Pagelle di fine stagione: i comprimari

Credo sia giusto spendere qualche riga per i giocatori non titolari che hanno comunque giocato molto, ed eccoli in ordine di minuti giocati:

Juan Jesus: Perde il posto da titolare, assieme a Ranocchia, partito poi a gennaio, con cui da anni aveva formato il tragico-duo della difesa nerazzurra. Mancini inizialmente tenta di riciclarlo come terzino, e il derby d’andata dava in questo senso buone speranze, ma illusorie, e il buon JJ farà fatica in tutte le posizioni. Sbraca meno del solito, però ancora le diagonali restano un grosso problema, e sono cose che alla sua età ormai è difficile imparare. L’impressionante prestanza fisica compensa a buona parte dei suoi errori, ma non può ambire a qualcosa più. Voto 5,5

Alex Telles: Il sottoscritto nutriva davvero buone speranze in Telles, piede buono e discreta velocità, ma il campionato italiano è forse troppo per lui. Intendiamoci, non è che abbia fatto schifo, ma il vero problema è che non è svettato mai sugli altri. Il terzino brasiliano dimostra un’ottima tecnica, ed anche una buona rapidità di movimento, anche se la scarsa forza fisica, e qualche disattenzione di troppo in difesa, lo frenano. Mancini lo accantona forse troppo presto, concedendogli poche chance di riprendere una maglia da titolare. Viene definitivamente abbandonato quando la società reputa che il costo del suo riscatto è troppo alto, ed è difficile negarlo. Voto 5,5

Rodrigo Palacio: Il fisico non sarà più quello di una volta, ma la mente sì. Anche con una gamba si dimostra di gran lunga il giocatore più tattico e intelligente della rosa, guadagnando molti falli d’astuzia e nascondendo con abilità la palla. Gioca prevalentemente dietro le punte o come attaccante esterno, con all’attivo 4 assist e 2 reti in Serie A (1 in Coppa Italia). Gioca poche partite dall’inizio, e non ha più purtroppo l’autonomia sufficiente per arrivare a 90minuti, ma è ugualmente gregario prezioso e d’esperienza, oltre che il giocatore in rosa con più marcature con la maglia interista. Voto 6,5

Jonathan Biabiany: Classica storia da libro Cuore, operatosi a gennaio 2015 per un problema cardiaco, che aveva messo a rischio la sua carriera, torna a casa Inter, dove era calcisticamente cresciuto e dove aveva fatto 6 mesi nella gestione Benitez (in tempo per laurearsi Campione del Mondo, segnando il suo unico gol in nerazzurro proprio in finale contro il Mazembe). Rientra in campo a fine settembre contro il Verona, e trova il suo secondo gol con la maglia dell’Inter contro il Frosinone il 22 novembre. Le sua apparizioni sono di difficile interpretazione, variando dal generosissimo lavoro di fascia al cronico pasticcio dell’ultimo tocco, perchè si sa, la tecnica non è proprio il suo forte. Eppure gioca molte partite con profitto, è tra i migliori nella vittoria a Napoli in Coppa Italia e con l’Udinese in casa (offrendo un assist memorabile a Jovetic), e la sua generosità alla lunga prevale sugli errori. Contropiedista e riserva affidabile. Voto 6

Davide Santon: Inizialmente partito come titolare inamovibile, la stagione di Santon è davvero difficile da spiegare. Senza infamia e senza lode nelle prime giornate di campionato, dove scende sempre in campo 9 volte su 10 (sempre dal primo minuto), sparito dopo la partita con la Roma, con D’Ambrosio che sostanzialmente gli soffia il posto. Da allora giocherà altre tre partite in tutto il campionato (di cui una solo 4 minuti contro il Frosinone, più una presenza in Coppa Italia), e le poche chance avute saranno sprecate malamente, e la sua riconferma verso l’anno prossimo è sempre più lontana. Voto 5

Eder: A gennaio rifiuta il Leicester per andare l’Inter, proprio non si può dire che abbia saputo cogliere l’occasione. Diciamo che si è rivelata, almeno nel primo periodo, una scelta poco fortunata. Leicester campione inglese, l’Inter fuori dalla Champions e Eder un pesce fuor d’acqua. Nonostante un inizio tutto sommato incoraggiante, l’unico rinforzo di gennaio sprofonda nell’anonimato, una pallida controfigura di quanto ammirato in questi anni alla Sampdoria. Oltre al bel gol contro l’Udinese (l’unico) da segnalare la bella partita giocata contro la Juventus nello sfortunato ritorno di Coppa Italia, dove regala l’assist a Perisic per gol del 2-0, ma troppo poco per ottenere una valutazione positiva. Speriamo che l’anno prossimo sia decisamente un altro Eder. Voto 5

 

 

 

Mikhail
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Cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Orfano di Christian Eriksen, ma sicuro che Inzaghi non possa mai essere più indisponente di Antonio Conte.

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