Perché Icardi non è più il capitano dell’Inter

Mauro Icardi, Samir Handanovic Inter Milano 31-01-2019 Stadio Giuseppe Meazza Football Italy Cup 2018/2019 Internazionale - Lazio Foto Image Sport / Insidefoto

Mauro Icardi non è più il capitano dell’Inter. Così recita un laconico comunicato del club, aggiungendo che la fascia verrà affidata a Samir Handanovic. E non solo. Mauro Icardi non sarà nemmeno convocato per la trasferta a Vienna di domani. Come siamo arrivati a tutto questo?

Rinnovo sì, rinnovo quando?- Non è la prima volta che leggiamo di una trattativa per un rinnovo del contratto di Icardi, così come non sarebbe la prima volta che l’argentino rinnoverebbe l’accordo che lo lega al club. L’ultima volta che si è verificato è stato nel 2016, quando il centravanti nerazzurro era sotto la protezione del suo attuale procuratore, nonché moglie, Wanda Nara. L’agente dell’ex capitano nerazzurro sostiene che Icardi avrebbe avuto offerte migliori e che per il bene del club sarebbe rimasto. E quindi, con un contratto diverso.

Sì, ma quanto guadagni?- Quattro milioni e mezzo netti a stagione fino al 2021, recita l’accordo tra giocatore e club. Solo Nainggolan, arrivato in estate, guadagna quanto lui tra i nerazzurri. La base del ragionamento di Icardi e di chi ne rappresenta gli interessi, è lineare quanto semplice: un attaccante forte e giovane che ha mercato, può trovare un ingaggio migliore di quello che percepisce, quindi perché non provarci? Del resto, il portiere del Milan che è più giovane di Icardi e ricopre un ruolo che attira ingaggi meno corposi, percepisce 7 milioni netti. Il problema sono i modi.

Dalla ragione al torto- La scelta di Wanda Nara di montare un caso mediatico attorno alla figura del suo assistito, non fa di lei una brillante stratega. Ha cercato di mettere con le spalle al muro la società con esternazioni forti e impopolari, arrivando anche a sostenere che la priorità oggi per Mauro non sia più un nuovo contratto, ma di essere servito dai suoi compagni di squadra. Cosa ovviamente falsa, data la mole di occasioni divorate dall’argentino nelle ultime partite e il periodo di forma non proprio brillante. Ma difficile parlare di caduta di stile per la signora Nara, perché ha dimostrato di non possederne in questi anni. 

E Icardi?- In mezzo a tutto questo, la più grande critica che si possa muovere a Icardi è quello di non essere riuscito a porre un freno a questa situazione imbarazzante. La più accomodante narrazione nei suoi riguardi poteva essere quella di un fantoccio in mano alla moglie che ne tiene i fili come il più docile dei burattini, ma ovviamente vista l’assenze di prese di posizione, viene difficile scindere le azioni del procuratore dal volere del suo assistito. In qualità di capitano avrebbe dovuto fare il possibile per stemperare il clima attorno a sé, e chiarire con la società. Vuoi un nuovo contratto? Ne parli a fine stagione, dopo che avrai fatto il tuo, non mandi il tuo procuratore a creare inutili problemi a un club che storicamente, purtroppo, è sempre stato bravo a crearne. Indice che non è mai stata la figura giusta per ricoprire quel ruolo.

Fascia non ereditata- Non c’è stato un vero e proprio passaggio di consegne, ma più una destituzione. L’ex capitano Ranocchia venne degradato a panchinaro e riserva sotto la guida di Roberto Mancini, che scelse di assegnare la fascia a Icardi per la stagione 2015-2016. Fu un azzardo, l’argentino è sempre stato bravo a segnare, fin dalle sue prime apparizioni in nerazzurro, ma non ha mai incarnato la figura del leader di un gruppo, quanto semmai quello che in campo riesce a fare meglio, cioè l’attaccante egoista. Era un’Inter in crisi di identità, i pochi senatori presenti non avevano la credibilità per essere capitani a tempo pieno, come ad esempio Nagatomo, Juan Jesus e Guarin. C’era ancora Palacio in rosa, che forse tra tutti rispondeva meglio alle caratteristiche necessarie, ma iniziava a mostrare le prime crepe in affidabilità sul lungo periodo. Handanovic stesso, non venne considerato come soluzione adatta. Ruolo che spetterebbe più a chi è in grado di rappresentare il sacrificio di un gruppo o l’affiatamento di una squadra, e non per forza al giocatore che ha più mercato. L’Inter ha fatto di Icardi il suo uomo immagine e oggi, con buona probabilità, quella scommessa l’ha persa.

Spogliatoio spaccato- Malgrado il buon campionato disputato fino ad adesso, l’aria che si respira ad Appiano si è fatta via via più pesante nelle ultime settimane. Dopo la vicenda Perisic, subissato di fischi da quando Marotta ha ammesso che il croato ha chiesto la cessione, l’ultima cosa di cui si sentiva il bisogno era un altro caso. Nell’era dei social, termometri dell’umore globale ma non solo, anche un click a volte può fare notizia. E la fascia sfilata dal braccio di Icardi stamane, ha ricevuto il like su Instagram da nientemeno che Marcelo Brozovic. Segno evidente che in qualità di capitano il nostro numero 9 non ha mai avuto tutti dalla sua parte, neanche tra i suoi compagni di squadra.

Scelta giusta?- Icardi ha cercato di mettere in difficoltà l’Inter per ottenere un contratto migliore, ma in questo momento sta perdendo il braccio di ferro. Però è il caso di chiedersi se tutto questo farà del bene all’immagine del club. Anche perché, non si capisce come possa essere nell’interesse della squadra trasformare quello che è stato l’attaccante più prolifico delle ultime stagioni, in un corpo estraneo da svendere al termine della stagione. Per quanto i sostenitori del pugno duro attuato dalla società possano esultare, non c’è alcuna garanzia che la scelta porterà a qualcosa di buono nell’immediato. Ora più che mai sarebbe servita la volontà di fare quadrato, rimandare la discussioni contrattuali a fine stagione e pensare a raggiungere gli obiettivi rimasti tutti insieme. Quegli stessi obiettivi che rischiano di fallire per un ambiente sempre più fumantino che non è mai riuscito a togliersi quell’immagine di polveriera che ha sempre avuto.

Alessandro

L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.
Alessandro

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L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.