Non è il momento di processare de Boer

Iniziare bene non è semplice. Iniziare bene dopo aver avuto in mano la squadra per meno di due settimane lo è ancora di meno. Ci sono molte attenuanti per il nuovo allenatore Frank de Boer per la sconfitta maturata al Bentegodi, ma ci sono anche delle responsabilità da parte del tecnico olandese per le scelte effettuate che si sono rivelate sciagurate. L’Inter arriva a Verona con più o meno tutti gli uomini a disposizione, a parte lo squalificato Murillo e l’infortunato Ansaldi, ma molti giocatori sono lontani dalla forma migliore, vuoi per la competizioni internazionali (Europei, Copa America), vuoi per una preparazione trovata poco intensa dagli stessi giocatori quest’estate. De Boer stesso, quasi a discolparsi ulteriormente, parla senza mezzi termini di condizione fisica arretrata, come se il lavoro da fare fosse più del previsto. Per questa ragione il mister ha scelto di affidarsi alla tanto osteggiata difesa a 3, inserendo D’Ambrosio in difesa con Ranocchia e Miranda, Kondogbia e Medel a centrocampo, Banega abbastanza libero di agire tra le linee, con risultati abbastanza deludenti. In campo anche Candreva dei nuovi acquisti, che ha sfoderato una pessima prestazione (il peggiore in campo a nostro giudizio), Perisic invece in panchina per far posto a Eder. E se l’esclusione del croato ha stupito, non ha stupito l’andamento della gara, un copione al quale abbiamo assistito più volte negli ultimi anni: il Chievo posiziona i suoi uomini dietro la linea della palla, e aspetta l’errore dell’Inter per ripartire.

I nerazzurri non fanno niente per rendere difficile la vita ai clivensi, anzi è l’esatto contrario, la lenta manovra costituita da un’irritante serie di passaggi orizzontali, fa sì che nessuno si prenda il rischio di verticalizzare o tentare qualcosa di minimamente diverso. Il Chievo corre pochi rischi, e i principali sono sugli sviluppi di calci da fermo, l’Inter non ne corre molti di più, ma la sensazione è che i padroni di casa in contropiede possano fare più male. E infatti è così, da una palla persa da Candreva in attacco, arriva puntuale il gol dei veronesi con Birsa, sarà lo stesso sloveno a raddoppiare nel finale di gara. De Boer nel secondo tempo ha provato ad inserire forze fresche per scongiurare la prima sconfitta della stagione, ma dei nuovi entrati l’unico che si è fatto in qualche modo apprezzare è stato Perisic, che però non si capisce per quale ragione fosse in panchina fino al 60′. Gli altri giocatori che completano i cambi del mister sono Palacio, al suo solito isolato a fare a sportellate con mezza città, e Brozovic nella versione in cui sbaglia pure ad allacciarsi le scarpe. La partita termina senza che l’Inter abbia mai dato l’impressione di poterla raddrizzare, se non per mano di qualche fortuito episodio.

Il post-partita si è rivelato essere deprimente almeno quanto i novanta minuti offerti in campo dai nerazzurri, D’Ambrosio si batte il petto e dice che il gruppo deve avere fame dando il via alla sagra dei luoghi comuni, Handanovic punta il dito contro la preparazione e la tournée estiva. E proprio quest’ultimo passaggio meriterebbe una riflessione: ora sarà anche vero che quella vista in campo ieri è una squadra che non ha dato l’impressione di essere sul pezzo da un punto di vista atletico (ma neanche tattico), ma possibile mai che questa storia debba saltare solo con noi, quando a fare quelle stramaledettissime tournée c’erano un’altra dozzina di squadre e nessuna di queste sta palesando questi sintomi di inadeguatezza?

Frank de Boer ieri  ha sbagliato quasi ogni mossa dal punto di vista manageriale, a cominciare dall’assetto della sua squadra, alle scelte di alcuni uomini (lanciare dal primo minuto Candreva, in ritardo di condizione causa infortunio, l’esclusione di Perisic in favore di Eder, utilizzare Ranocchia ecc.), ma non è il momento per processare l’ultimo arrivato. Eh già, perché l’olandese al netto delle numerose scelte incomprensibili che ha commesso ieri, è arrivato a tavola apparecchiata, con una squadra che non ha costruito lui, con degli acquisti fatti per il suo predecessore (l’ultimo è proprio Candreva) e con meno di due settimane di tempo per conoscere la squadra e una nuova lingua. Queste non sono scuse, questi sono i fatti, a prescindere che la formazione vista ieri non avesse il minimo senso logico, non è stato dato il tempo all’allenatore per prepararsi ad affrontare una partita ufficiale, e non si può certo dire che da parte della nuova dirigenza si siano viste scelte fatte con criterio: se non sei convinto di Mancini (dubbio più che legittimo) non dare il via a un tira e molla per il rinnovo che dura un mese e mezzo, prima di affidare la squadra a chi la Serie A la conosceva solo per sentito dire, a pochi giorni dal campionato.

Il problema per il nuovo allenatore è che il clima attorno a lui non è piacevole. Le ultime stagioni fallimentari dell’Inter hanno messo in chiaro che la pazienza dei tifosi non è infinita, e per quanto de Boer debba avere bisogno di tutto il tempo possibile per inquadrare la squadra secondo le sue convinzioni calcistiche, il tempo stesso non è suo alleato. La stagione di quest’anno pianificata in modo illogico da una dirigenza che ha quantomai improvvisato delle scelte che dovrebbero, a livello teorico, incidere per archi di tempo pluriennali, lascia pochi motivi per essere ottimisti. Per processare de Boer ci sarà tempo, le persone da far salire sul banco degli imputati per quanto visto negli ultimi mesi e non solo sul campo, sono ben altre. Ad oggi, 22 agosto, la rosa non è completa, e in più rispetto allo scorso anno va sommato l’impegno in Europa League, tutto questo senza includere un allenatore appena arrivato al quale va dato il tempo di ambientarsi. Le premesse non sono incoraggianti.

Alessandro

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Alessandro
L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.

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