Pagelle Inter-Chievo: Una meravigliosa quinta sinfonia sudata

Si sa, agli italiani la quinta piace. Che sia il seno delle donne o la marcia dell’auto. Ma questa quinta vittoria consecutiva nerazzurra è assolutamente fantastica. Non per il risultato, contro il pullman clivense, ma per come è arrivata, in rimonta con la rete della liberazione di uno scatenato Ivan Perisic a poco dalla fine, dopo una partita stra dominata in tutti gli aspetti possibili. Non voglio lasciarmi prendere da facili ed immotivati entusiasmi, ma l’esordio dello strapagato Gagliardini (secondo tutti da quando non è diventato un bianconero) è da leccarsi i baffi.

Handanovic 6: Se non fosse per l’intervento sul tiro dell’eterno Sergione Pellissier, ad inizio primo tempo, il voto per il portiere sloveno sarebbe s.v. Incolpevole sul gol del Chievo.

D’Ambrosio 6: Mezzo voto in meno per la colpevolezza sul vantaggio cliveseCorre tutta la partita, è preciso sia come terzino che come difensore nella difesa a 3.

Miranda 6: Sicuro e puntuale nelle chiusure, e pure duro nella battaglia col roccioso Meggiorini.

Murillo 6: Buona prova anche per il colombiano. Il Chievo attacca poco e male ma lui non si fa mai sorprendere accettando insieme nel secondo tempo l’uno contro uno.

Ansaldi 6,5: Un grandissimo primo tempo per l’ex Genoa. Spinge e crossa (anche se non sempre perfettamente). Nel secondo tempo gli avversari mettono un difensore e Mister Pioli lo leva per Eder e cercare la rimonta. (Dal 60′ Eder 6,5: Il suo ingresso in campo ha liberato maggiormente Icardi in area di rigore. Un Sorrentino miracoloso gli nega il gol in più occasioni, ma a tempo scaduto realizza il 3-1 finale. Risorsa importante per le partite chiuse)

Gagliardini 7: Cosa poteva volere di più questo ragazzo che in 6 mesi è stato catapultato dalla panchina di Vicenza alla maglia da titolare dell’Inter. E cosa volevamo di più noi? Partita sontuosa giocata con la energia di uno della sua età e l’esperienza di un trentenne. Se finiva dentro quella rovesciata San Siro sarebbe esploso cinque volte.

Kondogbia 7: Ecco la vera sorpresa delle ultime partite. Il francese gioca una bellissima partita. Cattiva e di personalità. Tutti i palloni passano da lui e per la prima volta in un anno e mezzo non la tocca venti volte, ma solo due velocizzando l’azione. Benvenuto Mr. 40 milioni

Candreva 6,5: Solita partita per l’esterno romano . Mille cross e molti tiri pericolosi. Non la migliore partita ma chiunque lo ha in squadra non può tenerlo fuori perchè da uno dei suo molti traversoni è arrivato il gol di Icardi. (Dall’82 Palacio 6:Entra sull’pari e dopo pochi minuti si va in vantaggio. Mi piace pensare che il Trenza abbia portato fortuna, visto la stima che ho verso l’uomo ed il professionista. Assist decisivo per il gol di Eder.)

Joao Mario 5,5: La nota negativa della partita è il giovane portoghese, che nella prima frazione di gioco corre per tutto il fronte d’attacco ma punge poco, dimostrando le sue mancanze in fase offensiva, soprattutto in partite così chiuse. (Dal 70′ Banega 6:Entra nel secondo tempo al posto di Joao Mario, per servire palloni alla coppia offensiva Icardi-Eder. Non punge moltissimo ma gestisce palla negli ultimi 30 metri senza sbagliare molto.)

Perisic 7: Tre gol in due partite senza contare quello nell’amichevole di Marbella. Per l’esterno croato un inizio di 2017 perfetto. Anche oggi, come contro l’Udinese decisivo per i tre punti sullo scadere. Sempre pericolosissimo. Fondamentale.

Icardi 7: Partita dopo partita dimostra la sua crescita caratteriale. Si butta su ogni palla, rincorre ogni pallone, ma non è sempre al meglio sotto porta. Nella prima ora di gioco si perde allacciandosi con l’ottimo Dainelli, ma quando gli capita la palla giusta non sbaglia. E’ incoraggiante vedere un Icardi così come nelle ultime settimane.

Pioli 7: Quinta vittoria consecutiva. Giocatori che sembrano rinati. La partita di oggi poteva essere dal punto di vista del risultato un brutto passo indietro, sicuramente non lo sarebbe stata per il gioco. L’Inter oggi ha creato una quindicina di grosse occasioni da rete senza mai rischiare e giocando pure molto bene. E per una notte i cugini sono ripresi. Terzo posto quasi impossibile ma finché esisterà quel quasi, l’Inter deve giocare con questa cattiveria e voglia di vincere.

 

Matteo

Si ammala di interite nel settembre del 1994, anni in cui la scritta Fiorucci e il sinistro di Ruben Sosa dettavano legge. Paul Ince, Simeone, Cambiasso e Stankovic gli hanno provocato le stesse emozioni del primo calendario della Canalis. Setubal è la sua Nazaret.

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Si ammala di interite nel settembre del 1994, anni in cui la scritta Fiorucci e il sinistro di Ruben Sosa dettavano legge. Paul Ince, Simeone, Cambiasso e Stankovic gli hanno provocato le stesse emozioni del primo calendario della Canalis. Setubal è la sua Nazaret.

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