Non bastava il caldo, ci si mette anche l’Inter

Ma cosa state facendo?

Estate 2017, vecchie sensazioni. Ormai pericolosamente rutinarie. Mi ritrovo per l’ennesimo anno a dover commentare le vicende in chiave Inter con scoramento, che ad onor del vero mai aveva raggiunto i livelli di questa calda estate.

Dopo la stagione passata (sarebbe meglio dire, durante, dato lo scempio a cui stavo assistendo), il sottoscritto aveva deciso di prendersi una pausa dallo scrivere di Inter, e più in generale dal seguire con assiduità quanto accadeva fra le pareti che racchiudono il mondo nerazzurro. La sensazione di disgusto era così forte che, probabilmente, superava l’odio verso le rivali storiche, sempre presente nella mente di un tifoso.

Eppure le premesse erano apparentemente benauguranti.

L’ingaggio di Sabatini come coordinatore dell’area tecnica di Suning Sport lasciava presagire grandi cambiamenti in vista del 2017-18. Del resto quando gli stessi giocatori (chiedo anticipatamente scusa a tutti quei calciatori, veri, che potrebbero sentirsi offesi per essere paragonati a coloro che calcano il San Siro di nerazzurro vestito) durante un campionato dichiarano ABBIAMO MOLLATO! (e molti tifosi non hanno probabilmente colto la gravità di tale affermazione), la prima cosa che tu possa aspettarti dalla società che li stipendia è che si faccia tabula rasa dei senza palle che hanno inferto l’ennesimo, profondo colpo al cuore ad un glorioso blasone come è quello nerazzurro. Settimo posto finale, dietro a squadre come Lazio ed Atalanta e ad uno dei Milan più imbarazzanti della storia, evidentemente mai però quanto la tua squadra.

C’è da addizionare anche il raggiungimento dell’agognato pareggio di bilancio in ottica Fair Play Finanziario, cosa accolta con giubilo dai più dato che ormai l’interista medio si eccita più (o è costretto a farlo…) per questioni legate all’economia che a quello che può ammirare all’interno del rettangolo di gioco.

Da ultimo l’ingaggio di Spalletti a inizio giugno e il lancio di #InterIsComing lasciavano presagire vicende ben diverse da quanto sarebbe poi accaduto, o meglio, sta accadendo.

E veniamo proprio al punto, quello che (non) sta accadendo. Analizzando il tutto proprio per punti.

A livello societario impera ancora la confusione. Il rinnovo di Pierino Ausilio, costruttore della squadra con le caratteristiche di cui sopra, è il primo degli errori di cui si è macchiato l’inesperto gruppo Suning. Come si fa a continuare a dare fiducia, peraltro pluriennale, ad uno dei direttori sportivi che ha messo insieme più figuracce che cose utili? E poi basta, davvero basta mandarlo davanti alle telecamere. Mette in imbarazzo sé stesso e l’Inter tutta. E poi qualcuno mi saprebbe spiegare il senso dell’ingaggio di Baccin come vice-Ausilio, a sua volta già vice-Sabatini? Abbiamo più direttori sportivi che calciatori validi, ma ricordiamo che la squadra è difficilmente migliorabile!

A livello di rosa siamo nuovamente punto e accapo, e qui il secondo errore di Suning. Doveva essere l’estate della rivoluzione, giustificata dallo schifo a cui si è assistito durante l’anno passato, ma nulla di tutto questo sembra possa avvenire. Anzi, la situazione si è ulteriormente aggravata col ritorno di scarti come Ranocchia, Jovetic e compagnia bella. Ricominciare per l’ennesima volta una stagione con certi personaggi, a cui vanno aggiunti i vari Brozovic, Murillo, Nagatomo, Santon, Eder, Biabiany e chi più ne ha più ne metta, è davvero snervante. Anche perché questi fenomeni da baraccone non ne vogliono sapere di lasciare l’Inter, attaccati come sono al loro lauto stipendio e privi di umiltà, e si è costretti a cedere quei giocatori di livello decente (Perisic, che in realtà sembra abbia proprio chiesto la cessione) per fare mercato.

