Non siamo diventati brocchi dopo aver perso a Barcellona

during the Group B match of the UEFA Champions League between FC Barcelona and FC Internazionale at Camp Nou on October 24, 2018 in Barcelona, Spain.

Prima di Barcellona – Inter avevo scritto tramite i social del sito che non si sarebbero fatti processi. E così sarà.

Non sappiamo come finirà stasera, ma di sicuro bisognerà evitare critiche e processi ad un gruppo che è uscito alla…

Pubblicato da ProgettoInter.com su Mercoledì 24 ottobre 2018

L’Inter veniva da un serie di vittorie importanti, comprese due in Champions League. Competizione cui non partecipavamo da anni, giusto per ricordarlo, e ci sta benissimo perdere nello stadio più difficile del mondo. Del resto, a Barcellona non ci vince nessuno in Champions League dal 2013, da allora 24 vittorie e 2 pareggi. La stessa Juventus appena un anno fa ci perse 3-0, da vicecampione in carica, senza che la cosa scandalizzasse nessuno. Quindi perchè tutto questo disfattismo che si legge in giro?

Non eravamo fenomeni dopo aver vinto il derby, e non siamo dei brocchi per aver perso al Camp Nou.

Il Barcellona ha mostrato il solito sontuoso palleggio veloce, noi abbiamo fatto fatica a stargli dietro. Skriniar è stato autore di una partita di alto livello, ma entrambi i gol partono da errori suoi. Non ci sembra il caso di prendercela troppo, anche se il gol di Rafinha (colpo al cuore, ma ne parlo dopo) ricorda vagamente il gol di Cutrone, subito in Coppa Italia contro il Milan. Brozovic e Vecino sono stati i migliori in assoluto. Entrambi non al meglio, hanno sfoderato una gara di grandissima grinta e retto da soli contro il folto centrocampo spagnolo. Miranda ha fatto molta fatica a reggere Suarez, complice soprattutto l’età.

D’Ambrosio e Candreva, autori di molti errori tecnici, hanno dimostrato di essere inadatti ad un palconoscenico come questo. Borja Valero, tecnico e intelligente, non ha la prestanza atletica per giocare a questi ritmi, e forse non l’aveva nemmeno da giovane. Sia ben chiaro che apprezzo l’impegno e la generosità di D’Ambrosio, Candreva e Borja Valero. Credo anche che in in Serie A possono dire la loro (gli ultimi due sopratuttto da subentranti), ma ieri hanno dimostrato di essere fuori posto.

Ma non ha senso prenderserla con il singolo errore, o con in singolo giocatore non all’altezza.

Non me la sento di dire frasi da bar che “con questo al posto di quello e quello al posto di quell’altro le cose sarebbero andate diversamente”. Dopo sei anni senza Champions, ci sta tornarci con una squadra impefetta. Per farla breve, Spalletti non ha lasciato fenomeni in panchina né a casa. Escluso l’infortunio di Nainggolan, e qualche acciaccato, abbiamo giocato al meglio delle nostre possibilità attuali.

Ci abbiamo provato con tutti i nostri mezzi, che evidentemente non sono ancora abbastanza. In fondo siamo rimasti in partita fino all’83’, e poche squadre ospiti a Barcellona lo possono dire. Abbiamo avuto più di una palla gol, sporca magari e meno orchestrata delle loro, ma contano lo stesso.  E nonostante le statistiche del possesso palla siano ingloriose, l’Inter è uscita molte volte palla al piede con azioni di rimessa anche piuttosto veloci. Abbiamo doti di palleggio migliori di quanto crediamo, ma non era questa la serata (e il luogo) dove mostrarle.

Ci stringe il cuore a vedere Rafinha dall’altra parte, e sotto sotto temevamo che ci avrebbe segnato proprio lui. In estate Spalletti ha compiuto delle scelte, che la società ha rispettato. Nainggolan ha caratteristiche diverse da Rafinha, è stata una questione di scelta. Rafinha ha tessuto il gioco anche ieri, sempre con la sua autonomia limitata di circa 60 minuti, ma è stato un bel vedere. Abbiamo ancora la speranza di averlo di nuovo in nerazzurro in futuro, ma non si può vivere di rimpianti.

La differenza è ancora abissale? Forse. L’aspetto mentale fa tanto, quindi mi aspetto che tutto faccia parte di un percorso. Perchè in fondo non si è perso 5 o 6 a 0, e abbiamo avuto più di un buon momento. Mi piace pensare che questa sconfitta sia un altro passo avanti verso un’Inter più competitiva e matura. Non riesco a pensare che perdere dove perdono tutti ci precluda chissaché.

Dobbiamo lottare in Serie A per restare nei posti Champions, e dobbiamo provare sempre a far bella figura e andare più avanti possibile.

Mattone dopo mattone, perchè ricordate che vincere trofei non è una cosa che si costruisce in un giorno.

Mikhail

Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
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