Cara Inter, se non ci fosse Handanović…

Samir Handanović

Nell’editoriale di commento della gara di Bergamo di qualche giorno fa abbiamo titolato Toloi risponde a Murillo (entrambi nella porta sbagliata), Handanović para anche le monetine. Quale espressione migliore per sintetizzare quella che è stata fin qui la stagione di Samir? Santo, paratutto, muro impenetrabile e molti altri appellativi gli sono stati appiccicati addosso da quando è iniziata la stagione, che ha visto il portiere sloveno tirare fuori dai guai i suoi in più di un’occasione, e anche ieri in Coppa Italia contro il Napoli Handanović si è una volta di più guadagnato lo stipendio, con tre parate decisive.

Anche negli scorsi anni le parate di Super Samir avevano lasciato tifosi interisti e non a bocca aperta, basti ricordare ad esempio i sei rigori consecutivi neutralizzati a cavallo delle stagioni 2013-2014 e 2014-2015:  Maxi LópezCassano, Larrondo, Cossu, Toni e Konopljanka sono rimasti tutti imbambolati di fronte a quel portiere dallo sguardo freddo messo lì, a soli undici metri di distanza da loro e dal pallone (e quest’anno Handanović su tre rigori a sfavore uno lo ha neutralizzato, salvo poi la respinta in rete di Candreva). Insomma la bravura di Samir non è mai stata un mistero – e infatti l’Inter lo prelevò dall’Udinese nel 2012 per 11 milioni più la metà del cartellino di Faraoni, riscattandolo poi nella stagione successiva – ma le cattive prestazioni dei nerazzurri non la avevano mai messa in risalto.

E qui apro una piccola parentesi. Devo essere sincero: in questi anni non ho mai sopportato Handanović. Forse per il suo sguardo inespressivo, per il suo essere quasi svogliato in campo, per le palle rasoterra che non prendeva mai, quasi costassero troppa fatica. O forse più semplicemente perché non era Julio Cesar, l’eroe del Triplete che aveva lasciato Milano in lacrime perché per lui l’Inter era una casa ma soprattutto una famiglia. L’Acchiappasogni era un gatto in porta, prendeva tutto e si girava verso la Nord per esultare a pugno chiuso, correva verso Mourinho in una gelida serata di Champions per godersi la vittoria allo scadere contro la Dinamo Kiev (che tenne l’Inter viva per la qualificazione agli ottavi), faceva la linguaccia a Ibra nel derby per distrarlo dagli undici metri. Julio Cesar era tutto questo ma Handanović no.

Da questa stagione però mi sto felicemente ricredendo, perlomeno sul suo essere decisivo in campo. Se l’Inter è la miglior difesa lo deve principalmente a Samir: solo 13 i gol subiti, con l’Inter in grado di tenere la porta inviolata per 12 partire su 20. E sono proprio i numeri a confermare la stagione fin qui strepitosa dello sloveno: secondo una statistica di Sky Sport in questo campionato di Serie A su dieci tiri in porta il 30% diventa gol. Ebbene secondo questa statistica i nerazzurri avrebbero dovuto subire ben 14 gol in più, che tradotto significherebbe niente attuale zona Champions. E ad alimentare numeri e statistiche una media voto stagionale di 6.60, la migliore della Serie A.

A Bergamo la Gazzetta dello Sport gli ha dato un bel 8 in pagella, dopo che Samir ha tenuto a galla i suoi parate dopo parate, battuto solo dal suo compagno di squadra Murillo – e vabbè, se ci si mettono anche i tuoi difensori c’è poco da fare. Inutile commentare la parata su Cigarini, che avrete visto e rivisto e che sicuramente vi starà ancora facendo pensare se in realtà in campo non ci fosse Benji Price sotto mentite spoglie. E più riguardo questa parata più ne sono convinto.

L’Inter gli ha da poco rinnovato il contratto blindando così il suo portierone. Adesso però bisogna sperare che inizino a svegliarsi là davanti, perché Samir parerà anche tutto, ma se ti arrivano troppe monetine prima o poi qualcuna ti sfugge. A buoni intenditori poche parole.

giulma
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giulma
Interista a otto anni grazie a un doppio passo del Fenomeno, visto per caso in televisione. Le lacrime di amarezza del 5 maggio hanno scavato solchi, colmati dalle lacrime di gioia per un Triplete festeggiato il giorno di uno straordinario ventesimo compleanno. Innamorato dei colori nerazzurri e di Javier Zanetti.

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