Nostalgia Maicon, l’uomo derby dai grandi gol

Se seguite i canali web dell’Inter, avrete visto che da tre mesi a questa parte la società nerazzurra sta pubblicando ogni giorno una storia diversa. Alcune riguardanti la nostra storia e i nostri eroi, parola che da troppo tempo non diciamo più quando parliamo della nostra Beneamata.

Ebbene, ieri mattina, mente ero in treno per tornare a casa in vista delle elezioni, mi sono imbattuto nella storia numero 102, dedicata a Maicon. Ah, le storie sono in totale 110, come il countdown partito in vista del 9 marzo, quando compiremo 110 anni (trovate l’iniziativa qui).

Dicevamo, Maicon. Scorro il feed di Facebook e vedo il post sulla pagina dell’Inter: è lì, in quella foto che immortala il suo sguardo sempre apparentemente incazzoso. Penso a quanto correva su e giù, senza stancarsi mai, con una potenza nelle gambe che oggi i nostri terzini manco se la sognano. Tecnica, velocità, strapotere fisico e quel pizzico di pazzia e spensieratezza tutta brasiliana. Maicon era questo, con quel 13 sulle spalle e quella espressione da delinquente quando esultava per un gol.

E a proposito di gol, ne ha segnati di belli ed importanti. Barcellona, Juve ma soprattutto Milan. E allora come non ricordarli proprio oggi, che ci accingiamo ad una domenica di ansie in vista della stracittadina di stasera?

Il primo è tutto un capolavoro. L’Inter affronta il Milan in trasferta in un inedito derby d’agosto. La banda di Mourinho, che da lì a nove mesi vincerà tutto, porta a casa uno dei derby più belli di sempre. La sblocca Thiago Motta con una triangolazione da manuale con Eto’o e Milito, che raddoppia poco dopo su rigore. Ma è il 3 a 0 del Colosso a fine primo tempo su imbeccata ancora di Milito a mandare in estasi i tifosi nerazzurri (che nella ripresa si godranno anche la fiammata del Drago Deki Stankovic).

Uno-due col Principe e collo esterno destro all’angolino: come dimenticare l’esultanza di Maicon, che si fa tutta la fascia passando davanti alla panchina del Milan – e a un poco felice Clarence Seedorf – arrampicandosi sui cartelloni per salutare parenti e amici in tribuna. 

Ma il nostro Douglas di sassate ne aveva ancora in serbo. Arriviamo al derby di ritorno del 2012: in panchina siede un giovane Andrea Stramaccioni che fra tutti i campioni nerazzurri non sa nemmeno cosa ci stia veramente a fare. Siamo sopra di un gol grazie a una tripletta di Milito, in risposta alla doppietta di Ibrahimovic. A tre minuti dalla fine, a Maicon viene in mente di galoppare sulla fascia, entrare verso il centro in direzione dell’area, per poi scagliare una sassata di esterno destro che si va ad infilare all’incrocio per il 4 a 2 finale. Beh, l’esultanza di Roberto Scarpini è tutto dire.

Stasera difficilmente vedremo Cancelo o D’Ambrosio fare qualcosa del genere*. Anche perché di Maicon chissà quando ne nascerà un altro: un Cafù in grado di abbinare a tecnica e corsa una forza fisica straordinaria. Un’ala aggiunta e pace se alla fase difensiva doveva compensare Zanetti, che proprio con l’arrivo del Colosso nell’estate del 2006 passò dal ruolo di terzino destro a quello di centrocampista. E pensare che all’inizio, il nostro caro Maicon, per questo motivo lo avevo a dir poco odiato…

Ma la storia mi ha fatto ricredere e con me la Curva Nord, che al terzino brasiliano ha intonato il famoso coro “Quanto è forte Maicon?”. Nostalgia pura, in attesa che l’Inter torni a essere popolata da gente come Douglas…

 

*Oggi, domenica 4 marzo, si vota alle politiche. Piccola coincidenza, l’ultima vota che si è votato per Camera e Senato è stata il 24 febbraio 2013: anche in quella occasione si disputò il derby come posticipo serale della domenica. Per la cronaca, un 1 a 1 nel quale fra i nostri segnò Schelotto. Valeva la pena ricordarlo… 

 

 

 

giulma
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Interista a otto anni grazie a un doppio passo del Fenomeno, visto per caso in televisione. Le lacrime di amarezza del 5 maggio hanno scavato solchi, colmati dalle lacrime di gioia per un Triplete festeggiato il giorno di uno straordinario ventesimo compleanno. Innamorato dei colori nerazzurri e di Javier Zanetti.