Perdere ci sta, Rizzoli no

Nel calcio bisogna anche saper perdere, ed è giusto dire che la Juventus ha vinto con merito. Ha creato un maggior numero di palle gol, ha mostrato una maggiore organizzazione tattica e una buona lucidità complessiva. Non ha stravinto, e l’ha spuntata grazie a un colpo estemporaneo di una stella, ma vale uguale, e le occasioni per il secondo gol le hanno anche avute. E l’Inter è stata a guardare? No, affatto, i nerazzurri son stati in partita per gran parte del match, perdendo di intensità nella ripresa, ma dopo aver messo più volte in apprensione la Juventus.

Molti palloni preziosi li abbiano sprecati: pensiamo al tiro di Joao Mario fuori di un soffio, o Eder e Icardi egoisti in palloni chiave della ripresa, e in altre circostanze siamo andati incontro a strani eventi sfortunati. A differenza di quanto pensa il collega Sir Bob Cornelius Vido, che ha scritto le pagelle, ritengo che il cambio di modulo non sia stata una grandissima idea. È vero che i terzini sono poco affidabili, ma almeno avevamo un senso di posizione in campo, qualche certezza, mentre ieri ci abbiamo messo molto ad assestarci, offrendo campo e pallino alla Juventus. Poi tutto sommato il calo fisico, dovuto alla Coppa Italia e ai pochi ricambi, ha fatto il resto, ma complessivamente l’Inter non ha certo giocato una brutta partita, e si può andare tutto sommato fieri. Partite come queste lasciano capire quanto l’Inter stia crescendo, quanto stia diventando temibile e credibile in prospettiva futura. C’è il bisogno di vedere il bicchiere mezzo pieno, vuoi per superare le due sconfitte nella settimana decisiva, vuoi perchè davvero l’Inter sta cambiando e, tenendo questo passo, potrà finire bene la stagione.

Noi di Progetto Inter abbiamo sempre cercato, con grande forza, di non parlare di arbitri, ritenendoli elementi neutrali del gioco, come il palo o la traversa. L’arbitraggio di Rizzoli è stato profondamente inadeguato, come spesso capita con il sopravvalutato arbitrello internazionale. È vero che all’Inter mancano almeno due rigori, che l’espulsione di Perisic è accanimento (soprattutto dopo i vari vaffanculo lanciati da Higuain e Mandzukic), e che la minaccia di Orsato di mettere a referto le parole di Icardi (pare abbia detto“Solo perché siamo dell’Inter”) sia una vigliaccata, ma questo non significa che sia colpa della Juventus. Alla fine Perisic e Icardi sono stati squalificati per due giornate dal giudice sportivo, e poteva andare anche peggio.

Rizzoli è storicamente un arbitro servo, molto codardo e dalle scarse capacità autoritarie contro certe squadre. Ricordiamoci sempre che Rizzoli è il buffone della testata ricevuta da Bonucci, o il triplo vaffanculo di Totti (nessuno dei due refertato, e quindi non punito), ma è normale che Perisic o Icardi siano tutta un’altra cosa. Non bisogna però cadere nel vecchio schema Juventus=Ladra, perchè sennò non ne usciamo più. Del resto, la Juventus vive la delicata situazione di pregiudizio. La Juventus è come una persona stata in galera per rapina a mano armata, con aggravante della recidiva, che quando esce di galera viene guardata con sospetto da tutti, e appena mancano dieci euro dal cassetto sono i primi che, visto il radioso passato delinquenziale, vengono incolpati di tutto. La Juventus non ha a libro paga Rizzoli, fino a prova contraria, ed è difficile vedere lui un corrotto, ma solo un arbitro timoroso, mediocre e inadeguato, poco adatto a gestire partite in cui è necessaria una spina dorsale, e per questo poco benvenuto, ma evitiamo di accostare arbitraggi scandalosi a vicende storiche, per cui la Juventus ha già pagato.

Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
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Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.

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