Salvate il soldato Padelli

L’Inter ha acquistato durante la finestra di gennaio: Moses, Young e nientemeno che Christian Eriksen. Eppure malgrado l’importanza dei movimenti invernali, a tenere banco ad Appiano è l’impiego di Daniele Padelli, secondo portiere di cui ci si dimenticava spesso dell’esistenza, e che si è trovato ad essere titolare per un intero mese.

Cosa è successo – È la mattina del 2 febbraio, Handanovic accusa un infortunio di natura traumatica in allenamento che lo terrà lontano dalla porta. Daniele Padelli si ritrova così ad essere il primo portiere dell’Inter, anche se come supplente. È la mattina del 2 febbraio e il calciomercato è terminato da 2 giorni.

Secondo portiere croce e delizia – Lontani i tempi in cui professionisti del calibro di Mazzantini o Fontana hanno ricoperto il ruolo del dodicesimo. Ci si è dovuti accontentare di un valido mestierante a fine carriera come Castellazzi, che ha avuto spazio a causa dei frequenti infortuni di Julio Cesar. In seguito però si è trovato chiuso dall’arrivo del sempre integro Handanovic (fino ad oggi) e c’è stato il cambio della guardia. Si è passati da Juan Pablo Carrizo all’attuale Daniele Padelli, che al Torino giocava titolare ma non ha mai convinto nell’ambiente granata, poi approdato all’Inter dopo aver fatto la riserva di Joe Hart per un’intera stagione.

Di nuovo tra i pali – L’ultima partita ufficiale di Daniele Padelli risaliva all’incontro di Coppa Italia contro il Pordenone, dicembre 2017, dove il nostro si fece apprezzare nelle sporadiche volte in cui era chiamato a intervenire. Ad Udine lascia intravedere un po’ di ruggine, e anche la carta d’identità fa pensare che i riflessi non torneranno quelli dei giorni migliori, ma in qualche modo non è costretto a fare nulla di davvero complicato.

Un derby da incubo – Occhi puntati su Ibra in quanto ex della serata, ma ovviamente anche su Padelli, quest’ultimo da troppo tempo lontano dalla tensione che richiede una gara di un certo tipo, e più abituato a fare il tifo per i compagni che a poter dar loro sicurezza. Padelli non ha tutte le colpe nei gol presi, ma tutto quello che poteva fare lo fa malissimo, dalla scelta di tempo dell’uscita nella prima rete rossonera, alla mancata respinta (malgrado il buon posizionamento) nel raddoppio. Il derby è stato vinto in rimonta, ma la credibilità di Padelli come sostituto di Handanovic è vacillata.

Viviano non abita più qui – La società presa in contropiede tenta la mossa della disperazione: ovvero pescare tra gli svincolati. Ecco quindi offerto un provino a Viviano il quale non disputa una partita ufficiale dalla scorsa stagione calcistica. Non si arriverà ad un accordo, non si sa se per la forma fisica dell’ex blucerchiato o per l’imminente recupero di Handanovic, ma a Padelli rimane lo smacco della plateale bocciatura, unita al dover continuare a difendere la porta dell’Inter in condizioni per niente facili.

Crisi di fiducia – Nel rapporto tra compagni di squadra il saper trasmettere sicurezza e ispirare fiducia sono doti fondamentali, e proprio per questo non comuni. Il nostro Padelli invece difetta (anche) in questi aspetti e il risultato finale è tragico. Nell’ultima partita persa contro la Lazio la cronicità con cui estremo difensore e compagni si siano ostacolati a vicenda non può lasciare indifferenti. Tutto questo unito a una reattività, ormai andata per gli alti livelli, contribuisce a dare il completo della situazione. Per ogni intervento giusto se ne trovano un paio sbagliati.

Salvate il soldato Padelli – Come da titolo, o parafrasando una celebre frase di Iker Casillas, respect for Padelli. Si è trovato di colpo protagonista nel periodo più difficile di quella che è anche la stagione più ambiziosa degli ultimi dieci anni. Sembra roba da poco ma non lo è, l’Inter non è più abituata a lottare per traguardi importanti. E doverlo fare in fasi nevralgiche dell’annata affidandosi a un secondo portiere a dir poco arrugginito, è tutt’altro che semplice. Sparare sulla croce rossa, invece è troppo facile. Non passi semmai il messaggio che i traguardi stagionali siano messi in pericolo dalla momentanea assenza di Handanovic, in quanto non regge come unica spiegazione per le ultime due sconfitte stagionali. A Padelli dovrebbe toccare un ultimo gettone da titolare per i sedicesimi di Europa League in vista di domani. Noi ci auguriamo che l’attuale capitano dell’Inter possa tornare a difendere i pali e che il suo supplente salvi l’onore nell’ultimo atto di questa altalenante parentesi.

Alessandro

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Alessandro
L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.