Pagelle di fine stagione: Gary Medel

Un centrocampista come Medel non è semplice da valutare, ma la sua duttilità e il suo instancabile impegno lo rendono un giocatore cui è difficile rinunciare. Il sottoscritto in più occasione ha beccato il mediano, ma non come giocatore in sè, ma per l’errato impiego che ne è stato spesso fatto, ovvero regista davanti alla difesa. Le abilità del cileno sono decisamente altre, e di sicuro il gioco con i piedi non è il suo forte.

Il suo gol con la Roma ha illuso tutti noi (o almeno molti di noi) di lottare per qualcosa di più che il quarto posto, ed è stata una bella illusione. Con l’Inter lanciatissima, gli strafalcioni in fase di possesso palla passavano (anche giustamente) sotto silenzio, visto che il suo borsino era sempre positivo. Non bisogna illudersi quando si legge che Medel è uno dei giocatori con il maggior rapporto di passaggi completi in Serie A, chi segue l’Inter sa di quali passaggi parliamo. Quando le cose si sono complicate, il nostro pitbull si è trovato ad affrontare situazioni drammatiche. Le scellerate e inspiegabili scelte di Mancini, in particolare tra gennaio e febbraio, hanno visto più volte il buon Gary assieme a Melo e/o Kondogbia. Bisogna ricordare che l’Inter ha giocato, nel suo periodo peggiore, con il doppio o addirittura triplo mediano, con Medel, Melo cosa che non farebbe nemmeno una squadra di periferia, catenacciara e sgangherata, che lotta per salvarsi in Lega Pro. Ed è in quel momento che non siamo più riusciti a gestire il gioco (con tre mediani cosa vuoi gestire? Al massimo una falegnameria), e sono arrivate mazzate copiose, con conseguente perdita di autostima, e posizioni in classifica.

Medel è uno di quelli che, anche nei momenti più disastrosi, ha fatto di tutto per non perdere la bussola, e quando è stato assente si è capito quanto, malgrado tutto, fosse irrinunciabile per questa squadra. Una stagione largamente positiva per le sue possibilità, tra i più costanti e grintosi di tutto il gruppo, per questo motivo la sua annata merita di essere premiata individualmente con un voto alto. Si può discutere se sia un giocatore da Inter, ma non si può discutere quanto sia stato fondamentale per il fragile equilibrio dei nerazzurri. Supportato da mezzali di qualità, il suo valore emergerebbe ancora più chiaramente. Voto 7

Mikhail
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Cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Orfano di Christian Eriksen, ma sicuro che Inzaghi non possa mai essere più indisponente di Antonio Conte.

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