Mauro Icardi – Bomber di razza e uomo derby

Mauro Icardi: Epopea di un bomber che fa sempre parlare di se.

Inizialmente, assente ingiustificato. Mauro Icardi parte col freno a mano tirato, arrancando fuori e dentro area e l’Inter, ad inizio stagione 2018-19, si ritrova orfana del suo asso ed in difficoltà.

Malori da rinnovo? Strascico di bagordi estivi? Dissapori con la moglie Wanda Nara? Tutti scrivono tutto e la verità no, non sta nel mezzo. La verità ce la racconta il numero 9 dell’Inter, che vien fuori come un fiore tardato a sbocciare ma rigoglioso e orgogliosamente appariscente.

Bisogna attendere la sesta giornata per il primo goal di Icardi, in campionato. La partita è Inter – Fiorentina, ed il capitano nerazzurro sblocca il suo personale digiuno da goal, su calcio di rigore a cui seguirà un assist. Settima giornata in panchina, a rifiatare, vedendo l’Inter vincere ancora, contro il Cagliari a San Siro. L’ottava giornata è quella della svolta: in quel di Ferrara, la Spal ospita l’Intera e l’argentino trova la doppietta decisiva per la vittoria dei suoi. È il ritorno del bomber, atteso ed acclamato dalla curva.

A dire il vero, nel mezzo delle prestazioni nazionali, Mauro Icardi ha ben figurato e fin da subito, nell’Europa che conta. In Champions League il bomber nerazzurro ha iniziato alla grande: gran goal da fuori area, per il momentaneo pareggio, contro il Tottenham, che propizia la rimonta finale. Goal decisivo, invece, contro gli olandesi del Psv; a suo modo, catapultandosi su un lancio e anticipando il portiere avversario. L’Inter è lí, a punteggio pieno, padrona del girone insieme al Barcellona, prossima avversaria di domani sera.

Dall’estero nessuno ha dubbi: Mauro Icardi, bomber di razza, è uno degli attaccanti che più fanno gola. Letale dentro area e prolifico come pochi. Il Real (e non solo) sulle sue tracce, ma Maurito giura amore all’Inter. Resta da capire quando e come blindarlo, con un rinnovo che rimane priorità per la società, nonostante Ausilio abbia recentemente ribadito che non ci sia premura per chiudere l’affare.

Il derby appena passato, ha ancora una volta consacrato Icardi come bomber e uomo copertina e leader della sua Inter! Al termine del match, ha rilasciato queste parole ai microfoni di Sky:

Il derby bisogna vincerlo, l’abbiamo detto e ripetuto per tutta la settimana. Abbiamo creato tantissimo, dal gol in fuorigioco al palo, e meritavamo di vincerla per quanto creato. Se poi il gol arriva così alla fine è ancora più bello, il clima è stupendo. Dobbiamo continuare così, dovevamo vincere per tutto questo ambiente e per questi tifosi che hanno riempito San Siro. E anche per noi, che dobbiamo abituarci a vincere e a dare continuità a quello che facciamo. Poi a fine anno valuteremo cosa riusciamo a fare e a prendere in questa stagione. Sappiamo le potenzialità che abbiamo per Barcellona, siamo forti e ce la possiamo giocare con chiunque. Peccato per l’inizio di stagione, l’ho ripetuto tante volte però siamo riusciti a fare grandi risultati prima della sosta: questa è la strada che deve percorrere l’Inter. Sul mio gol credo che la difesa del Milan si aspettasse un mio movimento sul primo palo. Non ho mai detto che l’Inter è l’antiJuve, però ora dobbiamo abituarci a vincere e a stare in alto in classifica.”

Un chiaro impegno: continuare il filotto che ha portato l’Inter dalla crisi iniziale ai vertici delle classifiche. Di quell’inizio contro Sassuolo prima e Torino poi, non resta che un vago ricordo. Perfino la sconfitta interna col Parma, adesso, sembra indolore.

Non bisogna però dimenticare di quanto restino difficili i prossimi impegni: a parte quello già citato in Champions, contro il Barcellona, per la prossima di campionato l’Inter è attesa a Roma dalla Lazio. Biancocelesti che si candidano, anche quest’anno, come contendenti dei nerazzurri per un posto in Champions. Motivazioni ed animi carichi, pronti a continuare la sfilza di vittorie per tenere alto il morale; chissà, magari continuando ad applaudire ed acclamare Mauro Icardi, che domenica sera, dopo il goal, si è preso l’abbraccio  della moglie Wanda; un abbraccio che, virtualmente, gli ha regalato tutto il popolo interista.

Toti

Calcisticamente onnivoro. Nato nell’82 di Rossi e Tardelli, forse per questo innamorato del calcio e delle imprese apparentemente impossibili.
Infermiere quando devo, papà a tempo pieno e difensore alla Materazzi quando il menisco regge. Ho subito una lobotomia, per scordarmi di Pancev, Gresko, Vampeta, Gilberto, Centofanti.... ma qualcosa è andato storto, perché li ricordo ancora!

About the Author

Toti
Calcisticamente onnivoro. Nato nell’82 di Rossi e Tardelli, forse per questo innamorato del calcio e delle imprese apparentemente impossibili. Infermiere quando devo, papà a tempo pieno e difensore alla Materazzi quando il menisco regge. Ho subito una lobotomia, per scordarmi di Pancev, Gresko, Vampeta, Gilberto, Centofanti.... ma qualcosa è andato storto, perché li ricordo ancora!