Pagelle di fine stagione – Geoffrey Kondogbia

Kondogbia
Kondogbia in azione (foto: inter.it)

Nella stagione che doveva essere quella del definitivo rilancio per l’Inter, era doveroso intervenire sul mercato in maniera pesante per puntellare quelle che erano le mancanze nella zona nevralgica del terreno di gioco, il centrocampo.

Per risolvere l’annoso problema della penuria di un giocatore che abbinasse qualità e quantità, roba sconosciuta dai tempi del vero Cambiasso, la scelta della dirigenza nerazzurra è ricaduta su Geoffrey Kondogbia. Tutti ricorderanno sicuramente l’estate di passione che ha caratterizzato il suo acquisto: le telefonate di Mancini, il derby con il Milan per il suo acquisto contornato dalla gara a chi arrivava per primo nel Principato di Monaco, la presentazione alla folla nerazzurra festante sulla terrazza dell’hotel ME Il Duca. Tante belle immagini che lasciavano presagire solo cose positive per la stagione a venire.

Il campo però come sovente capita è giudice sovrano, e per Kondogbia il fardello dei 31 milioni spesi per l’acquisizione del suo cartellino ha spesse volte pesato sul giudizio complessivo alle sue prestazioni, unito all’immagine data dai media di un giocatore potenzialmente spendibile in ogni zona del campo. Partito relativamente bene, forse spinto anche dalle vittorie a ripetizione inanellate dall’Inter nella prima parte di stagione, trova il suo primo goal nella trasferta di Torino dopo 12 giornate. All’apparenza, la scintilla che da quel momento avrebbe fatto fuoriuscire le capacità, ammirate nelle stagioni precedenti fra Siviglia e Monaco, del lungagnone francese, ma le attese vengono ben presto deluse. Qualche prestazione anonima, gli infortuni, il periodo orripilante passato dalla squadra fra gennaio e febbraio, coincidenti con le tante panchine impostegli da Mancini. Geoffrey non decolla.

La stagione dell’Inter si trascina sempre più lontana dal sogno Champions League, cullato per più di metà anno, ma da par suo a poco a poco il centrocampista francese, forse più libero mentalmente dopo le enormi pressioni patite nella prima parte di stagione, acquista sempre più fiducia nei propri mezzi regalando prestazioni di livello culminate nella standing ovation in concomitanza della sostituzione durante la vittoriosa sfida col Napoli.

La sua annata di fatto si conclude insieme a quella della squadra, che forte del raggiungimento matematico dell’Europa League ritiene che non sia più necessario spremersi al massimo per portare a casa i tre punti contro avversari decisamente più deboli.

Nel complesso, vista la cifra spesa per assicurarsi le sue prestazioni da parte dell’Inter, non si puo’ certo ritenere che Kondogbia abbia disputato una stagione soddisfacente. Bisogna però tener conto dell’età, dell’arrivo da un campionato diametralmente opposto a quello italiano e del periodo storico che stanno vivendo i nerazzurri, che faticano anno dopo anno a trovare una guida in campo che possa trainare i compagni, soprattutto quelli più giovani, nei momenti di difficoltà. Per tutte queste ragioni, il voto che diamo a Geoffrey è di pura fiducia, convinti che già dalla stagione 16/17 possa ripagare le nostre attese. Voto 6

Paolo
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Paolo
Ho perso la testa per l’Inter, senza saperne il perché. Uno dei pochi ad aver comprato il libro di Mazzarri, abbagliato dalla bellezza del 3-5-2. Nel tempo libero tento di fare l’ingegnere, ma mi riesce meglio ubriacarmi di sport rigorosamente dal divano. Neuer è un modello.

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