Pagelle Inter-Fiorentina, tris nerazzurro all’esordio

Dopo mesi di promesse non mantenute e slogan accattivanti e del ritorno dei cugini nelle prime pagine dei più influenti siti di mercato, il calcio giocato ritorna e 50.000 eroici tifosi nerazzurri riempiono gli spalti di San Siro per assistere alla prima uscita ufficiale degli uomini di Luciano Spalletti. L’Inter nei primi venti minuti gioca un calcio sublime e buca due volte la difesa viola col solito Mauro Icardi. Poi per quasi un’ora, sarà per il caldo, sarà perché non ci si deve mai rilassare, inizia a sbagliare di tutto davanti alla porta e concede qualche brivido ad Handanovic. Ma quando il portierone sloveno sembra battuto sul gran tiro del francese Veretout, la palla colpisce il palo così forte che il rumore del legno sveglia i nerazzurri che pochi secondi dopo chiudono la partita con Ivan Perisic.
Il motto di questa deludente estate (dal punto di vista del mercato) citando Games of Thrones è stato #interiscoming, e anche se assomiglia più all’eunuco Varys, noi interisti speriamo che come Jon Snow, che riuscì a riprendersi il Nord, Luciano Spalletti riesca a riprendersi questa maledetta Champions League.

Handanovic 6,5: Questo è il primo anno che lo sloveno non minaccia di andarsene per cercare la Champions League, sperando che riesca a trovarla a Milano, stasera inizia benissimo con due importanti interventi.

D’Ambrosio 6: Tanta spinta per il terzino, ma mai pericoloso nelle sovrapposizioni. Mentre in fase difensiva si dimostra attento.

Skriniar 7: Probabilmente siamo tutti alla ricerca di un idolo dal mercato, e il giovane slovacco lo sta diventando, anche oggi gioca una partita perfetta prendendosi il lusso di molte uscite palla al piede, senza mai sbagliare nulla nelle coperture.

Miranada 6,5: Sicuro e abile nell’uno contro uno, non va mai in grossa difficoltà e con Skriniar guida il reparto arretrato dei nerazzurri.

Nagatomo 6: La Fiorentina ha attaccato maggiormente a destra, dove il giovane Gil Dias ha giocato una buona partita, ma il mal sopportato giapponese ha retto non andando in grossa difficoltà soprattutto grazie ai mille ripiegamenti di Perisic.

Vecino 7: Grandissima partita dell’uruguagio che difende, corre e arriva pure al tiro più volte, col tempo cala in intensità e si dedica maggiormente alla gestione del gioco soprattutto dopo l’uscita di Borja Valero.

Borja Valero 6: Tutte le palle che l’Inter ha giocato stasera son passate dallo spagnolo, che però dopo mezz’ora è leggermente calato di intensità, andando in difficoltà nella fase difensiva. Ma l’ex viola sarà l’uomo fondamentale in questa stagione. (Dal 64′ Joao Mario 6,5: l’assenza del portoghese nell’undici titolare ha lasciato tutti un po’ straniti, ma quando entra nel secondo tempo lo fa con la giusta determinazione che gli consente di servire un assist al bacio per il terzo gol di Perisic.

Candreva 6: Tanta corsa e tanta generosità per l’esterno della nazionale, ma troppo spesso diventa prevedibile e avere in panchina un suo sostituto di piede mancino potrebbe dare a Spalletti maggiori soluzioni (non Gabigol).

Brozovic 5,5: Tanti km percorsi come sempre, più della metà inutilmente, cosa che costa al croato troppo spesso mancanza di lucidità nelle scelte. Se rimarrà e se Joao Mario non migliorerà nel tiro e nell’inserimento senza palla, personalmente penso possa essere lui il Perrotta dello Spalletti nerazzurro. (Dal 71′ Gagliardini 5,5: Onesta partita di copertura subentrando a Brozovic, ma la palla semplice spedita all’ippodromo gli costa un mezzo voto in meno.)

Perisic 7: Non so cosa abbia dello Lucianone da Certaldo all’esterno sognato da José Mourinho, ma non ricordo di un Ivan che per novanta minuti rincorresse l’avversario fino alla sua bandierina. Per il resto è sempre il solito Perisic, cioè un grandissimo giocatore che ogni tanto spegne la luce, ma anche stasera segna un gol.

Icardi 7,5: Senza allargarci su simpatia o meno, Mauro Icardi prima di stasera aveva giocato meno di un’ora in tutto il precampionato, con un gol ed un assist. Stasera in 20 minuti sistema la faccenda viola. Se Spalletti riuscisse a farlo partecipare maggiormente al gioco e a difendere la palla nelle fasi di sofferenza avremo una punta da top 5 mondiale, ma anche così non ci lamentiamo. (Dall’84’ Eder SV)

Spalletti 7: La sua prima ufficiale sulla panchina nerazzurra è ottima. Squadra aggressiva e che in qualunque caso gioca il pallone, anche se nella mezz’ora a cavallo tra i due tempi la squadra cala subendo il palleggio dei viola. Però per noi la strada è una e una sola: seguire ciecamente Luciano Spalletti.

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Matteo
Si ammala di interite nel settembre del 1994, anni in cui la scritta Fiorucci e il sinistro di Ruben Sosa dettavano legge. Paul Ince, Simeone, Cambiasso e Stankovic gli hanno provocato le stesse emozioni del primo calendario della Canalis. Setubal è la sua Nazaret.