Il punto sull’Inter a fine 2018

L’ 1-0 di Empoli archivia il 2018 nerazzurro con una vittoria, grazie al gol di Keita Balde, e ci porta così ad una riflessione sull’anno dell’Inter.

Per la stagione precedente mi ero già espresso, con toni forse troppo entusiastici, mentre per questo 2018-19 è tutto più difficile.

I lati negativi? Facile, l’uscita dalla Champions League brucia ancora adesso. E brucia il doppio se si pensa che gli introiti durante l’Europa League saranno briciole rispetto a quanto perso, e la cosa si ripercuote in termini di appeal. Al sorteggio me lo sarei aspettato, a metà girone proprio no. Bisogna digerirla, e ancora non ce l’ho fatta del tutto.

Il cammino in campionato non è di facile valutazione. Il girone d’andata si è chiuso con 39 punti, quindi viaggiamo con una proiezioni vicina agli 80. Punteggi con cui una volta si poteva vincere il titolo, anche con 20 squadre, ma i tempi sono purtroppo cambiati. L’anno scorso erano 41, ma eravamo rimasti imbattuti fino al 16 dicembre. Si sono persi punti per strada, alcuni davvero insopportabili, colpa soprattutto di un inizio davvero cattivo.

Cosa c’è di positivo? A differenza dello scorso anno, la lotta per un posto in Champions League sembra molto più semplice per l’Inter. Lo ricordo non perchè mi accontento, ma perchè restare in Champions è l’obiettivo stagionale dichiarato dalla società, ed è l’unico parametro per valutare l’andamento del campionato. Abbiamo sette punti di vantaggio sul quarto posto, occupato dalla Lazio, e otto dal Milan. In più abbiamo battuto entrambe nello scontro diretto.

A volerla vedere ancora più salda, siamo più vicini dal secondo posto che dal quarto. Ed il Napoli, come visto nello scontro diretto di Santo Stefano, non è poi molto più forte di noi. La Roma al momento sembra fuori dai giochi, ed è un’altra nota confortante. E non dimentichiamo che abbiamo la seconda difesa in campionato, che schifo non fa.

Queste minori difficoltà potrebbero dare più possibilità di gestione della squadra nei momenti delle coppe. Già, perchè Europa League e Coppa Italia sono cose importanti, e bisogna fare un cammini all’altezza.

Escluso il flop Nainggolan (almeno al momento), gli altri nuovi arrivi si sono rivelati positivi. Chi più chi meno. De Vrij è pilastro imprescindibile, Politano è una bella sorpresa (tanto che è ormai un nazionale), e Keita Balde e Lautaro Martinez stanno diventando decisivi, e mi augurano possano mettere spesso in difficoltà Spalletti. Asamoah ha ciccato malamente tre partite (Atalanta, Juventus e PSV) e tutti lo avremmo linciato (anche giustamente), ma il suo rendimento medio è affidabile. Non è un fenomeno, ma è comunque un miglioramento. Vrsaljko sarebbe un gran terzino, se non fosse così spesso rotto.

Per quanto riguarda chi c’era già, Perisic è la delusione assoluta. Capitan Icardi è invece una conferma, ed i 4 gol in 6 partite di Champions non sono stati casuali. La sorpresa in positivo è Joao Mario, rientrato in punta da piedi, e diventato ormai un affidabile subentrante, o titolare nei turnover. Non è il momento per fare valutazioni caso per caso, ma l’Inter sta rispettando le premesse, quindi è scontato che la valutazione complessiva sia positiva. Certo, fossimo agli ottavi di Champions userei aggettivi ancora migliori.

In ultimo vorrei dire due parole su Spalletti. In molte serate decisive il mister si è rivelato non all’altezza, ed è vero. Qualche volta ha messo una formazione sbagliata, ma ha sbagliato molte più volte i correttivi in corsa, ed è vero anche questo. Ma ad oggi è l’uomo giusto per questa Inter. Premesso che, in più di vent’anni che seguo l’Inter, ogni allenatore ha commesso errori macroscipici e gravi, è l’uomo giusto per gli obiettivi che al momento la società ha richiesto. Ed ha una dote fuori dal comune, e cioè l’eccellente gestione dello spogliatoio (vedasi il redivivo Joao Mario, ma non solo), ed è una cosa che all’ambiente Inter fa tanto.

Se da giugno 2019 gli obiettivi dovessero diventare più ambiziosi, e di conseguenza anche la rosa a disposizione, allora sarà giusto guardare altrove. Ma fino ad allora, avrà poco senso cambiare un allenatore in gamba, che ha dimostrato di essere all’altezza di quello che l’Inter per ora vale e per cui lotta.

Buon 2019, e Forza Inter a tutti voi!

Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
Mikhail

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Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.