Ecco, il mercato. Possibile che il Milan abbia messo insieme una squadra di primissimo livello (non ultimo il colpaccio Bonucci) e l’Inter non riesca a far nulla di meglio di Skriniar-Borja Valero? Ebbene sì, ad ascoltare le parole di Ausilio di qualche giorno fa a Sky e tenendo presente quanto riportato negli scorsi giorni da calcioefinanza.it (http://www.calcioefinanza.it/2017/07/13/calciomercato-inter-e-fair-play-finanziario-settlement-agreement-vincola-ancora-nerazzurri/). Si era parlato di top player, qualcuno li ha visti? Pazzesco ciò a cui stiamo assistendo, trattative pachidermiche per portare a casa i due ex di Sampdoria e Fiorentina, per non parlare di tale Dalbert senza il quale sembra non si possa giocare a calcio. Parliamoci chiaro, va acquistata gente che sposti gli equilibri, non i classici mediocri provenienti da squadre di metà classifica in Serie A o da campionati di livello forse ancor più infimo. Manolas e Nainggolan sarebbero solo due esempi di quello che dovrebbe fare l’Inter per svoltare, ma sembra averne l’intenzione. E qui il terzo errore di Suning. Perché promettere di riportare SUBITO ai vertici i nerazzurri quando in realtà c’è tantissimo da lavorare per aumentare il fatturato e potersi permettere giocatori con un certo stipendio? Anche se, a dire la verità, la mia convinzione è che al momento si sia ostaggio di un capitano che non accetta che nessuno prenda uno stipendio superiore al suo. Magari liberarsi di Pirelli che come main sponsor versa una cifra ridicola sarebbe già un passo avanti.

E non ingannino le parole di Sabatini in conferenza stampa a Brunico, o quanto meno io non mi illudo. Anche perché ad oggi sono, appunto, solo parole. Il pessimismo cosmico messo in giro da Ausilio è stato parzialmente ridimensionato, ma non credo che la rosa nerazzurra a disposizione di Spalletti, che sembra comunque già abbastanza convinto del materiale a sua disposizione, subirà grosse modifiche. Lo stesso allenatore da quanto trapela è certo di poter tirare fuori il meglio da tutti i componenti attuali della rosa, ma anche questo è un film già visto e rientra nelle illusioni che i 40° di luglio possono generare nella testa di molti: impossibile far diventare quadrato qualcuno che nasce tondo. Auguri al mister se queste sono le sue intenzioni.

Passando alla campagna abbonamenti, mi chiedo con quale criterio si siano aumentati i prezzi per la sottoscrizione delle tessere. Perché insultare i tifosi, sfruttando la loro immensa fede, dopo una stagione oscena come quella appena trascorsa? Su questo aspetto sarebbe stato meglio utilizzare maggior raziocinio, dato che qui si rischia di de-fidelizzare ulteriormente l’unica entità che sembra al momento avere a cuore le sorti dell’Inter. Perché il passaggio dal velo pietoso srotolato dalla Curva Nord ad una contestazione più spinta e diretta è breve. E’ finito il tempo degli atti di fede a scatola chiusa, è arrivato il tempo di fare i fatti. E in tal senso #InterIsComing potrebbe essere stato uno degli autogol più clamorosi dell’epoca post Triplete.

Chiosa finale sulla questione comunicazione. L’Inter sui social ha numeri imbarazzanti, 1.27 milioni di followers su Twitter e 6.2 milioni su Facebook. Provate a spulciare i numeri della Roma, per dirne una che non sia Juventus o Milan: ci sono superiori.

Questa la situazione attuale in casa Inter. Aspettiamo un segno di vita su ogni aspetto di quelli citati. Con sempre meno fiducia. Perché probabilmente non vogliamo più illuderci anno dopo anno che le cose possano cambiare e si possa tornare ai fasti di un tempo, ma siamo assuefatti alla mediocrità nella quale siamo piombati.

Anche se…pensate un po’ cosa avrebbe potuto essere quest’estate, senza la magica notte di Cardiff.

Il consiglio è sempre lo stesso, come insegna Studio Aperto: bere molto ed evitare di uscire nelle ore più calde. Anche perché potrebbe mettervi sotto contratto il Milan.

Paolo

Paolo

Ho perso la testa per l’Inter, senza saperne il perché. Uno dei pochi ad aver comprato il libro di Mazzarri, abbagliato dalla bellezza del 3-5-2. Nel tempo libero tento di fare l’ingegnere, ma mi riesce meglio ubriacarmi di sport rigorosamente dal divano. Neuer è un modello.
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Ho perso la testa per l’Inter, senza saperne il perché. Uno dei pochi ad aver comprato il libro di Mazzarri, abbagliato dalla bellezza del 3-5-2. Nel tempo libero tento di fare l’ingegnere, ma mi riesce meglio ubriacarmi di sport rigorosamente dal divano. Neuer è un modello.