Pagelle Juventus-Inter: rimpianti e sconfitta

Finisce a Torino il filotto di vittorie in campionato dell’Inter. Una sconfitta che lascia con l’amaro in bocca. Gli uomini di Pioli disputano un ottimo primo tempo ma vanno sotto al 45esimo con un gioiello di Cuadrado. Nel secondo tempo la Juventus è stata maestra nel gestire il vantaggio e sommata alla stanchezza post Coppa Italia, e a grossi errori di precisione nell’ultimo passaggio, hanno portato la sconfitta. Si torna a casa con la consapevolezza di potersela giocare con tutti ma col rimpianto che nell’ultima frazione si sarebbe potuto far di più. Speriamo che le polemiche finali che han portato anche all’espulsione di Perisic non causino ulteriori squalifiche per le prossime domeniche.

Handanovic 7: Grandissima partita per il portiere sloveno che con almeno tre interventi permette all’Inter di rimanere viva fino alla fine.

Murillo 6: Non fa malissimo ma le carenze in impostazione rallentano la manovra. Non sfigura contro gli avanti bianconeri.

Medel 6: Che potesse giocare come difensore, sia a 3 che a 4, già lo si sapeva, ma stasera dimostra la sicurezza necessaria. Fisicamente un po’ in difficoltà nelle palle alte vista la statura. e sugli scatti visto il recente rientro post operazione.

Miranda 6,5: Spostato sulla sinistra comanda perfettamente la difesa. Non so quanto tempo però possa fare l’interno visto che l’agilità non è il suo punto forte.

Candreva 5: Sarà stato stanco, sarà che Alex Sandro è un cliente difficile, sarà l’ammonizione ricevuta dopo 7 minuti ma l’ex Lazio oggi delude e i pochi attacchi sulla fascia destra sono pressoché futili. Non essendo la prima gara sottotono forse un turno di riposo potrebbe far bene al nazionale azzurro. (Dal 58′ Eder 5: Chiaro che l’ala non sia il suo ruolo, ma l’italo-brasiliano nelle due palle che ha avuto per impensierire Buffon sceglie sempre l’opzione errata).

Gagliardini 7: Parte timoroso ma col passare dei minuti dimostra di essere il padrone del centrocampo nerazzurro. Personalità da vendere per il giovane bergamasco, che sfrutta l’altezza per cercare il gol più volte sui calci piazzati.

Brozovic 5: Nella sua ora di gioco sbaglia troppi palloni a centrocampo. Sostituito da Kondogbia esce dal campo brontolando. Il croato trova sempre il modo per far arrabbiare i suoi tifosi. (Dal 58′ Kondogbia 5,5:Non dà molto di più, solo maggior copertura difensiva).

D’Ambrosio 5,5: Spaventato da Cuadrado gli lascia sempre il tempo per crossare. Non lo soffre più di tanto ma in fase offensiva oggi non è presente.

Joao Mario 6: Il portoghese è il perfetto riassunto della partita dell’Inter stasera. Disputa un ottimo primo tempo mettendo in crisi tatticamente Allegri, ma nel secondo, quando serve quel qualcosa in più per pareggiare, cala nettamente.(Dal 79′ Palacio SV)

Perisic 4: Il voto è portato dalla stupida (esagerata) espulsione per proteste che gli farà saltare le prossime partite. Stasera non è stato il solito pericolo di sempre. Serve un Perisic diverso se si vuole arrivare al terzo posto.

Icardi 5,5: Anche lui disputa un discreto primo tempo, ma nel secondo sparisce. Il fatto che Icardi è da 18 giornate non segni in trasferta sta diventando un grossissimo problema.

Pioli 6,5: Che si può dire all’allenatore che schiera un Inter attenta con un 3-4-2-1 giocandosela alla pari per i 90 minuti? Nulla. anche perchè se i cambi a disposizione per cercare il pareggio sono l’anziano Palacio ed Eder, i risultati son miseri contro squadre come la Juventus. Domani sui giornali e sui social leggeremo che Pioli non ha carattere e che contro le big perde sempre, ma chissà cosa sarebbe successo se quel divo di Rizzoli avesse fischiato uno dei due scontri dubbi in area nel primo tempo…

 

Matteo

Si ammala di interite nel settembre del 1994, anni in cui la scritta Fiorucci e il sinistro di Ruben Sosa dettavano legge. Paul Ince, Simeone, Cambiasso e Stankovic gli hanno provocato le stesse emozioni del primo calendario della Canalis. Setubal è la sua Nazaret.

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Si ammala di interite nel settembre del 1994, anni in cui la scritta Fiorucci e il sinistro di Ruben Sosa dettavano legge. Paul Ince, Simeone, Cambiasso e Stankovic gli hanno provocato le stesse emozioni del primo calendario della Canalis. Setubal è la sua Nazaret.

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