Nainggolan si è già preso l’Inter

Il Bologna-Inter di ieri era la classica partita dell’Inter bloccata sullo 0-0. Di quelle senza via d’uscita, con passaggi sterili e zero profondità e occasioni. Una volta c’erano i fuoriclasse, si diceva, e le sbrogliavano da soli. Oggi c’è Nainggolan, al debutto in nerazzurro dopo un’estate travagliata, che trova la zampata d’autore quando tutto sembrava bloccato.

E prima cosa era successo? In realtà molto poco. Orfani sia di Icardi che di Lautaro Martinez, entrambi con risentimenti muscolari, l’Inter si ritrova spuntata e senza profondità. Il Bologna di Inzaghi può solo murarsi in area di rigore, e lo fa piuttosto bene. Keita Balde non è una vera punta, nemmeno Perisic e Politano, e per quanto si possano sbattere cambia poco là davanti. In molte occasioni era proprio Nainggolan ad entrare in area di rigore, sperando in un cross o in un filtrante. Ed in fondo il gol del belga è nato proprio da questo movimento, premiato con un bell’assist di Politano. I rossoblu cercano di reagire, e Santader sfiora anche il pari di testa, ma lasciano spazio ai contropiedi nerazzurri che si rivelano fatali. Il subentrante Candreva segna dopo una stagione d’astinenza, e rilancia la sua candidatura come panchinaro utile, e chiude Perisic con il secondo gol consecutivo.

Oltre ai tre punti, le cose buone sono la sostanza e la fisicità in mezzo al campo. Nainggolan aumenta la forza d’urto e il fraseggio a centrocampo, Asamoah il fosforo e anche gli altri nuovi si stanno inserendo bene (Politano in primis). I nerazzurri cercano anche di aumentare il pressing, ma la condizione li sostiene poco. Però ci sono molte cose poco buone, a cominciare dalla mancanza di soluzioni quando mancano i due centravanti, e soprattutto i dubbi sulla tenuta atletica. L’Inter continua ad andare ad un passo lento (il Bologna ha addirittura corso più km totali di noi) e ieri ben quattro infortuni muscolari: Icardi, Lautaro e D’Ambrosio e lo stesso Nainggolan (da valutare martedì). Tutti problemi molti simili ai flessori, che potrebbero essere frutto di troppo carico. Non sembra trattarsi di infortuni seri, però portano un po’ d’apprensione. Ci sembra comunque giusto fidarci dello staff medico, che sa cosa fa e opera con un obiettivo mirato.

La vittoria aiuta e fa superare le difficoltà di natura mentale, e una volta trovato il gol siamo stati bravi a chiudere la partita. Le vittorie, al solito, danno morale e sicurezza, e la presenza di Nainggolan fa capire quanto Spalletti ci conti. Sarà lui il nostro Rafinha, o almeno questa sembra essere la scommessa del mister. La pausa arriva al momento giusto, per consentirci di recuperare gli infortunati ed essere pronti al tour de force che ci aspetta tra campionato e Champions League.

 

Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
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