Perisic tiene a galla l’Inter

Un pareggio che non fa ribrezzo, alla luce della partita di domenica scorsa, e che probabilmente è anche il risultato più giusto per quanto visto in campo, checché ne dica lo zelante presidente blucerchiato, che gioca a fare il simpatico ma che alla fine risulta intrappolato nel personaggio banale e scontato del buffone, che lui stesso s’è costruito. L’Inter non è una meraviglia da vedere, concede qualcosa di troppo e viene anche graziata dalla Sampdoria, su tutti Correa che a porta libera confeziona un errore di cui ci si ricorderà a lungo, ma se non altro in svantaggio trova la forza di reagire e attaccare un avversario sempre ben chiuso e organizzato e pronto a colpire in contropiede.

Almeno caratterialmente la squadra ha dimostrato di essersi rialzata dopo l’oscena prestazione contro i viola. Ma tutto ciò non è abbastanza, i nerazzurri sono ancora lenti nella fase di costruzione del gioco e soprattutto prevedibili, l’assenza di Jovetic là davanti è pesante. Guarin, Kondogbia e Melo garantiscono fisicità e fanno sentire la loro forza d’urto, ma non è abbastanza. Per il colombiano andrebbe fatta una considerazione a parte, è dalla vittoria a Verona col Chievo che Guarin è il peggiore dei centrocampisti, eppure continua a partire sempre dal primo minuto, sbagliando una quantità industriale di palloni, senza ripagare minimamente l’incrollabile fiducia che Mancini nutre nei suoi confronti.

E a proposito dell’allenatore, verrebbe da chiedersi la ragione per quale Adem Ljajic venga lasciato in panchina fino all’89’, per far scorrazzare liberamente sul campo un giocatore poco incisivo e fuori forma come Biabiany, che riesce pure a ostacolare i compagni come fatto con Manaj. Ma come sappiamo l’allenatore prende le decisioni e allena lui i giocatori, saprà meglio lui di chi scrive chi è più in forma e chi può essere più utile in campo. Sarebbe meglio evitare però, simili sparate come quella in conferenza in stampa, in cui si è descritta la prima mezz’ora con la Fiorentina “la migliore della stagione”, perchè noi tifosi agli allenamenti non saremo presenti, ma le partite le vediamo, eccome.

Finalmente un’ottima prestazione per Perisic, sempre più importante nello scacchiere manciniano, dà una grossa mano in difesa e spinge parecchio in avanti, sfoggiando un secondo tempo maiuscolo, ha fiato a sufficienza per giocare un paio di partite al giorno. Il gol è la giusta ricompensa per quanto fatto vedere dall’ex Wolfsburg, il migliore dei nostri. Dal pareggio in poi, la partita la fa l’Inter, che avrebbe anche l’occasione di portarsi in vantaggio, ma Biabiany difficilmente verrà ricordato per le sue abilità nel gioco aereo. L’Inter reclama per dubbio intervento in area di Zukanovic su Manaj, ma sull’arbitro Rocchi invece è meglio sorvolare.

La pausa arriva al momento giusto, l’Inter ha una settimana in più per recuperare Jovetic, giocatore imprescindibile, e per prepararsi al meglio alla sfida contro la Juventus, sperando che il bollettino delle nazionali sia meno angosciante del solito.

Foto: inter.it

Alessandro

L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.
Alessandro

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L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.

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