Orsato senza orologio, Pioli provinciale senza coraggio

Il derby finisce come all’andata, 2-2, con un pareggio beffardo all’ultimo secondo, calcisticamente indiscutibile. Però a differenza del gol di Perisic all’andata, il gol di Zapata è fatto a partita finita da due minuti. Di questo dobbiamo ringraziare il ridicolo Orsato, l’arbitro senza orologio, e la nostra buona stella, perchè certe cose capitano sempre contro l’Inter.

Ma noi, che derby abbiamo giocato? Un derby di merda, ecco che derby abbiamo giocato. Un’Inter scarica, senza grinta, che subisce il Milan dal primo all’ultimo minuto, e non riesce nemmeno a capitalizzare la colossale botta di culo di essere avanti per 2-0 a fine tempo (come, ancora non si sa). Un’Inter provinciale, senza più niente da dire e da dare, come il suo allenatore, che a quindici minuti dalla fine, preso dalla fottuta paura di vincere, toglie il centrocampista più rapido per mettere un altro difensore. Il risultato di questa scelta, chiaro a chiunque abbia un po’ di visione calcistica, è quello di farsi schiacciare. E così una banda di scappati di casa, come quella del Milan, pareggia, su due palle inattive. Certo, il secondo gol è arrivato al 97′, due minuti dopo i 5 minuti di recupero (già fin troppo generosi), ma non cambia il senso delle cose. Il Milan sarà anche una squadraccia, ma con un senso di squadra e di gruppo che noi ci sognamo.

Pioli e i suoi ci hanno messo proprio tutto l’impegno possibile per non vincere questa partita. Vedere il mister a continuo colloquio con Ausilio, oggi praticamente allenatore in seconda, ha regalato sensazioni surreali. Ci siamo goduti tutto il grande lavoro del buon Piero Ausilio, come Nagatomo e Biabiany, che stupisce come possano essere ancora all’Inter. Il giapponese si impegna e tampona come può, il francese con la palla tra i piedi è roba d’avanspettacolo. Biabiany ha anche la palla del 3-1 al 95′, che gestita meglio (o anche solo senza darla subito a loro) avrebbe potuto far trascorrere qualche secondo in più. Sempre se Orsato avesse mai fischiato la fine con il risultato a favore nostro, cosa che ormai è difficile da dimostrare, ed è inutile parlare di fantascienza.

Quello che conta è che questo pareggio ci fa male, malissimo, un male isterico. Scavalcare il Milan, e avere lo scontro diretto a favore, ci avrebbe rimesso in corsa almeno per il quinto posto, ma ora tutto risulta un’impresa proibitiva. Se non si tirano fuori le palle nemmeno nel derby, quando le si vuole tirare? Nel ritiro di Brunico contro le rappresentative locali? Ma forse non è solo un problema di palle, ma di provincialismo a ogni livello societario. Provinciale non è solo Pioli, ma anche la maggior parte dei mezzi giocatori che la nostra provinciale dirigenza da anni ci regala, pagandoli a peso d’oro, e il problema non si risolverà fino a che non verrà fatta piazza pulita.

Se questo derby di merda ci insegna qualcosa, è che finchè non sarà fatta una pulizia esemplare di tutti i rami secchi, l’Inter resterà la squadra provinciale che è ora, senza via d’uscita.

Mikhail
Latest posts by Mikhail (see all)

About the Author

Mikhail
Cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Orfano di Christian Eriksen, ma sicuro che Inzaghi non possa mai essere più indisponente di Antonio Conte.