L’Inter è davvero migliorata dallo scorso anno?

Giusto godersi il primato di classifica dell’Inter, e dal derby lo sto facendo anche io. La mia storica vena polemica è sopita, ma non sparita ovvio. In fondo essere polemici è uno dei tratti distintivi di noi interisti.

Riflettevo ieri su alcune statistiche rispetto alla scorsa stagione, che l’euforia non mi aveva fatto notare: stesso numero di partite ma solo due punti in più. Per la precisione 56 punti contro 54 dell’anno scorso. La Juventus era in testa con 57.

Ma veramente? Sì, inizialmente non me ne sono capacitato, ma è davvero così. A quel punto ho cercato di capire perché la percezione della realtà sia così diversa. La prima risposta è facile: la Juventus sta giocando una stagione al di sotto di quelle precedenti. In fondo sono fattacci loro, e non ci riguarda.

I bianconeri hanno 11 punti meno dallo scorso anno, e dieci di svantaggio da noi. Badate però che la Juventus deve recuperare il match contro il Napoli, e c’è ancora la possibilità che le sia assegnata a tavolino la vittoria contro la Lazio, per lo scandalo tamponi.

Volendo andare più a fondo, notiamo che la nostra differenza reti è nettamente migliore dello scorso anno (36 contro 27), che è notevole se pensiamo alla sciagurata fase difensiva di inizio di stagione. Abbiamo uno degli attacchi più efficaci d’Europa, e ancora segniamo poco rispetto a quanto creiamo.

Al di là delle mie critiche, bisogna ricordare che venivamo dalla fase finale di Europa League, con i postumi della finale persa e lo scarso tempo per organizzare la stagione (e sto escludendo i summit in villa). Anche Milan e Juventus hanno affrontato del caos, i rossoneri con i preliminari di Europa League (che però gli hanno regalato il vantaggio della forma migliore nella prima parte di stagione) e i bianconeri l’avventurosa transizione in panchina con Pirlo.

Lo scorso anno eravamo partiti fortissimo, e a febbraio ci siamo persi, tra le sconfitte pesantissime contro Lazio e Juventus pre lockdown, mentre ora siamo al nostro meglio. La mancanza dell’Europa League sicuramente ci regala più freschezza rispetto agli altri, ma siamo migliorati molto con il gioco palla a terra, ed è un fattore tecnico e non fisico.

L’Inter non è migliorata dal punto di vista statistico, che per una somma di fattori è simile allo scorso anno, ma per la sua propensione a giocare a calcio. L’innesto di Eriksen sgancia Brozovic, il giropalla è raddoppiato in velocità: facciamo sembrare le manovre contropiedi, quando semplicemente è più veloce la manovra dal basso. Bisogna riconoscere che l’adattamento di Perisic sia più di una semplice alternativa a Young/Darmian, e ci permette di attaccare effettivamente con due fasce.

Poi è scontato che a questo risultato ci arrivi con meno Vidal e Gagliardini e più Eriksen. Magari con questa scelta da prima avremmo giocato una finale diversa con il Siviglia, e avremmo buttato qualche punto in meno (Udinese e Parma in particolare), ma meglio tardi che mai.

Mikhail
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Cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Orfano di Christian Eriksen, ma sicuro che Inzaghi non possa mai essere più indisponente di Antonio Conte.