Pagelle Bologna – Inter 1-1: un punto guadagnato

L’Inter a Bologna continua il trend negativo delle ultime domeniche, coperto solo dalle vittorie.

Donadoni imposta una squadra che surclassa il centrocampo nerazzurro sul ritmo e sulla corsa, meritando una vittoria che sembrava assicurata, fino a quando l’ex Mbaye inciampa su Eder provocando il calcio di rigore che Icardi trasforma. Un punto guadagnato, in una partita che i felsinei avrebbero ampiamente meritato di vincere. Ecco le nostre pagelle:

Handanovic 6: Non perfetto nel vantaggio di Verdi, ma autore di un paio di buoni interventi.

D’Ambrosio 6: Parte soffrendo la velocità di Di Francesco, ma riesce a contenerlo. Nel secondo tempo cresce anche nella spinta offensiva ma senza mai essere incisivo.

Miranda 6: Meglio di Skriniar, ma come il compagno di reparto è vittima dello scaltro filtro del centrocampo.

Skriniar 5,5: Perde il duello fisico con Pektovic ed è meno preciso del solito.

Nagatomo 5,5: Ha la sfortuna di incontrare un Verdi sontuoso che avrebbe messo in pericolo chiunque, ma a differenza di Crotone quando ha fatto molto bene sovrapponendosi a Perisic con costanza, restando quasi sempre bloccato.

Borja Valero 4,5: Da giocatore fondamentale per il gioco a problema di equilibrio il passo è breve, ma non si può ignorare che l’ex Fiorentina, contro squadre che fanno della corsa e dell’intensità il loro punto di forza, come il Bologna di oggi (la Spal e il Crotone di ieri) va in una difficoltà clamorosa, esponendo la difesa a grossi rischi. Anche sulla costruzione non fa la differenza, per colpe sue e dei compagni che giocano da fermi. Forse è meglio che Spalletti non sottovaluti il fatto che un trentaduenne non possa sempre fare lo scudo davanti alla difesa, soprattutto dopo non averlo mai fatto costantemente in carriera. (Dal 86’ Gagliardini s.v.)

Vecino 5: Dopo le due panchine il centrocampista uruguagio ritrova una maglia da titolare, ma come tutta la squadra disputa una pessima partita.

Candreva 5: Se le maggiori azioni si sviluppano sulla destra, e la tua ala le tre volte che non centra i difensori sbaglia completamente il cross gol, non si potrà mai fare. Candreva, giocatore imprescindibile per mancanza di alternative. (Dal 80’ Brozovic: s.v.).

Joao Mario 4: Dopo un minuto il numero 10 (già questa una bestemmia) liscia in area l’unico cross azzeccato da Candreva. Dopo ciò il portoghese mette in scena la sua peggior partita il maglia nerazzurra sbagliando tutto ciò che poteva sbagliare. (Dal 50’ Eder 6,5: Con l’attaccante italo-brasiliano l’Inter si fa maggiormente incisiva davanti. Ha la fortuna di procurarsi il rigore del pareggio).

Perisic 5,5: Dopo quattro gare sontuose, l’esterno croato oggi non è decisivo, anche se tra gli avanti nerazzurri rimane il più pericoloso.

Icardi 4: Questo voto è una provocazione. Ma analizzando le ultime tre partite, Icardi ha solo tirato in porta solo nei due calci di rigore realizzati, non contro le difese di Real, Barcellona e PSG, ma contro Spal, Crotone e Bologna. Questo non può bastare a colui che la moglie lo definisce giocatore da 250 milioni. Spalletti ha bisogno come il pane del suo centravanti, ma come ogni volta che il giovane argentino non segna emergono tutti quei problemi di incapacità di gioco con la squadra, che contraddistinguono il “nove”. Icardi è un bomber eccezionale, ma l’Inter ha bisogno che nelle partite come oggi il suo centravanti aiuti la squadra e che permetta ad essa di respirare proteggendo palla. Poi alla fine dell’anno Maurito segnerà 25 gol e ce lo dimenticheremo, ma oggi uno che segna di meno ma aiuta di più fa la differenza a fine anno.

Spalletti 5,5: Dopo quattro gare arriva il primo stop. Si potrebbe criticare l’allenatore toscano per le scelte in campo, ma coloro che sono entrati lo hanno fatto con il peggior spirito possibile, svogliati e imprecisi. Quest’anno, vista la rosa e il probabile blocco del mercato a gennaio, si chiede a Spalletti un miracolo chiamato quarto posto, ma per farlo forse dovrebbe analizzare meglio le sue scelte tattiche.

Matteo

Si ammala di interite nel settembre del 1994, anni in cui la scritta Fiorucci e il sinistro di Ruben Sosa dettavano legge. Paul Ince, Simeone, Cambiasso e Stankovic gli hanno provocato le stesse emozioni del primo calendario della Canalis. Setubal è la sua Nazaret.

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Matteo
Si ammala di interite nel settembre del 1994, anni in cui la scritta Fiorucci e il sinistro di Ruben Sosa dettavano legge. Paul Ince, Simeone, Cambiasso e Stankovic gli hanno provocato le stesse emozioni del primo calendario della Canalis. Setubal è la sua Nazaret.