Le nuove maglie dell’Inter fra amarcord e futuro

Ieri, in occasione della Giornata Mondiale del Bacio, sicuramente le vostre bacheche su Facebook, Instagram, Twitter e social network vari saranno state inondate di immagini ritraenti i vostri contatti baciare amici, fidanzati, fidanzate e chi più ne ha più ne metta. Fra questi anche lei, la nostra amata Inter, che su Facebook ha condiviso questo bel post, risvegliando ricordi ed emozioni ancora nella mente di noi tifosi grazie alle gesta di giocatori simbolo come Recoba, Materazzi e Capitan Zanetti:

E a proposito di maglie ieri è stata anche la giornata della presentazione della prima e della seconda divisa ufficiale per la stagione 2016/2017 ad opera della Nike e sponsorizzate Pirelli.

Il tutto mentre i giocatori guidati da Mancini si trasferivano da Appiano al ritiro di Brunico e la società ufficializzava l’arrivo di Banega (svincolato dal Siviglia). Insomma una giornata piena di novità e comunicati ufficiali per la società, senza dimenticare la polemica sullo sponsor Pirelli, oscurato da un nastro sulle maglie di allenamento (pare che lo sponsor abbia pagato solo per le maglie ufficiali e non per quelle da allenamento, con la società che, all’oscuro di Moratti e Provera, avrebbe intenzione di lasciare spazio ad altri partner, magari per spingere Pirelli a investire di più rispetto ai 12 milioni più bonus previsti, ma staremo a vedere prossimamente).

Torniamo alle maglie. La divisa da trasferta è quella classica di sempre, bianca con dei richiami ai colori nerazzurri (rispetto all’anno scorso non c’è il marchio Driver, appartenente sempre a Pirelli). La prima maglia, quella classica a righe verticali nerazzurre, presenta invece una novità: il colore giallo dello sponsor Pirelli e del baffo della Nike, che dovrebbe vedere anche i calzettoni dello stesso colore. E qui, come ogni anno quando vengono svelate le divise ufficiali, i tifosi si sono espressi sui social network, dividendosi fra quelli perplessi e quelli soddisfatti.

Anche noi in redazione siamo divisi in queste due fazioni. Giallo sì o giallo no? Giallo stonante o giallo coerente con il design nerazzurro? C’è chi lo definisce un pugno nell’occhio e chi invece lo vede appartenente all’universo nerazzurro. Di sicuro il giallo è un colore che è stato utilizzato spesso in passato dalla Nike per le divise dell’Inter. Nella scorsa stagione abbiamo visto infatti Icardi e compagni spesso in trasferta con la terza maglia, interamente tinta di giallo, come avevamo visto anche nel ’99/2000, nel 2002/2003 e nel 2003/2004 (e in molte occasioni negli anni Novanta). Ma come dimenticare le righe gialle nella divisa “titolare” della stagione 2001/2002 e 2002/2003 e il dorato usato nella stagione 2007/2008 e 2008/2009 per lo sponsor Pirelli e i nomi dei giocatori.
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Ma di colori particolari l’Inter diciamo che se ne intende, se guardiamo alle ultime stagioni, nelle quali abbiamo visto come terza maglia nel 2014/2015 una casacca interamente azzurra e nel 2012/2013 una seconda maglia interamente rossa, scatenando in quel caso l’ira dei tifosi per l’utilizzo di un colore per niente appartenente ai colori classici nerazzurri – semmai a quelli dei cugini rossoneri – riprendendo una tradizione utilizzata anche nel 2000/2001 e nel 2001/2002 dove la terza maglia era di un rosso misto arancione. Maglie ribattezzate “pigiami” da molti tifosi, così come la casacca titolare del 2014/2015, con delle sottili strisce azzurre e delle strisce nere più spesse, la famosa “maglia gessata” che per niente era andata giù alla maggior parte dei fan interisti.
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Tifosi che sicuramente hanno maggiormente apprezzato la maglia del centenario utilizzata nel 2007/2008 come seconda casacca (e nelle due stagioni successive come terza) e sfoggiata per la prima volta durante i festeggiamenti del primo scudetto sul campo dell’era Mancini.

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Altra maglia storica dei nerazzurri è la famosa maglia da Europa con la quale l’Inter ha vinto la Coppa Uefa del 1998, quella del 3 a 0 alla Lazio nella finale di Parigi targata Zamorano, Zanetti, Ronaldo. Maglia tra l’altro utilizzata dal club anche per le partite europee nel 2004/2005 3 nel 2005/2006.
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Senza dimenticare la maglia bianca col biscione, sfoggiata nella stagione 2010/2011 (quella del post Triplete) per vestire una squadra forte di vittorie su vittorie in Italia quanto in Europa.
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Ma forse, la maglia che più ci riempie il cuore, è quella titolare del 2010/2011, la maglia del Triplete, letteralmente tappezzata dagli stemmi celebranti le vittorie (senza ovviamente dimenticare quella del 2009/2010 che ha visto l’Inter trionfare a Roma, Siena e Madrid). Della serie: “Abbiamo vinto così tanto che non sappiamo dove mettere gli scudi dei nostri trionfi”.
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Di maglie ne abbiamo viste tante e si sa, ogni tifoso ha la sua preferita: quella che ricorda un gol, un giocatore, un’esultanza particolare, una vittoria, un’emozione. Commentarle tutte catalogandole in belle e brutte è qualcosa che non vogliamo fare, proprio perché ogni maglia ha un significato speciale. Chiedete a Giuseppe, tifoso interista che ha collezionato le 71 maglie dei nerazzurri dal 1990 a oggi.

E chissà quante maglie vedremo ancora nel prossimo futuro, magari anche più bizzarre e fantasiose. Ciò che è certo è che ogni maglia ha una sua storia e un suo perché fanno parte di una storia ancora più grande, quella dell’Inter. Con la speranza che questa storia torni ad essere segnata da vittorie, record e trofei. 

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Interista a otto anni grazie a un doppio passo del Fenomeno, visto per caso in televisione. Le lacrime di amarezza del 5 maggio hanno scavato solchi, colmati dalle lacrime di gioia per un Triplete festeggiato il giorno di uno straordinario ventesimo compleanno. Innamorato dei colori nerazzurri e di Javier Zanetti.

1 Comment on "Le nuove maglie dell’Inter fra amarcord e futuro"

  1. Chissà se la indosserò anch’io questa maglia che ricorda la stagione 1991-1992.

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