Pensieri a freddo dopo Inter-Barcellona

Ho fatto passare un po’ di tempo prima di scrivere di Inter-Barcellona. Troppe cose di cui parlare, e in queste situazioni è facile farsi prendere dalle emozioni.

A freddo le cose sono più ragionate, quindi si dicono meno sciocchezze (forse). L’1-1 di ieri sera ha detto molto cose, che io sintetizzo in questi punti:

Abbiamo giocato peggio, ma siamo cresciuti
Sì lo so, sembra una contraddizione ma è così. L’Inter ha giocato una partita di grandissimo cuore, ma per certi versi peggiore dell’andata. Lì siamo stati molto più timidi ad attaccare, e goffi nel difendere, ma abbiamo offeso di più e subito di meno. Ieri siamo stati impeccabili in difesa, ma in alcuni momenti abbiamo concesso troppe palle gol, che in Spagna il Barcellona ha visto solo nel nostro momento peggiore. Però l’Inter è migliorata nell’occupare lo spazio in campo, nella disposizione e nel fraseggio. Questo ha portato a renderci molto più credibili nelle fasi di attacco. Si aveva la sensazione che ogni volta che passavamo il centrocampo palla al piede, potessimo innescare un’azione offensiva. Anche quando questo non si è verificato, l’Inter ha dato parecchi segnali da grande squadra.

Abbiamo una delle migliori difese in Europa

L’Inter difende bene il campo, ha una coppia di difensori mostruosa e un collettivo sempre più organizzato. Skriniar è probabilmente il difensore più in forma al mondo, e lo dimostra di partita in partita. Ci prendiamo ancora qualche rischio di troppo, soprattutto ad inizio azione (ed i rilanci di Handanovic sono spesso catastrofici), ma non più di quanto facciano altre grandi squadre. In alcuni momenti mi è tornato in mente lo 0-0 di Inter-Barcellona del 2010, sempre ai gironi, e per certi versi avevamo anche sofferto di più. Non fraintendetemi, non sto dicendo che siamo a quei livelli, solo che la tenacia difensiva non sembra lontana da quella. E scusate se è poco.

L’Inter è sempre in partita
Non molliamo un centrimetro, non lo molliamo mai davvero. Dopo il pareggio di Icardi contro gli inglesi, l’Inter non è praticamente mai uscita dalle partite. Solo il 2-0 di Jordi Alba ci ha spezzato le gambe, sennò fino all’83’ ci abbiamo creduto anche in Spagna. La forza mentale di questa squadra sta raggiungendo livelli altissimi, ed è indubbiamente merito di Spalletti. Il mister è riuscito a recuperare uno spogliatoio sotto accusa già a fine agosto, e portarlo appena due mesi dopo ad essere una delle migliori squadre europee per rendimento. Un vero capolavoro.

Il girone è nelle nostre mani
Nonostante la vittoria del Tottenham, tutto dipende ancora da noi. Dando per scontato che sarebbe auspicabile tornare da Londra almeno con un pari, una sconfitta di misura non dovrebbe essere drammatica. L’ultima giornata ospiteremo il PSV, ormai fuori dai giochi. Mentre gli Spurs saranno ospiti proprio dei blaugrana, dopo aver perso in casa 2-4. Nello scenario negativo di perdere bene in Inghilterra, la vittoria contro il PSV in casa dovrebbe garantirci il passaggio del turno. So benissimo che i calcoli sono inutili, ma dà bene l’idea della nostra posizione positiva, che in pochi immaginavano ai sorteggi.

Icardi con il pallone e il gruppo che esulta verso il centrocampo
Questo passaggio un po’ da interista romantico, ma al gol di Icardi mi è venuta la pelle d’oca. L’esultanza collettiva, la certezza di avere un gruppo granitico che non molla davvero mai, è la cosa che il tifoso interista vuole più di ogni altra cosa. La stessa cosa avvenuta con il Tottenham, e anche se non è arrivata la vittoria a quel punto non è più sembrata impossibile. Non si costruisce niente senza gruppo, e quest’anno si stanno gettando basi solidissime. Basti pensare al recupero dei giocatori al margine che sta facendo Spalletti. Lecito avere dubbi nei miracoli, ad esempio speriamo che quello di Joao Mario duri, ma a questo punto iniziare a sperare in una bella stagione non è follia.

Nel complesso l’Inter non è l’anti-Juventus e non è una candidata alla Champions League. Ma è una squadra che può dare filo da torcere, e che finchè sarà in corsa, su qualsiasi fronte, nessuno avrà tanta voglia di avercela davanti. Ed è già una piccola vittoria.

Mikhail

Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
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Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.