Perchè Marotta all’Inter non mi piace

Che piaccia o meno, Giuseppe Marotta all’Inter è una cosa fatta e finita da tempo. E non mi piace, anzi mi dà proprio fastidio.

Non parlo delle abilità del dirigente, anche se non è l’uomo mercato che tutti credono (raccomando l’indispensabile articolo del Malpensante), ma di tutto il resto. Ritrovarsi il nemico in casa è successo altre volte, e Trapattoni escluso è andata praticamente sempre male, ma ci sono nemici e nemici.

D’accordo Marotta non è Fassone, ha un famigerato peso politico in Lega che potrebbe farci comodo, e pare abbia ottimi rapporti con tutti gli agenti del mondo. Nell’Inter Marotta ricoprirà il ruolo di amministratore delegato con la mansioni nella sfera sportiva, e non sostituirà Ausilio nel mercato (del resto, alla Juventus il più delle cose le fa Paratici).

Ma voi avete bene in mente di chi è Beppe Marotta? Quello che stappa i fasulli 36 scudetti, ricordando tra un sorso e l’altro che l’Inter non sa perdere. Marotta è quello che il VAR no, il VAR sì o forse, basta che non danneggi la Juventus, per non parlare delle figuracce internazionali con gli arbitri in Champions League (tipo questa). In particolare ricordo quando andò a mostrare le immagini all’arbitro nell’intervallo di Bayern-Juventus, ma che reputava imbarazzante una polemica per un video legato ad un controverso Juventus-Inter. Insomma, la sintesi del Marotta-pensiero è “In Italia manca la cultura della sconfitta”, e “la Juventus non è trattata ugualmente in Europa e in Italia”. Tutto questo senza porsi nessuna domanda su cosa c’è di diverso nell’approccio di certi arbitri tra Italia ed Europa. Potrei continuare ma non ne ho nessuna voglia, basta il nervoso che ho a ricordare certe frasi.

Marotta mentre ignora sentenze ed indica scudetti che non sono mai esistiti

Si dice che i tifosi non dovrebbero entrare nelle questioni societarie, e in linea di principio mi sembra giusto. Tuttavia, vorrei ricordare che anche i dirigenti dovrebbero mantenere un basso profilo e (appunto) meno da tifosi, per evitare di dover pagare dazio in un futuro che non si può immaginare. Questo vuol dire usare il buonsenso, speriamo solo che Marotta lo abbia conservato per occasioni migliori.

Pagherei di tasca mia per potergli domandare in conferenza stampa “Quanti scudetti ha la Juventus?”, ma so già che qualcuno glielo domanderà e lui svierà la questione. Pazienza.

Non mi interessa la “voglia di rivalsa nei confronti della Juventus” da parte di Marotta di cui parla qualcuno, voglio solo che ora faccia gli interessi dell’Inter. Ormai l’unica cosa importante è che faccia bene, e che diventi un vero rinforzo per la nostra società. Non avrà mai il mio appoggio nè la mia simpatia, e penso se ne farà presto una ragione, del resto non si fischia un dirigente. Ma in fondo è difficile pensare che arriverà a farsi odiare come un Lippi qualsiasi. In ogni caso Marotta è il primo che a sapere che dovrà attraversare un lungo cammino di redenzione per essere davvero accettato nel nuovo ambiente.

 

 

 

 

Mikhail

Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
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