Il mercato è finito, il tempo delle promesse di Suning anche

Il calciomercato estivo dell’Inter è da anni una faccenda strana, e quando finisce è un sollievo per tutti. E questo 2017, nonostante le premesse pompate in pompamagna, è stato forse il peggiore da anni a questa parte. Non è mai davvero chiaro di chi sia la colpa. Qualcuno come Ausilio incolpa il Fair Play Finanziario, qualcuno se la prende con il blocco degli investimenti esteri in Cina (che sembra la ragione più verosimile). Ad ogni modo ora non interessano le motivazioni, ma capire come sia messa l’Inter.

Le cose di cui essere contenti – La scelta e la qualità a centrocampo è migliorata molto. Borja Valero e Vecino portano sicuramente più scelta e ordine, e aiutano il fraseggio e verticalizzazioni palla a terra richieste da Spalletti. Non si è venduto Perisic, e questo lascia un ottimo potenziale d’attacco sulla fascia sinistra. E ricordiamolo, il croato e Icardi hanno già inciso nelle prime due partite. Skriniar, seppur non velocissimo, sembra confermare le nostre buone impressioni, e formare un valido blocco assieme a Miranda. Dalbert è terzino molto offensivo e potente, ancora grezzo, ma con margini di miglioramento notevoli. Già dal precampionato la filosofia del nuovo allenatore sembra essere recepita bene dalla squadra, e non è un azzardo dire che l’innesto di Spalletti è il miglior affare della nuova Inter 2017-18. Molta della zavorra è stata fatta fuori, anche se qualche contratto di troppo è rimasto.

Le cose che proprio non vanno – La difesa si è indebolita, se si pensa che è rimasto in rosa Ranocchia, ma s’è lasciato andare Andreolli a zero è stato un errore, così come la cessione frettolosa di Murillo. I tentativi fallimentari di prendere Mangala e Mustafi, hanno lasciato all’Inter solo tre difensori centrali, più il giovane Vanheusden (di belle speranze, va detto) e l’adattamento occasionale di D’Ambrosio. Se uno tra Miranda e Skriniar non dovesse essere al meglio, saranno dolori. Per quanto riguarda i terzini non siamo messi molto meglio. L’invendibile Nagatomo sembra titolare, almeno finchè Dalbert non si inserirà, e Cancelo avrà bisogno di tempo prima di insidiare D’Ambrosio. In questo senso anche la cessione di Ansaldi, con una formula discutibile, sembra una cavolata. Non sembrano soluzioni all’altezza dell’Inter, e per quanto riguarda l’attacco il discorso è simile.

Icardi è in un periodo di forma da far spavento, ma in 38 partite di campionato può succedere di tutto. Eder può adattarsi a punta centrale, Pinamonti ha grandi potenzialità ma difficile sia già pronto come subentrante. Inutile girarci attorno, al centro della difesa e dell’attacco siamo gravemente scoperti. La cessione di Gabigol in prestito, con diritto di riscatto per il Benfica, dimostra che in lui non abbia creduto mai nessuno. Per quanto riguarda le fasce d’attacco la situazione è leggermente diversa, Cancelo è un’incognita ma ha qualità, altro discorso per Karamoh, del quale non ho molta fiducia. Il giovane francese sembra il classico esempio di ala tutto fumo e niente arrosto, ma spero di sbagliarmi. Sono andati via molti giocatori fuori dal progetto, come Biabiany, Carrizo Medel, Palacio e Kondogbia, ma ancora i re degli invedibili, Nagatomo e Ranocchia, sono al loro posto. In più c’è la sensazione che a centrocampo ora ci sia un sovraffollamento, con Brozovic, Gagliardini, Joao Mario, Borja Valero e Vecino in lotta per 2 o 3 maglie.

Tirando le somme – La luna di miele tra tifosi dell’Inter è Suning è finita, e anche abbastanza male. Il primo anno di Suning all’Inter è stato un disastro, con decisioni manageriali rivedibili e un operato quasi schizofrenico. Il mercato dei nerazzurri è stato insufficiente, non nella scelta degli uomini, ma per aver lasciato troppo scoperta la rosa in posizioni nevralgiche. Normale che i tifosi siano inferociti, troppe promesse fatte a caso e infrante il mattino dopo. Il sottoscritto ha sempre proclamato la calma, ma ora che il calciomercato è finito la delusione e la critica verso la proprietà sono sacrosanti. Sembra che si speri di arrivare a gennaio messi bene, sperando in uno sblocco degli investimenti (che si dovrebbe decidere in novembre), per poter investire concretamente. Ad oggi, troppi condizionali per essere davvero presi sul serio. E l’Inter è una cosa maledettamente seria. L’unica speranza vera è che la gestione Spalletti possa ottimizzare questo gruppo, come sta già facendo, per far tornare l’Inter competitiva in campo. E dimenticare presto questa pessima estate.

Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
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Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.