Nagatomo crocifisso in sala mensa

Scriviamo ormai ogni partita che le parole sono finite, eppure ogni volta dobbiamo impegnarci e trovarne di nuove. La terza sconfitta su quattro partite di Europa League, è una delle pagine peggiori di questa stagione da incubo. I tifosi più giovani, quelli insomma della nidiata di Ronaldo, non hanno mai visto uno scempio del genere, mentre i meno giovani, ricorderanno la terribile annata del 1993-1994, con l’Inter impegnata nella lotta per non retrocedere, e salvata da risultati di altre partite con una giornata d’anticipo. Ecco, ora abbiamo trovato il primo punto di discontinuità rispetto a quell’annata orribile: quell’anno, nonostante tutto, vincemmo la nostra seconda Coppa Uefa, oggi chiamata Europa League, ed è una cosa che quest’anno non ha praticamente nessuna possibilità di avverarsi.

Vecchi non poteva certo fare miracoli, ha cercato di accorciare la squadra, ha provato a non prenderle, conscio che il pari tutto sommato poteva essere spendibile. Nel primo tempo non avevamo nemmeno demeritato così tanto, giocando anzi una partita relativamente grintosa, seppur non trascendentale (e poi contro una buona squadra, mica contro il Manchester City). Il bel gol di Icardi, la grinta di Handanovic sul rigore parato, e siamo andati all’intervallo tutti piuttosto speranzosi (il sottoscritto, in realtà, era quasi adrenalinico). Peccato solo che ci siamo dimenticati di scendere in campo nella ripresa…

L’1-2 loro è stato micidiale, due gollonzi in 5 minuti, ma l’Inter aveva spento il cervello molto prima. Appagata? Sulle gambe? Non ci è dato saperlo, e forse non ci interessa. La delusione delle prime settimane sta diventando rancore, specialmente dopo l’esonero di de Boer, che ha portato molto malumore nelle fila di noi tifosi.

D’Ambrosio svirgolata malamente il pallone, e Nagatomo ancora più goffamente lo infila in rete. Un autogol da antologia. In una squadra di cessi che non corrono, ci si può sentire in dovere di crocifiggere proprio Nagatomo? In sei anni di Inter è stato un giocatore che oggettivamente ha fatto anche bene, ma da almeno due stagioni è discontinuo nel rendimento, costante solo nell’umiltà e nella corsa, a differenza di altri colleghi dallo stesso rendimento. Ma non pensate che Nagatomo sia solo uno dei problemi, e soprattutto che sia derivato da problemi ben più grandi di lui? In primis da chi gli ha rinnovato il contratto, nonostante sia in fase calante da ormai tre stagioni?

Non ho interesse a fare un post a difesa di Nagatomo, solo non vorrei che si prendesse tutta la colpa quando gente ben più quotata di lui ci mette molta meno voglia, grinta e, se vogliamo, umiltà. Mi riferisco a Candreva, irritante, ai sudamericani Medel e Banega, a Perisic, ieri inguardabile, e a D’Ambrosio, che poverino non lo fanno giocare mai, e quando può dimostra che fenomeno è.

Tranne Icardi e Handanovic, tutti meriterebbero la proverbiale crocifissione in sala mensa, ma ancora di più gli incapaci che hanno permesso e costruito questo scempio, infangando l’Inter con scelte manageriali vergognose e indifendibili. Se volete crocifiggere Nagatomo fate pure, ma accanto a lui non basteranno certo due croci.

Mikhail

Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
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