L’Inter sa come gestire l’emergenza

during the Serie A match between FC Internazionale and AS Roma at Stadio Giuseppe Meazza on December 6, 2019 in Milan, Italy.

Lo 0-0 dell’Inter contro la Roma ci dimostra come i nerazzrri abbiano imparato a gestire al meglio le emergenze di formazione. La Roma è una buonissima squadra, con qualità e che viene da un buon periodo di forma, eppure non è riuscita a sfondare un’Inter ridotta ai minimi termini.

I giallorossi hanno lasciato fuori Dzeko, affidandosi alle folate del rimpianto Zaniolo, senza dare punti di riferimento. Dal canto suo l’Inter ha retto bene in difesa, maiuscolo in particola de Vrij, eccezionale anche in fase di costruzione dell’azione offensiva.

Il primo aspetto negativo che salta all’occhio è l’incredibile numero di gol sbagliati dall’Inter, specialmente nel primo tempo con Lukaku e nella ripresa con Brozovic. Per l’ennesima volta Mirante si è esaltato: il suo intervento su Vecino ad inizio ripresa è stato fantastico.

La lista degli infortunati si fa sempre più preoccupante. Non ha fatto in tempo a tornare in gruppo Asamoah, che ci ha pensato Candreva ad infortunarsi (dolore alla schiena, da valutare l’entità). Escludendo Sanchez e Politano, che si trattano senza dubbio di episodi traumatici, le assenze di Sensi (in campionato assente dal 6 ottobre, poi solo pochi minuti contro il Borussia e nuova ricaduta), Barella e Gagliardini sono allarmanti.

Vero che l’Inter ha una rosa corta, così tanti e sfortunati infortuni, avrebbero danneggiato anche una rosa più competitiva. Doveroso ricorrere al mercato di riparazione, ma bisogna capire se tutti questi infortuni sono stati solo sfiga nera o errori di valutazione (come probabilmente è stato per Sensi).

Lautaro si è battuto molto, ma ha peccato di lucidità nell’ultimo tocco. Lukaku ha perso la sfida contro l’ex compagno Smalling, e in generale il suo errore ad inizio partita ha condizionato la gara. Altra prova poco brillante di Biraghi, nel finale anche beccato dal pubblico, e altrettanto opaco Lazaro, subentrato a freddo e mai entrato davvero in partita.

Eppure, anche con un Brozovic in riserva di ossigeno, Vecino scostante e Borja Valero ai margini, l’Inter ha ugualmente proposto il suo calcio, giocando tutti i 90 minuti per vincere.

Imporre il proprio gioco anche in queste condizioni, con la mente alla complicatissima sfida con il Barcellona, è il chiaro segnale di una maturazione continua e della forte personalità del gruppo. Ed è ciò che conta di più in questo momento.

Mikhail

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Mikhail
Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.