Pagelle Inter-Lazio: Pioli porta fiducia e altri tre punti

Nell’attesissimo ultimo appuntamento annuale, come per tradizione l’Inter ospita la Lazio. E quest’anno l’Inter di Mr. Pioli vendica la sconfitta dello scorso anno con un secco 3-0. Senza esaltarsi bisogna comunque dire che questa è la terza vittoria consecutiva dei nerazzurri e soprattutto per la terza volta di seguito Handanovic mantiene la porta inviolata.

Handanovic 7: Non sembrerà vero a Samir che da tre partite non subisce gol, ma non dobbiamo comunque dimenticare che il portierone sloveno ha dovuto effettuare almeno tre parate decisive.

D’Ambrosio 7: Per l’ex capitano del Torino un’altra prova molto positiva. Sempre preciso in fase difensiva e propositivo in quella offensiva.

Miranda 6: Se puntato va in sofferenza, se protetto dal resto della squadra si dimostra il gran difensore che è sempre stato. Preoccupa la condizione fisica, visto che alla sua età è sempre titolare all’Inter e col Brasile.

Murillo 6: Meglio che contro il Sassuolo, ma le amnesie in stile Juan Jesus son sempre dietro l’angolo.

Ansaldi 6: Il suo avversario Felipe Anderson è il giocatore più in forma tra i biancocelesti, e quindi Ansaldi ogni tanto va in difficoltà ma regge e si fa vedere spesso in sovrapposizione a Perisic. Lui e D’Ambrosio: sembra che Pioli abbia trovato gli esterni bassi. Ammonito e stanco lascia giustamente il posto. (Dal 63′ Nagatomo 6)

Brozovic 6,5: Partita di sacrificio per il croato, che dimostra come sempre che può correre molti km e mantenere la lucidità in fase di possesso. Riuscisse a crescere nella fase d’interdizione avremmo un grandissimo centrocampista.

Kondogbia 6,5: Era l’osservato speciale stasera, potrebbe essere la sua ultima partita in maglia nerazzurra ma Kondogbia gioca una ottima gara, coprendo e chiudendo dove Brozovic e compagni non arrivano. Serve molto altro per dire che abbiamo ritrovato un giocatore, ma per stasera possiamo essere felici.

Candreva 7: L’anima italiana di questa Inter. Stasera incontra il suo passato ed è ancora uno dei migliori. Corsa e cross per novanta minuti. Antonio idolo dei tifosi. (Gabriel Barbosa (perché il nome Gabigol è insopportabile) 6: Tamarro come pochi quando sul 3-0 incita la folla, forse un po’ più di umiltà servirebbe all’ex Santos, ma la qualità si intravede. La sua sfortuna è che nel suo ruolo gioca un certo Antonio Candreva. Il 6 è di sostegno.)

Banega 6,5: Un primo tempo da farti esclamare “Banega lusso che non possiam permetterci”, un secondo tempo che ti fa pensare che Banega sia il calcio. Stupendo gol che apre il tris nerazzurro, se entra in fiducia può essere un crack. (Dal 74′ Palacio 6: Mi commuovo scrivendo che potrebbe essere l’ultima partita in nerazzurro per “el Trenza”. Giocatore intelligentissimo e di gran cuore anche stasera dimostra che come gioca al calcio lui sono in pochi. Grazie.)

Perisic 6: Sono ipercritico con l’ex Dortmund, ma lo reputo un giocatore fantastico con mezzi fisici e balistici unici in Italia ed in Europa. Stasera, come tutta la squadra nel secondo tempo, diventa irresistibile, anche se a volte si perde in finte e dribbiling inutili.

Icardi 7,5: Che vuoi dire ad uno che tira in porta 4 volte, segna 2 gol, prende una traversa e costringe Marchetti ad una super parata. Oggi solo in testa alla classifica marcatori, sembra notevolmente cresciuto come personalità e sacrificio. Poi se pretendiamo i movimenti di Diego Costa è meglio continuare a sognare. In serie A son 14 gol in 18 partite. Not Bad.

Pioli 7: Se Immobile avesse segnato una delle due occasioni avute tutti i giudizi sarebbero stati diversi, ma ciò che l’allenatore sta facendo dal punto di vista motivazionale, tattico e fisico, è notevole. Come già detto l’Inter, compresa l’ultima di Euro League, viene da quattro vittorie consecutive e in campionato non subisce gol. Considerando le macerie che si avevano, ed un calendario tosto, Mr. Pioli sta facendo molto bene rendendo l’immagine di Simeone meno aurea.

Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
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