tutto ciò che è di disturbo va tassativamente eliminato.

Io sotterro l’ascia di guerra con Conte, che in verità ho parzialmente sotterrato da quando Eriksen è diventato titolare. Qualcuno dovrebbe sotterrarla relativamente a Lukaku, qualcuno ad Handanovic, Vidal, ecc. Insomma, ognuno verso qualcuno. È lo scudetto di tutto noi interisti, e tutta la squadra e tutto lo staff ha il merito. Le valutazioni andranno fatte più avanti.

Non siamo stati esenti da critiche, e noi interisti non le abbiamo mai risparmiate, anche per via della lunga astinenza, che ti rende ogni piccolezza un macigno insormontabile.

Potremmo stare qui giorni a chiederci quando avevamo capito che avremmo vinto lo Scudetto, ognuno ha la sua risposta. Per me è successo quando abbiamo battuto la Lazio in casa. La vittoria contro la Juventus è stata l’inizio della rincorsa, ed è stato emozionante, ma dalla sera della Lazio in poi eravamo sicuri di essere un treno lanciato. Sicuri che avremmo travolto chiunque.

Lo straordinario derby col Milan, e la vittoria contro l’Atalanta, sono state naturali conseguenze della sicurezza acquisita con il 3-1 alla Lazio. Dodici vittorie di fila non sono mai casuali, e nemmeno tutti questi risultati utili consecutivi.

Riflettevo sul senso di questo blog, fondato per sopravvivere emotivamente allo sfacelo degli anni più bui. Iniziavamo a scrivere perché vincere era un miraggio, e sfogarci tra noi sembrava la cosa più matura da fare. Adesso che si è vinto, tutto questo sembra aver perso di significato. E per fortuna!

Non so quanto il mio raccontare del Progetto Inter possa continuare, anche contando che lo sento sempre dire in TV e nessuno ci riconosce. Tuttavia, aver vinto uno scudetto raccontandecelo assieme è stata un’emozione ancora più grande, che ha giustificato tutti i piccoli sacrifici fatti per tenete in piedi questa baracca.

Godiamoci le ultime partire rimaste, magari togliendoci qualche sfizio a Torino, fino al trofeo da sollevare al cielo. Poi torneremo a pensare al futuro e alla programmazione, ma oggi non è quel giorno.

Tanti auguri a tutti noi, e sempre e solo Forza Inter.

Mikhail
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Mikhail
Cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Orfano di Christian Eriksen, ma sicuro che Inzaghi non possa mai essere più indisponente di Antonio Conte.